
Badlands
Serie: Uccello di Tuono
- Episodio 1: Scosse
- Episodio 2: 7th Street
- Episodio 3: Wakinyan Tanka
- Episodio 4: La Strada del Cielo
- Episodio 5: Le Colline Nere
- Episodio 6: Chapel
- Episodio 7: Rushmore
- Episodio 8: Nuvola Rossa
- Episodio 9: Badlands
- Episodio 10: Il Nono Segno
STAGIONE 1
Rick osservava la scena, nascosto dietro un albero. Per un attimo desiderò che si trattasse di un brutto sogno; eppure, tutto gli diceva che quell’uomo solitario, seduto sulla roccia, era proprio Vince in carne e ossa. Il caro amico di una vita intera, come e più di un fratello, sembrava parlare con qualcuno accanto a lui che, in realtà, non c’era.
Il detective restò immobile, titubante come la più indecisa delle scolarette, senza muovere un dito. Ma non si trattava solo di questo: qualcosa gli era andato in circolo, un pensiero disturbante, tossico, che lo metteva a disagio. Aveva la netta impressione che la sua presenza lassù rappresentasse qualcosa di profondamente sbagliato, sorta di vero e proprio sacrilegio perpetrato ai danni di chi gli era più caro… qualcosa di simile alla profanazione di un tempio.
Perché ogni uomo deve avere la possibilità di affrontare, solitario, la sua notte più buia. E Vince stava cercando di riscoprire sé stesso.
Rick decise di non forzare la mano, così stette nascosto. Era però scesa la sera e, quando l’amico si preparò un giaciglio improvvisato, lui non poté che tornare in auto, dalla quale poteva ancora mantenere una buona visuale sull’area.
Si prospettava una lunga attesa, ma ne valeva la pena: tutto sarebbe stato diverso con la luce del nuovo giorno.
La notte fu lunga, come solo certe notti lo sono, e Rick non riuscì chiudere occhio. O forse lo fece, tenendo però l’altro sempre bene aperto. Il fresco mattutino gli penetrava nelle ossa… cosa avrebbe dato per una buona tazza di caffè filtrato, magari con l’aggiunta di una spolverata di vaniglia, proprio come piaceva a lui.
A un tratto vide del movimento. Vince aveva imboccato, zaino in spalla, il sentiero che conduceva al rifugio. Lasciò allora l’auto e, spronato dal freddo pungente, s’incamminò dietro di lui, mantenendo una distanza ragionevole per non essere scoperto. Sapeva che presto avrebbe dovuto affrontarlo; bisognava però scegliere il momento giusto.
Il cartello di legno, con la scritta verniciata in rosso, puntava dritto verso l’alto: Black Elk Peak, sette miglia.
Vincent procedeva tranquillo. Sembrava sereno, o almeno così appariva a Rick. Di tanto in tanto si fermava per esplorare la natura attorno, esaminando qualche roccia particolare o soffermandosi sulle piante tipiche del posto che costeggiavano il percorso. L’amico, che lo seguiva nascosto tra la vegetazione, sorrise più di una volta riconoscendo in lui la caratteristica, insaziabile curiosità.
Forse, quello era un buon segno.
Quando arrivarono al rifugio, entrambi restarono estasiati dallo scenario che li circondava: un panorama unico illuminato dal primo debole, chiarissimo sole. Si potevano scorgere le Cathedral Spires, con gli speroni acuminati di roccia che salivano al cielo e la Little Devil’s Tower dal picco massiccio, circolare. Ma, soprattutto, lo sguardo correva senza fine sul vasto orizzonte coperto dalle Badlands, terre dei nativi americani, popolazioni il cui spirito sembrava ancora aleggiarvi sospeso. Un’anima immortale che portava con sé l’essenza profonda delle tribù, contenuta in poche, semplici parole: mite, sapiente, incompresa. E proprio lassù, nel cuore delle Colline Nere, quello spirito vagava dovunque, riempiendo ogni cosa di sacro, di mistico. Di eterno.
Fu forse questo a suscitare nei due spettatori l’impressione di trovarsi al centro del mondo. Una emozione senza fine.
Dopo qualche istante, Vince si mosse verso la piccola costruzione che fungeva da torre di osservazione e ci stette qualche minuto. Una volta sceso, sedette sul bordo del dirupo. Rick capì che non poteva lasciarsi fuggire quell’attimo, così si avvicinò, facendo attenzione ad accentuare ogni passo perché l’amico non si spaventasse, per dargli modo di sentirlo arrivare. Ma Vince sorprendendolo parlò, senza voltarsi, lo sguardo fisso sull’orizzonte, una pietra levigata che passava da una mano all’altra:
– Rick, ci avrei scommesso…
e a quel punto si girò verso di lui, con il più sincero dei sorrisi sulle labbra,
-… che saresti venuto a salvarmi.
Poi di colpo si lanciò nel vuoto.
