Aurore

Era quasi sera, e tutti gli uccelli della città sbattevano le ali in cielo. Si fiondavano in alto sopra il porto, dove rincasavano i pescherecci, smantellavano il mercato e passeggiavano le coppiette con mazzi di rose in mano e baci sulle labbra.

C’era quel fremito di pace che vibra quando la luce del tramonto è arancione, quando nel cuore degli uomini trova posto il silenzio e le parole, le risate, tutti i gesti e le pacche sulle spalle trovano la letizia di un momento presente fatto tesoro, un momento indelebile, un ricordo incastrato dentro al cuore.

Un marinaio era tornato da un lungo viaggio intorno ai ghiacci; due amici suoi erano morti per il freddo e per la malattia, gli pesava sulle spalle tutta la fatica di una bufera, delle vele spiegate, dei nodi, dell’ancora levata, delle secche, delle bestie fantastiche che aveva affrontato con pistola e fiocina.

Portava intorno al collo un dente di drago di mare, che era apparso lungi dietro le acque fredde sotto un’aurora boreale e voleva fargli a pezzi la nave e le ossa: lui era sopravvissuto col coraggio di quelli che hanno il cuore grande, aveva caricato il cannone e gli aveva sparato in faccia una palla di ferro, in mezzo agli occhi, sbam! La sua ricompensa era il ritorno a casa, con gli occhi pieni di città incantate grigio verdi a bordo mappa fra le coste frastagliate di un miraggio, di popoli felici senza guerra, di carità e di quella fratellanza che circonda i sogni quando si prova a ricordarli.

Nonostante tutto aveva scoperto che la vita è un lungo viaggio in mare, tutto intorno al mondo senza approdo, e che la morte era l’unico porto salvo alla tempesta. Che le sirene ti rubano l’anima quando le ascolti per troppo tempo e che a casa c’è sempre qualcuno che ti aspetta. 

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Fantasy

Letture correlate

Discussioni

    1. Grazie assai, è un grande piacere, per me, sapere che qualcuno apprezza.

  1. Volevo evidenziare un’altra lunga frase bellissima ma non so perché non funziona più. Un sogno breve e intenso, in cui si sente l’odore di salmastro, il coraggio del ritorno e dell’abbandono di una lunga avventura. Come sempre con poche parole imbastisci una trama densa. Molto bravo 👏