Betta attraverso l’albero

Serie: Donne: mille sfaccettature


No, niente… Ancora niente. Erano mesi ormai che Betta e Marco provavano ad avere un figlio ma il loro desiderio sembrava non avverarsi. Erano scoraggiati e non sapevano quale fosse l’origine del problema e così dopo vari tentativi decisero di rivolgersi ad una clinica della fertilità.

Nel frattempo che aspettavano la chiamata fecero un ultimo tentativo esplorando una nuova strada e così finalmente Betta vide le due lineette rosa apparire davanti a lei. Siccome però era una persona scettica fece giustamente anche le analisi del sangue che le confermarono la gravidanza, così chiamò Marco al lavoro che si precipitò a casa per abbracciare lei e la loro futura creatura.

Decisero dunque di andare dai genitori di lei per farli partecipi della bella notizia ma dopo aver annunciato che sarebbero stati nonni un triste sorriso comparve sul volto della mamma, che teneva le sue mani tremanti intrecciate a quelle del papà. La mamma di Betta le disse che era malata di un tumore incurabile e che le dispiaceva non poter fare la nonna come avrebbe voluto.

Una calda lacrima muta scese sul volto di Betta bagnando la sua mano che ora stringeva quella della mamma.

***

I mesi passavano e Betta faceva sempre su e giù dall’ospedale. Non so se si potesse sentire fortunata ad avere poca pancia e nessuna nausea mattutina, certo è che questo le permetteva di poter fare visita alla mamma più spesso. Aveva immaginato la sua gravidanza in qualche beauty farm insieme alla madre, mentre si faceva fare un massaggio ai piedi dopo una stancante giornata di shopping.

Ma non è così che il destino volle farle passare i suoi nove mesi. In più ci si era messa anche la neve che quel giorno della chemio era venuta giù copiosa. Non sentì squillare il suo cellulare con le voce di qualche parente che si offriva di accompagnarla in ospedale, nulla… Tutto taceva. Da sola guidò con prudenza sulla neve che le slittava sotto le gomme dell’auto.

***

La situazione stava peggiorando e la mamma di Betta fece fatica ad andarla a trovare il giorno del parto. Eppure il suo volto ingiallito dalla malattia non era mai stato così felice guardando con amore questa dolce bimbetta tra le sue braccia. Chiese a Marco di sostenerla mentre la teneva stretta a lei. Il padre di Betta non era mai stato una persona espansiva, anzi aveva sempre mantenuto le distanze dagli affetti e quel giorno, con il suo sorriso di convenienza, era lì che guardava la bimba senza prenderla in braccio… “Ho paura di farla cadere” era stata la sua scusa. Ma poteva anche risparmiarsele le scuse per le sua aridità.

***

Le preoccupazioni per Betta e Marco non erano finite, ancora tormenti li aspettavano. Alla piccola Clara avevano trovato un brutto nodulo nell’ascella e così cominciò il giro di tutti gli ospedali che potessero salvare la piccola.

Come era così minuta ed indifesa in quella lettiga dentro quella sterile ambulanza, che suonava per lei. Quella sirena così acuta stava spaccando il cuore di Betta e Marco, che la seguiva in auto, non staccava lo sguardo da quell’atroce lampeggiante per non perdere la strada.

Giorni silenziosi di attesa in ospedale e la sola persona che chiamò per conoscere la situazione era proprio l’ultima persona che Betta si aspettava: la mamma, con una voce roca e ansimante, chiedeva della piccola. Proprio lei che sarebbe dovuta stare a riposo senza ansie.

Era la Vigilia di Natale e Marco cominciò ad inseguire ogni medico che trovava disponibile: erano finite le analisi? Erano pronti i risultati della risonanza? Perché non ci dicevano nulla? Avrebbe voluto far passare alle sue ragazze un Natale il più possibile normale. Ad un certo punto ci andò giù di cattiveria e finalmente ottenne le sue risposte: per il momento era tutto a posto. Le diedero una cura da fare a casa ma il peggio era passato, potevano passare il Natale con la mamma, forse il suo ultimo Natale.

