
Boccata d’aria
Serie: Erasmus
- Episodio 1: L’accusato
- Episodio 2: Boccata d’aria
- Episodio 3: Arja
- Episodio 4: Il valzer dei fiori
- Episodio 5: L’assassino (finale serie)
- Episodio 6: La gelosia dei bulli
- Episodio 7: Ritrovamento
- Episodio 8: Sospetti
- Episodio 9: Monika
- Episodio 10: Cinque paia di occhi
- Episodio 1: Jérémie
- Episodio 2: Arrivo
- Episodio 3: Pavel
- Episodio 4: Appuntamento di benvenuto
- Episodio 5: Abdul
- Episodio 6: Sparatutto e hacker
- Episodio 7: Andrea
- Episodio 8: Un lungo progetto
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Settembre trascorse tranquillo e l’autunno arrivò definitivamente nei primi giorni di ottobre. Il sole era sempre più tiepido, l’aria, da fresca e frizzante, iniziava ad essere fredda e pungente.
Almeno per Andrea.
Molti ragazzi, tra i quali il focoso Pavel, continuavano ad indossare T-Shirt aderenti per mostrare i muscoli scolpiti, in una esibizione di potenza intimidatoria che per Andrea tradiva un complesso di inferiorità nascosto e forse pure ignorato da tutti quei bambolotti pompati e gonfiati, fisicamente e mentalmente.
Dopo essere passato a salutare i suoi amici informatici, rivalutati positivamente dopo lo scatto d’ira di Pavel, Andrea decise di trascorrere una giornata di sabato soleggiata in giro con la bicicletta. Preparò lo zaino con un asciugamano da stendere sull’erba umida, un panino farcito con una frittata e dei pomodori poco saporiti, una borraccia colma di fresca e ottima acqua di rubinetto e l’e-book con una biblioteca intera dentro. Preferiva leggere i libri cartacei, ma, per esigenze di spazio, in quel suo viaggio dovette adattarsi. Come sempre nella vita.
Pedalò immerso in sentieri verde scuro. Per terra gli aghi di pino iniziavano ad essere coperti dalle foglie cadute dagli aceri. Gli alberi attorno si tingevano di rosso, arancione e giallo in svariate tonalità regalando ad Andrea un profondo senso di pace e benessere. Respirò a pieni polmoni il profumo del muschio e delle foglie umide, facendolo sentire fresco e riposato. Ascoltò il gorgheggiare dei fiumi e il canto degli uccelli che si chiamavano a vicenda.
Pedalò con calma, assaporando con tutti i sensi la natura circostante, lontano dalla chiassosa umanità.
Arrivò nei pressi di un laghetto che conosceva, il suo posto preferito in quella zona.
Discese il ripido sentiero stretto tra gli alberi e sbucò nella riva sassosa. Sollevò la bicicletta e raggiunse un punto fangoso con pochi sassi. Continuò a camminare, appoggiò la bicicletta su un molo interamente in legno e depose il telo sull’erba sotto i rami verdi di un enorme pioppo.
Appoggiò la schiena sul tronco dell’albero, chiuse gli occhi e ascoltò il suo respiro confondersi con gli echi del lago. Il sole baciava il suo volto, riscaldandolo. Si tolse le scarpe e immerse i piedi nudi nell’erba fredda. Rabbrividì al primo contatto ma poi si abituò e ne ebbe così piacere da chiedersi perché mai l’uomo si ostinasse ad usare scomode scarpe che imprigionavano il piede. Si tolse il giubbotto e sbottonò la camicia a quadri da boscaiolo. Ancora qualche minuto al sole e rimase a torso nudo. L’abbronzatura con cui era arrivato in Finlandia era sparita del tutto, lasciando che la sua pelle chiara sbrilluccicasse alla luce del sole.
Si alzò in piedi e raggiunse la riva. Toccò l’acqua fredda del lago con la punta dei piedi, poi con le mani, e dopo si bagnò la testa e il viso accaldati.
Infine ebbe un’idea.
Era una cosa folle, non l’aveva mai fatto nemmeno al mare in una caletta isolata.
Si guardò attorno, non c’era nessuno.
Si spogliò, e interamente nudo rimase ad osservare le acque scure del lago. Avanzò di un passo ed entrò nell’acqua fino alle caviglie. Era maledettamente fredda e sentiva come delle lame conficcarsi nei piedi. Il fondale era pieno di fastidiosi sassolini per lui abituato alla morbida e fine sabbia della Sardegna. Imprecò mentalmente contro sé stesso e le sue idee idiote e avanzò ancora. Tastò una pietra appuntita che lo fece sbilanciare. Cadde in acqua e riaffiorò urlante come un mostro della laguna.
«Gesù, Giuseppe e Maria!» l’eco dei nomi echeggiò sulla superficie del lago fino a perdersi nei boschi.
Si tuffò e iniziò a nuotare in uno scatto da far invidia a Michael Phelps. Passò allo stile a delfino, più faticoso ma che riscaldava più velocemente. Quando si fermò, era nel mezzo del lago.
Non sapeva se perché si fosse abituato o avesse perso la sensibilità del corpo, ma non sentì più freddo. Certe volte, anche se le sue idee erano idiote, regalavano momenti unici.
Si distese sul dorso e ammirò il cielo limpido incorniciato dagli alberi. Il contatto nudo con l’acqua rendeva l’immersione nella natura ancora più completa.
Si immerse e nuotò a rana sotto la superficie del lago sentendo il pene ondeggiare ad ogni gambata. La cosa stranamente lo eccitò.
Riemerse, sentendo le orecchie battere per un dolore acuto a causa del freddo. Si diresse verso la riva ma si bloccò di colpo.
