Bianca in rouge
Serie: Giochi pericolosi
- Episodio 1: Bianca santarellina
- Episodio 2: Sotto il segno del rosso
- Episodio 3: Bianca in rouge
STAGIONE 1
«Cosa mi avete fatto?»
Bianca torna in camera da letto dove i suoi amici si stanno rivestendo alla velocità della luce. I professori sono arrivati nella stanza accanto e tra pochi secondi saranno da loro.
«Niente che non piacesse anche a te tesoro…» fa Jenny tirando su i jeans.
«Bianca, eri fantastica. Non c’è nulla da rimpiangere», risponde Eric, tirando i capelli dietro all’orecchio con quel movimento che faceva impazzire Bianca.
Toc toc.
I tre si guardano.
Bianca e Jenny vanno immediatamente nell’armadio.
«Tutto bene Eric? Dov’è il tuo compagno di stanza?» chiede la professoressa Rinaldi di storia.
«Non si sente tanto bene. Sta in bagno adesso. Glielo chiamo?» risponde calmo lui.
«No no lascialo stare. Buonanotte! Domani sveglia alle 7, si parte presto per i templi di Agrigento».
«Certo. Buonanotte anche a lei prof».
«Ma ti sei impazzito?» urla Jenny appena esce dall’armadio, seguita da Bianca.
«Dai un po’ di suspense non ha mai fatto male a nessuno. Ve ne andate già?» chiede Eric mentre le ragazze stanno riprendendo le loro borse.
«Quella ora passa da noi. Dacci un bel bacio e andiamo» lo stuzzica Jenny.
«Ai vostri ordini signorine». Eric non se lo fa ripetere due volte. Prende Jenny per la nuca, la fa inarcare e la bacia infilando la lingua con prepotenza.
Qualche secondo dopo si avvicina a Bianca. «Tu come lo vuoi il bacio?»
Bianca si alza sulle punte. Si baciano a lungo, Eric le mette un braccio intorno alla vita e l’altra mano scende piano verso la gonna.
«Direi che è sufficiente! Muoviti Bianca» intima Jenny. Non vuole prendere un altro voto di condotta basso per colpa della sua amica.
Prendono le scale di corsa per arrivare prima della prof. Entrano in camera. Sono salve.
Dopo il controllo, Bianca va subito in doccia. Apre l’acqua calda, comincia a strofinare con la spugna dappertutto per cancellare l’incancellabile.
Jenny entra piano in bagno.
«Chi è?»
«Sono io».
«Vorrei restare sola se non ti spiace».
Jenny comincia a spogliarsi.
«Ti ho chiesto di andare di là. Non puoi aspettare che finisca la doccia?»
Jenny apre la tenda. È completamente nuda.
«Vorrei averti tutta per me per qualche minuto! Ormai conosci un po’ di cose Biancuccia».
«Mi chiamavi così all’asilo. Smettila. Che fai?»
Jenny richiude la tenda. Prende un po’ di shampoo nella mano e comincia a lavare i capelli rossi della sua amica.
«Non volevo dividerti con nessuno stasera».
Bianca sente di nuovo il piacere provato qualche minuto prima. Non sa se si sta bagnando per il tocco della sua amica o se è l’acqua che scende su tutto il suo corpo.
Jenny ora passa il bagnoschiuma sul corpo di Bianca. Stando dietro di lei, parte dalle spalle, poi va lungo la schiena, arriva al sedere e da dietro infila due dita nella vulva dell’amica.
Bianca si appoggia alla parete della doccia. Si toglie dal getto d’acqua calda, non riesce più a stare dritta. Il piacere è impossibile da fermare. Con una mano si regge, con l’altra tocca la croce. Quella croce che poco prima si era tinta di rosso. La stessa che le hanno messo al collo il giorno della Comunione.
Ma ora la croce è la sua. Una croce e delizia insieme.
Dal ciondolo la mano sinistra passa dietro e infila anche lei due dita tra i peli neri dell’amica che ora si appiccica al suo corpo e si lascia masturbare.
«Ora possiamo andare dove vogliamo amore. Non come l’anno scorso».
La parola amore è arrivata come un fulmine sulla testa di Bianca mentre sta gemendo. «Ma tu mi ami?» le chiede.
«Da sempre. Te la voglio leccare fino a farti perdere i sensi».
Jenny le gira il volto e la bacia da dietro. Infila la lingua calda, come prima aveva infilato le dita.
Le sue amiche escono nude, bagnate, vanno in camera e si buttano sul letto.
Bianca si lascia allargare le gambe mentre Jenny già la sta toccando davanti e dietro facendole scoprire la doppia prenotazione con le dita.
«Ohh cosa mi fai?»
Jenny lascia il dito nel sedere e comincia a leccare l’interno coscia. Poi passa ai peli rossi che sembrano incendiarsi sotto la sua lingua. Entra dentro, con la lingua, poi con le dita, poi si ferma un attimo.
Jenny prende dal cassetto una rosa di plastica. «Non ti muove. Questa ci farà divertire».
Accende la rosa e la appoggia sulla clitoride dell’amica che comincia a muoversi nervosamente.
Mentre la rosa fa il suo lavoro, Jenny lecca le grandi labbra, poi le piccole labbra, poi inserisce due dita e fa su e giù. Bianca si muove come impossessata, dà le testate al muro, non sa cosa sta succedendo.
«Oddio, oddio» Bianca non si ferma, alza il bacino per farsi leccare meglio e sentire ancora di più le dita della sua amica. Quando non ce la fa più, urla e viene sulla faccia dell’amica come un fiume in piena a cui hanno aperto la diga.
«Grazie tesoro, che bel regalo», le fa Jenny mentre si lecca la faccia.
Bianca scoppia a piangere. Stringe con forza la croce tra le dita, cercando di calmare i singhiozzi.
Jenny si alza improvvisamente dal letto e, ignorando il pianto dell’amica, recupera la rosa di plastica. Con un gesto rapido e meccanico ne svita la base, estraendo una microscheda di memoria.
«Smettila con queste lacrime, Bianca» dice Jenny con una voce gelida.
In quel momento la porta della camera si apre lentamente. Non è la professoressa Rinaldi, ma Eric, che rientra con un tablet in mano e uno sguardo cinico. «Il segnale è stato perfetto per tutto il tempo», annuncia lui mostrando lo schermo.
Bianca guarda i due amici, pietrificata. «Cosa mi avete fatto?» sussurra terrorizzata.
«Niente che tua madre non ci abbia pagato profumatamente per fare» risponde Jenny, infilandosi i vestiti con indifferenza.
«Voleva una prova video della tua “condotta immorale” per poterti diseredare legalmente e spedirti in un istituto correttivo. Quella croce che porti al collo non era un simbolo di fede, Bianca, era il nostro rilevatore audio. Tua madre ha sentito ogni tuo gemito in diretta».
Serie: Giochi pericolosi
- Episodio 1: Bianca santarellina
- Episodio 2: Sotto il segno del rosso
- Episodio 3: Bianca in rouge
Notevole l’inaspettato finale. Sei chiara e sfacciata in maniera estremamente piacevole.
Grazie Giuseppe! Mi piacciono gli aggettivi chiara e sfacciata, in effetti mi ci rivedo!
Bello il tuo stile, ma sono ancora shockato dal finale inquietante.
Grazie Marco 🥰 sì volevo un finale che smuovesse un po’ le cose!
Bello tosto, bravissima Eva!