***

Un brindisi con tutta la famiglia, che però poco era stata presente con la piccola Clara, non c’era stato molto via vai da Betta e Marco.

La mamma di Betta, ormai consumata come un lumino a fine serata, alzò il calice brindando alla nuova vita che era arrivata e alla sua che si stava spegnendo. Il cuore di Betta per un attimo sembrava non stesse più battendo.

***

E purtroppo così fu…. Sarebbe stato il suo ultimo Natale.

***

Prima di morire la mamma disse a Betta, nell’ultimo momento di lucidità, prima di perdere il senso del suo essere, che il papà non era quello che sembrava, ma soprattutto le disse “Comunque vada….” Una frase che racchiudeva tutto il peso della famiglia, adesso sulle sue spalle, che lei avrebbe dovuto fare in modo che rimanessero tutti uniti.

Ma così non fu. Betta scoprì il vero volto del padre, un uomo non solo indifferente agli affetti e arido nei sentimenti ma ipocrita e falso nella sua vita passata. Cose che Betta neanche conosceva. Un animo amaro e schivo che allontanava tutti.

Provò a fare breccia dentro lui ma ormai il male di vivere, che lo aveva sempre attanagliato, lo stava divorando e Betta e Marco decisero di allontanare la piccola Clara dalla vita triste che conduceva. Volevano essere felici e accanto a lui non era possibile.

***

Bevi il tuo vino in solitudine, papà.

Il tuo sguardo passivo non mi tocca più. Non ci sei stato mai e non ci sarai mai più.

***

Solo perché sono una persona migliore di te ti auguro Buon Natale, ovunque tu sia….

Serie: Donne: mille sfaccettature


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Amore

Discussioni

  1. Ciao Isabella. Quante disgrazie in questa famiglia! Persino il nodulo di Clara! Ho apprezzato molto il modo in cui hai sviluppato il Lab. Il personaggio solo e derelitto, congelato lì a bere, c’è. Però è qualcuno che forse non ci saremmo aspettati. Un saluto ?

  2. Ciao Isabella. Un gran bel racconto, carico di tante realtà, che mi ha commosso non poco. Micol ha proprio ragione, ogni famiglia si trova costretta a vivere con un proprio fardello… e tu ne hai mostrato uno davvero difficile da gestire. Brava!

    1. Ciao Giuseppe,
      grazie per il commento. Sono stati momenti difficili ma adesso è tutto alle spalle e bisogna guardare avanti. Per me il Natale è solo per mia figlia, è un momento duro. Ma di cresce anche….

  3. Ciao Isabella, credo che ogni famiglia porti il un fardello di dolore. Quello dell’indifferenza, forse, è uno di peggiori. Sono sempre più convinta che, a dispetto del detto, la vera famiglia sia quella che si sceglie e non quella in cui affondiamo le radici. Volevo chiederti una curiosità. Inserirai la storia di Betta nella tua serie?

    1. Ciao Micol,
      vero quello che hai detto e ho fatto fatica a staccarmi dalla vecchia famiglia ma la mia nuova è sicuramente quella che mi ha dato la forza. Mi hai dato una grande idea per Betta, penso che basta mettere che fa parte di una serie. Tra un po’ la finisco e vediamo come sarà il capitolo finale

  4. Cara Isa mi hai commosso il tuo racconto mi tocca da vicino viverlo accolte non basta per capire cosa stava succedendo ma vederlo anche scritto amplifica i sentimenti che siano di gioia o di tristezza come in questo caso ti ringrazio cmq per questa emozione che per fortuna è solo un passato avvolto nella nebbia. La mia felicità sta nel presente e nel futuro con chi mi sta accanto affrontando alti e bassi della vita e che li amerò per sempre, grazie Isabella per il tuo racconto