Badù e il pozzo ballerino – Mozambico

Serie: Leggende (immaginate) dal mondo


Leggende (immaginate) dal Mondo

Il piccolo Badù, primogenito di sette fratelli, si svegliava ogni giorno all’alba.

Come fratello maggiore il suo compito era quello di andare al pozzo, che era molto lontano, a prendere l’acqua per le esigenze della famiglia. La mamma doveva badare ai più piccoli, mentre suo padre si recava al mercato molto presto.

Quell’anno la stagione secca era stata la più asciutta da tempi immemorabili e gli anziani temevano che fosse in atto una maledizione. Al pozzo c’era sempre una lunga fila, perciò il ragazzetto una mattina si svegliò quando ancora era buio, per essere il primo ad arrivare. Prese del cibo avvolto in grandi foglie di banano, le taniche vuote e partì.

Nonostante l’ora precoce, al primo sole la terra si fece subito rovente, tanto che faticava a camminare a piedi nudi. Era molto strano tutto ciò. Quale dei tanti spiriti della terra era adirato con gli uomini? Pensò a un rimedio, prese il cibo e lo mangiò, poi, con le stesse foglie, intrecciandole, costruì dei curiosi calzari e li indossò. Ora poteva andare più veloce.

Non incontrò nessuno lungo la via, vide solo un serpente attraversare strisciando il sentiero e scomparire all’ombra di una grossa pietra.

Doveva essere quasi arrivato al pozzo, ma non c’era ancora nessuno per strada, forse era davvero il primo della fila! Corse, perché le taniche che portava erano vuote e leggere. Ma grande fu la sorpresa quando, giunto sul luogo, trovò una piccola folla che discuteva animatamente attorno al pozzo che… non c’era più!

– Come faremo adesso? – si lamentava una anziana donna, accompagnata da due bambini, ciascuno con una piccola tanica.

– Abbiamo quasi finito l’acqua a casa! – piangeva un’altra.

Insomma, erano tutti affranti e anche Badù era preoccupato per i suoi sei fratellini e per le tre galline e i cinque conigli nel piccolo serraglio.

– Non ci resta altro che tornare ai nostri villaggi e accordarci per scavare un altro pozzo, – stabilì l’unico uomo presente, un capo villaggio.

Così avrebbero fatto e tutti ripresero la via del ritorno.

Badù rimase seduto su una pietra a riposare, mentre tutti se ne andavano, perché non aveva più niente da mangiare né acqua da bere per il viaggio di ritorno. Ecco, si accorse di avere il sedere bagnato e che la pietra era umida.

Qualcuno deve aver pianto su questa roccia, pensò, ecco perché è bagnata. Si alzò e prese la strada del ritorno. Dopo poco si imbatté in un arbusto, cresciuto nel mezzo del sentiero.

– Questo non c’era prima, – disse, ma forse era solo colpa del gran caldo.

Ritornò a casa e diede la brutta notizia, per la disperazione di tutti.

Per tre giorni proseguì la riunione dei capo villaggio, sotto il grande albero delle discussioni, ma non si riuscì a decidere dove scavare il nuovo pozzo. Tutti lo volevano vicino al proprio villaggio. Persi in lunghe e inutili discussioni, intanto le scorte di acqua nelle case stavano finendo.

Quella sera Badù vide suo padre affranto, che non aveva voglia nemmeno di mangiare. I suoi fratellini cominciavano a sentire la sete. Tutti fissavano il capo famiglia con timore.

– Caro, che c’è? – chiese preoccupata la madre di Badù.

– Oggi due anziani sono venuti alle mani per il pozzo. Tutti lo vogliono vicino al proprio villaggio.

– Perché litigate così voi grandi, mentre la gente ha sete? – domandò esterrefatto il bambino.

– Vedi figliolo, perché gli adulti vogliono sempre avere ragione. E sono egoisti. Cercherò di convincerli che il pozzo è di tutti, ma ho paura di non essere capace.

Badù era molto arrabbiato con i grandi. Scaverò io stesso un pozzo, pensò, così non litigheranno più e ci sarà acqua per tutti. Prese la zappa del padre e, fingendo di dormire, uscì nel bel mezzo della notte, per lavorare mentre faceva ancora fresco.

Si incamminò sotto la luna, l’attrezzo in spalla, verso il luogo dove una volta c’era il pozzo.

Anche gli animali si godevano la frescura della notte.

Ritrovò l’arbusto nel mezzo del sentiero e, più avanzava, più le piante aumentavano di numero. Era cresciuta una piccola foresta, dove prima c’era solo terra rossa.

– Come può essere?

Badù si bagnò i piedi in una piccola pozza d’acqua. Qualcosa spingeva sotto il suo piede. La sabbia iniziò a muoversi e vide uscire un verde germoglio. Cadde a sedere per la sorpresa, osservando la pianta crescere a vista d’occhio.

Era ancora incredulo, quando qualcosa lo sfiorò e sparì dietro un arbusto piuttosto alto. Si alzò di scatto e corse dietro a quella cosa misteriosa.

– Il pozzo… – mormorò.

Davanti ai suoi occhi, il vecchio pozzo saltellava allegro qua e là e dove si posava lasciava una piccola pozza d’acqua. E da ogni pozza d’acqua cresceva un germoglio e nel mezzo dei quel giardino zampillava una fresca sorgente.

Badù rimase a guardare il pozzo ballerino fino a che si fermò, felice, in mezzo a una bella oasi ricca di acqua e frutti per tutta la gente dei villaggi attorno. 

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