Aurora

Aurora non si è mai reputata una persona mattiniera e tantomeno una persona vitale, eppure ci sono quelle tanto rare quanto singolari eccezioni alla regola. Certo, si alza presto al mattino per andare a lavoro ed è solita arrivare quasi sempre in orario, ma rientra in quella gamma di persone che nel giorno libero ama poltrire sul divano in pigiama facendo incetta di serie Tv. Dichiara di essere arrivata in questo mondo senza che nessuno le abbia mai chiesto se le stesse bene, se nascere in piena estate, il 14 Agosto, andasse bene per una persona amante del freddo e dello strato di ghiaccio sul parabrezza al mattino. Sin da bambina, le hanno sempre raccontato di quanto amasse ritrovarsi al centro dell’attenzione, quanto fosse brava a socializzare con chiunque e che fosse capace di far aprire i mattoni nei muri per proferir parola. Non sa se le abbiano raccontato frottole o se, semplicemente, abbiano ritagliato un perfetto modello idoneo alla società odierna. Quella in cui ogni mamma ha solo figli perfetti che si perdono quando restano da soli con terze parti. Lei, non riesce minimamente a riconoscersi in quella versione di sé stessa, nella bambina delle foto bionda e dal sorriso accecante. La sua foto profilo parla di una ragazza con gli occhiali più grossi delle finestre di Notre-Dame e i capelli tinti di viola, verde, arancione e fucsia. Assolutamente niente biondo! Quella cosa l’ha sempre fatta sorridere. Una persona battezzata con il nome di Aurora, non può odiare il Sole e il giallo! Appare come un tedesco astemio, un francese senza puzza sotto il naso e un italiano con un governo appropriato, insomma l’inizio di una barzelletta, diciamocelo! Eppure, Aurora adora rintanarsi nel proprio buio e starci le ore a perdersi nei pensieri. Ci sono giorni in cui spera l’oscurità la risucchi, un posto in cui la sua pelle così chiara non brilli come quella di un fantasma e dove sentirsi simile a sé stessa. E poi, ci sono invece giorni dove il Sole è parte integrante della propria anima e i capelli multicolore sono una pennellata perfettamente amalgamate con tutto il resto. Quei giorni in cui è davvero quella battezzata con il nome di Aurora. È conscia che molte persone credano sia bipolare o depressa o altre etichette che la gente si diverte ad appiccicarle addosso, come figurine doppione, senza nemmeno sapere davvero il significato della parola. Aurora è semplicemente grigia e per lei, significa un milione e più di cose. Crede in quell’assurda teoria secondo la quale non si può vedere il mondo tutto nero o tutto bianco; ci crede per quella storia per cui non puoi essere sempre felice o sempre triste, prima o poi smetterai di piangere o di sorridere. Il grigio le da pace, il grigio le sembra equilibrato e in un certo senso perfetto nel suo essere un colore non colore. In fondo, tutti hanno almeno un elemento neutro nella propria vita e Aurora è esattamente quello, un elemento neutro nella vita di tutti i giorni. Una di quelle persone che si incontrano al supermercato e che il salumiere addita come drogata perché le si vedono le vene, ma non sa che è solo la pelle troppo chiara; il macellaio le sorride sempre e le dice che è una boccata d’aria fresca per quei capelli colorati, ma non sa che lo fa perché detesta il biondo; la cassiera pensa che i genitori siano dei disamorati che lasciano andare in giro la figlia conciata in quel modo, ma non sa che sono morti due anni fa a distanza di pochissimo l’uno dall’altra e che lei ha iniziato a tingerli in quel mondo circa quindici anni prima. Aurora è la persona che i bambini adorano, ma adorano davvero perché parla a una velocità innaturale e spesso le dicono che è un robot. Lei ci scherza e inizia a blaterale che in realtà è venuta dal futuro per salvare il mondo. È anche quella che gli adolescenti indicano ridendo e filmano da lontano con i loro occhi digitali e questo la fa star male, davvero male e la trascina nelle sue giornate no.

Aurora è semplicemente chiunque e tutti.

Aurora è la ragazza che si è svegliata nervosa per l’esame.

Aurora è la donna che è in crisi con il marito.

Aurora è quella ragazza tanto gentile che saluti sempre in farmacia e l’unica che sembra non guardarti come l’ennesimo scontrino da battere.

Aurora è quella ragazzina che vedi piangere con l’amica perché la persona che le piace la tratta male.

Aurora, alla fine, è ognuno di noi, solo in giornate differenti. È solo sfaccettature di quel benedetto dolore che i poeti rincorrono come i Lord le sottane delle prostitute.  

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Simona. Ormai ci conosciamo e sai che commento raramente i tuoi scritti, ma ogni parola si è riversata in me come musica. Avrei voluto selezionare mille stralci all’interno di questo racconto 😀

  2. “Aurora, alla fine, è ognuno di noi, solo in giornate differenti. È solo sfaccettature di quel benedetto dolore che i poeti rincorrono come i Lord le sottane delle prostitute.  “
    ❤️

  3. “È conscia che molte persone credano sia bipolare o depressa o altre etichette che la gente si diverte ad appiccicarle addosso, come figurine doppione, senza nemmeno sapere davvero il significato della parola”
    ❤️

  4. “E poi, ci sono invece giorni dove il Sole è parte integrante della propria anima e i capelli multicolore sono una pennellata perfettamente amalgamate con tutto il resto.”
    Questo passaggio mi è piaciuto ❤️

  5. “. È solo sfaccettature di quel benedetto dolore che i poeti rincorrono come i Lord le sottane delle prostitute.  “
    Bello tutto io racconto, scritto benissimo (questi…”rittatti interiori” sono il tuo forte, lo ribadisco), e la frase finale è la ciliegina sulla torta.