Arthur

Serie: Colui che non è morto


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Questo è il profilo vetrina del gruppo Rue Morgue, dove più autori condividono i loro librick. Gli episodi di questa serie sono parte di una storia unica, ma scritta da diversi autori. Sesto episodio di @gabriel-e_02

Non c’è niente che non va, ripeto a me stesso. Sono al sicuro. Eppure questa sera non riesco a darmi pace. Fuori la luna è di uno splendore incantevole: continuo a fissarla dal vetro e lei sembra fissare me, mentre mi angustio qui, nella mia stanza, solo, con un peso insopportabile da portare sulle spalle. Che fine hanno fatto gli altri? Oswald non risponde da settimane, ma Thomas? Perché diavolo non si fa sentire? Ha portato a termine il lavoro a meraviglia: non un briciolo di sospetto è ricaduto su di lui né su chiunque altro, come del resto gli avevo assicurato, e lui ne ha tratto solo benefici. Quell’ingrato…

Forse dovrei provare a dormire: l’oblio del sonno è un anestetico eccellente alle preoccupazioni. Ah, se solo queste non fossero talmente tante da impedirmi persino quello… È questo che deve tollerare un uomo che non si pente di ciò che ha fatto? Ma chissà che il peso del rimorso non sia cento volte peggiore di questo. Il rimorso, già. Non sarà mica questo che ha portato Thomas e gli altri a sparire, magari con un secondo cappio attorno ai loro… No, che cosa vado a pensare? Erano… SONO! Sono tutti uomini forti. E c’è anche Malice, la nostra mano assassina. Di lei non ho neanche un contatto, ma è anche quella che mi dà meno apprensioni. È Thomas a rispondere per lei.

Mi squilla il telefono. Dylan!

«Pronto? Dylan, sei tu?» Dall’altra parte sento un respiro affannoso.

«Arthur, sei a casa?»

«Sì, perché questo…»

«Arrivo», e riattacca. Non riesco a stare fermo. C’è qualcosa che non va. La voce di Dylan… Era agitatissimo.

Dopo alcuni minuti sento una macchina inchiodare da fuori, una portiera sbattere, e il mio campanello suonare. Mi avvicino allo spioncino: voglio assicurarmi che sia davvero lui. Mentre intravedo il suo viso, si attacca al campanello come un pazzo. Sembra fuori di sé, ma è di certo Dylan, e lo lascio entrare, richiudendogli la porta alle spalle subito dopo.

«Arthur, abbiamo fatto un errore. Con lui… Un errore enorme!» Ha il cuore in gola.

«Calmati, ragazzo. Di cosa parli?» Gli dico di calmarsi, ma io per primo non lo sono affatto. E poi, so benissimo di cosa parla.

«William». Un solo nome, e tutte le mie angosce trovano un riscontro concreto.

«Qualcuno ha parlato? Ci stanno cercando?» grido da un momento all’altro, scrutando al di fuori delle finestre con gli occhi spalancati dall’ansia.

«Questo non lo so, Arthur, ma ho visto una cosa prima, e…»

«Dove sono ora gli altri? Thomas? Oswald?» Vedo che quasi si spaventa a sentire le mie urla.

«Io… Non lo so, non li ho più visti da allora. Thomas, so solo che lui si è dimesso. Ma… Forse sto impazzendo io»

Stavo sul punto di intimare ancora Dylan a parlare, ma qualcosa attira l’attenzione di entrambi. Le luci della casa saltano. L’ambiente si fa buio, più buio della notte fuori. Mi volto verso la finestra. L’immagine della luna ha qualcosa che non va: sembra come sfocata. Si sta inscurendo. È… È svanita.

Serie: Colui che non è morto


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Horror

Discussioni

  1. Chiedo scusa per il ritardo nella lettura del sesto episodio. I miei complimenti a Gabriele per aver creato un episodio in grado di “citare” e “riunire” i nostri personaggi e metterli nelle condizioni di procedere verso un finale unico. Il tutto, a livello narrativo, è stato gestito in modo ottimale. Lo considero un episodio “di mezzo”, quel punto narrativo che riorganizza le fila della storia e ci prepara al finale vero e proprio. Adesso sono curioso di leggere cosa accadrà ad Arthur. Un episodio molto agile e giocato con mano esperta.

    1. Ciao Maschera non preoccuparti! Grazie del commento, hai colto proprio l’intenzione che c’è dietro questo episodio: fare una sorta di “recap narrativo” così da rendere un po’ tutto l’intreccio più solido. E allo stesso tempo fa da trampolino di lancio verso il finale…

  2. Un interessante alternarsi di stili pur rimanendo nel medesimo filo della storia. Credo che l’esperimento stia riuscendo molto bene e forse il tuo intervento risulta particolarmente efficace nella sua brevità così incisiva. Decisamente inquietante l’immagine finale della luna che svanisce.

  3. Molto bello il racconto, e perfettamente in linea con la storia, e mi è molto piaciuta la descrizione dello scenario, che da sereno diventa, con il progredire verso la chiusura, sempre più oscuro. Qui oltre che l’animo del protagonista è l’intero contesto intorno a lui che cambia, come se tutta la porzione di realtà che lo contiene lo stesse seguendo nella rapida caduta agli inferi, o come se un’entità oscura e maligna (che ben conosciamo) stesse inghiottendo tutta l’area circostante.

    1. Ciao Giancarlo, sì il legame emozioni-scenario è qualcosa su cui mi ritrovo spesso a far leva quando scrivo, e mi affascina ogni volta 🙂
      Ti ringrazio per questo e per i commenti dei precedenti episodi, che scrivi sempre con graditissima prontezza. Un saluto!

  4. Davvero molto bello e si incastra perfettamente nella continuity della serie.
    Mi sono piaciute molto le immagini evocative e il modo in cui l’ansia e l’angoscia di Arthur siano quasi tangibili. Fino al finale, in cui la luna scompare e si chiude il sipario.