Serie: Uccello di Tuono
- Episodio 1: Scosse
- Episodio 2: 7th Street
- Episodio 3: Wakinyan Tanka
- Episodio 4: La Strada del Cielo
- Episodio 5: Le Colline Nere
- Episodio 6: Chapel
- Episodio 7: Rushmore
- Episodio 8: Nuvola Rossa
- Episodio 9: Badlands
- Episodio 10: Il Nono Segno
le descrizioni del paesaggio, che conosco solo attraverso le tue parole, sono emozionanti e ne traspare il tuo amore per l’antica terra nordamericana e i suoi abitanti. E poi: mite, sapiente, incompresa. Questo è Vince, non c’è dubbio.
Sì, il paesaggio è pervaso dallo spirito ancestrale dei nativi. Li ho identificati con la figura del buon Padre.
Quando mi è venuta in mente la prima idea di questa serie era luglio. Mi sono subito reso conto della difficoltà che avrei dovuto affrontare per trasmettere tutte le sensazioni che avevo dentro.
Voglio dire, non potevo prescindere anche da una ricerca storica affinché il tutto risultasse realistico.
Le foto dei link che ogni tanto indico sono un invito al lettore per ripercorrere questo viaggio con me in modo quasi effettivo. Ma in realtà la raccolta è stata ampia sia di immagini che di eventi storici. Troppo spesso tristissimi: qui siamo vicini all’area dove è avvenuto un terribile massacro.
Grazie ancora.
Sono sempre ammirata dal modo in cui riesci a intervallare la tua scrittura con le giuste dosi di descrizioni, che un po’ come il sale nelle pietanze, vanno dosate con eccezionale cura per non rovinare il risultato della fatica. Il ritmo della narrazione è un respiro che può accelerare per suscitare irrequietezza oppure rallentare per creare torpore. Tu sembri aver frequentato una scuola per diventare professionista di una sorta di solfeggio narrativo.
Non ho altro da aggiungere, penso di aver scritto tutto ciò che pensavo.
Le tue sono bellissime parole. Nello scrivere non possiamo prescindere dal ritmo.
Le descrizioni aiutano ma non sono tutto, bisogna cercare il giusto equilibrio.
Qui sono fondamentali: il lago ci dona la pace e l’altitudine, ahimè, la dipartita finale.
Non sono molti a seguirmi sai: diciamocelo. Ma saperti tra questi è un grande onore per me.
Ti avevo promesso un finale mozzafiato, ieri l’ho riletto per la definitiva revisione. Ci tengo a non deluderti, a non deludervi.
Fra qualche giorno ssapremo se, come spero, il crescendo si trasforma in decollo.
Grazie Rita.
Correggo la risposta data a Francesco Pino per il solito intervento non richiesto del completamento automatico…
“Lo scenario è incantevole, per sviluppare questa serie ho scaricato qualcosa come un centinaio di foto lungo tutto l’itinerario descritto: se ti capita, dai un’occhiata anche tu alle immagini delle (*) Badlands (*)
Sì effettivamente questo episodio imprime una svolta netta. Forse, inaspettata, anche se il buon Nuvola Rossa aveva profetizzato qualcosa, dall’alto della sua sapienza.
Ci avviamo quindi al decimo e ultimo episodio. E se ci sono riuscito, Il finale che poi chiude tutta la serie farà impallidire questo.
Grazie Francesco.
@Biro : purtroppo il solito correttore automatico, chiedo di far correggere alla direzione: “…alle immagini delle Badlands”
Ho guardato adesso le foto, posto spettacolare. Il fatto che tu abbia cercato così tanto per descriverlo bene conferma quanto avevo già scritto in passato: c’è tanto lavoro dietro quello che pubblichiamo.
Il maggior pregio di questo episodio è il coinvolgimento, il lettore è lì con Vince e Rick. Grazie alle descrizioni bem azzeccate è facile ritrovarsi in quel luogo e immedesimarsi nei due protagonisti. Il finale poi toglie il fiato all’improvviso, un colpo da maestro.
Lo scenario è incantevole, per sviluppare questa serie ho scaricato qualcosa come un centinaio di foto lungo tutto l’itinerario descritto: se ti capita, dai un’occhiata anche tu alle immagini delle Bambine.
Sì effettivamente questo episodio imprime una svolta netta. Forse, inaspettata, anche se il buon Nuvola Rossa aveva profetizzato qualcosa, dall’alto della sua sapienza.
Ci avviamo quindi al decimo e ultimo episodio. E se ci sono riuscito, Il finale che poi chiude tutta la serie farà impallidire questo.
Grazie Francesco.
Bellissima descrizione del luogo e dello stato d’animo di Rick. Ho sentito il momento in cui Vince si è buttato, anche se non lo hai raccontato. Mi è bastata la scia della descrizione precedente a farmi immedesimare. Struggente. Grazie.
Molto bello quanto dici. La commistione tra luoghi e stati d’animo è quello su cui ho puntato in tutta la serie.
Grazie.