Una ragazza era seduta sul bordo del molo, intenta a leggere.
Andrea guardò in cielo e maledisse la sua sfortuna.
Si avvicinò, ben attento a mantenere la parte inferiore del corpo dentro l’acqua. Vestiti e asciugamano erano ancora sotto il pioppo, distanti qualche metro dalla riva. Se fosse uscito, la ragazza lo avrebbe visto nudo e avrebbe pensato chissà quale pervertito fosse.
Si avvicinò.
«Ciao, scusa, non vorrei disturbarti ma devo chiederti davvero un favore» disse Andrea con voce pietosa mentre nuotava a rana con la testa sopra la superficie.
La ragazza scostò una ciocca di capelli biondo scuro e alzò gli occhi da cerbiatta da sopra le pagine del libro.
«Vicino a quell’albero ci sarebbe la mia roba, cortesemente potresti prendere l’asciugamano, avrei dovuto metterlo nel molo ma…l’ho dimenticato.»
La ragazza squadrò Andrea incerta, annuì e andò a prendere l’asciugamento.
Tornò mordendosi le labbra e trattenendo un sorriso.
«Grazie mille, davvero gentilissima» proruppe Andrea sentendo la salvezza vicino.
«Posso farti una domanda?» chiese la ragazza nell’inglese impeccabile degli scandinavi.
«Assolutamente.»
La ragazza lo guardò trattenendo una risata.
«Per caso sei nudo?»
Andrea avvampò e persino l’acqua gelida non riuscì a fargli passare l’ondata di caldo imbarazzo.
«Ho visto le mutande e…guarda non importa, mi giro mentre esci, tranquillo» continuò la giovane ridendo.
Andrea prese l’asciugamano e nuotò in riva, si coprì non appena il bacino uscì dall’acqua.
Si vesti immediatamente, ancora fradicio e mortificato andò a prendere la sua bicicletta appoggiata al molo.
La ragazza lo accolse divertita.
«Mi chiamo Arja» si presentò.
Andrea si sforzò di guardarla negli occhi.
«Andrea, sono italiano e ci tengo a dirti che è la prima volta che faccio questo genere di cose, credevo che non ci fosse nessuno e mi dispiace veramente tanto.»
Arja sorrise e scosse la testa.
«Non ti devi davvero preoccupare, sul serio.»
Andrea notò il libro in mano, una ristampa di Jane Austen.
«Sei finlandese?» chiese indicando il libro.
«Di Tampere, ma studio Marketing a Seinäjoki.»
«Oh, io sono studente Erasmus» proseguì meno imbarazzato.
«Non lo avrei mai detto» rispose ironicamente continuando a sorridergli.
Andrea si grattò i capelli bagnati sopra l’orecchio, impacciato.
«Devo tornare a Seinäjoki, facciamo la strada assieme?» propose la ragazza.
Sorpreso, Andrea annuì, provando a moderare l’entusiasmo.
Entrambi presero le loro biciclette, poi Arja si girò verso l’italiano.
«Comunque» disse con un larghissimo sorriso, «davvero un bel culetto.»
Serie: Erasmus
- Episodio 1: Jérémie
- Episodio 2: Arrivo
- Episodio 3: Pavel
- Episodio 4: Appuntamento di benvenuto
- Episodio 5: Abdul
- Episodio 6: Sparatutto e hacker
- Episodio 7: Andrea
- Episodio 8: Un lungo progetto
“Certe volte, anche se le sue idee erano idiote, regalavano momenti unici.”
Spesso, le idee idiote (o folli) regalano momenti unici
Vero!
“Pedalò con calma, assaporando con tutti i sensi la natura circostante, “
Bella questa frase, e molto bella la descrizione che la precede, mi ha fatto sentire come se fossi lì
Grazie Sergio, sono davvero felice che sia riuscito a farti immergere in quei boschi!
Ah meno male che nei paesi nordici il naturismo non è visto come una perversione come da noi. Chissà se con questo bagno gelato il nostro Andrea non ha fatto breccia
Dipende se si è coperto bene il davanti, che con quell’acqua fredda immagino come si sia compresso bene bene!
Oddio ti prego… dimmi che non è la lettrice di Jane Austen la vittima :'(
In ogni caso, ogni episodio mi piace davvero molto, hai uno stile davvero scorrevole e Andrea sta sbocciando sempre di più!
Grazie!!! Per la vittima lo scopriremo tra due settimane, ma ti anticipo che al prossimo episodio torna Pierre 😉
Le tue parole sono come pennellate di Manet. Riesci sempre a “impressionarmi” (positivamente) descrivendo paesaggi così realistici che mi sembra di viverli in prima persona.
Davvero troppo buono Fabius…grazie! Però sono felice che riesca a farti vivere per pochi attimi questi paesaggi, mi appaga non poco!
Sei riuscito a farmi immergere nel bosco, e nelle fresche acque del lago, e a farmi sognare quel paradiso naturale mentre sono a circa 100 metri dal condizionatore. Spero ardentemente che la vittima non sia Arja, confesso di aver sbirciato il primo episodio per controllare: ricordavo bene, il nome della ragazza morta non è citato. Indi, dovrò tenermi questo dubbio ancora per un po’
Felicissimo di averti portato in quel laghetto! L’identità della vittima si scoprirà alla fine di questa stagione, non manca molto dai!
Che bellino! Avevi ragione che il sesto episodio mi sarebbe piaciuto in modo particolare. La fine descrizione della natura che hai fatto inizialmente, l’ autoironia di Andrea e poi la diversa mentalita` nordica che dimostra la ragazza mi ha divertito. Una buona boccata d’ aria anche leggendoti. Bravo!😉
Grazie! Speravo davvero ti piacesse questo episodio 😁