Cacciatori di fantasmi

Serie: Racconti da altri universi


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Questo è il secondo racconto breve della sera

Andare in cerca di quelle cose che comunemente chiamiamo “fantasmi” o “spettri” è sempre stata la mia più grande passione, essa probabilmente deriva dai programmi che fin da piccolo guardavo fino a notte tarda poiché i miei genitori si addormentavano molto presto, ero affascinato dai luoghi infestati e dalle storie dei ragazzi, alcuni anche della mia età, che vivevano in eterno nei posti ove erano morti. Più il progresso tecnologico avanzava e più io ottenevo storie che mi facevano accaponare la pelle e mi attraevano allo stesso tempo, storie di luoghi infinitamente antichi ornati di simboli oscuri e indecifrabili, alcuni contandini che abitano quei dintorni e che riuscii a contattare personalmente mi raccontarono di strani falò e voci che parevano alzarsi da foreste, campi o deserti vuoti intorno alle presunte fonti di energia occulta, nella maggioranza delle cose che ho sentito tuttavia quelli che li visitavano non facevano mai una bella fine, per quanto dunque il tutto mi attirasse la prospettiva di farlo da solo mi convinse sempre a rimandare.

Fu solo quando incontrai Tomas e Denny che iniziai davvero il mio progetto, finimmo nella stessa classe e da subito scoprii che anche loro erano da sempre appassionati d’occulto, tutti e tre eravamo decisi a trovare la prova definitiva della sua esistenza. Iniziammo prima con cose semplici, piccole chiese abbandonate nei dintorni della nostra città, filmavamo tutto quello che ci accadeva ma raramente potemmo dire che fosse successo davvero qualcosa di paranormale, non che ci aspettassimo nulla, quelli erano solo luoghi abbandonati senza alcuna storia o energia particolare ma ci servirono per prendere le giuste misure con telecamere e microfoni.

Il primo luogo in cui ci recammo che realmente credevamo infestato fu il vecchio manicomio di Arkam, riuscimmo ad entrare solo attraverso una finestra non sbarrata al primo piano dell’ala ovest, ci sentimmo subito come osservati da molti occhi grigi mentre avanti a noi dove le torce non potevano illuminare sentivamo strani ghigni divertiti, la struttura se pur non così vecchia era già marcita innondando i corridoi con un fetore di morte e decomposizione, non riuscimmo a riprendere nulla se non qualche suono sospetto od ombre danzanti finché Tom improvvisamente e inspiegabilmente venne ferito, sul braccio e sul collo gli spuntarono graffi sanguinanti che sembravano una scrittura caotica e terribile, decidemmo di interrompere la registrazione e tornare a casa per medicare il nostro amico, mentre stavano ripercorrendo i corridoi per tornare alla finestra aperta successe una cosa che ancora oggi faccio fatica a credere e spiegare, con la coda dell’occhio intravidi per qualche secondo intorno a me i malati che abitavano l’ospedale fino a un secolo prima, vidi vecchi in camicie di forza o legati ai letti che ghignava, si arrabbiavano o urlavano nelle loro stanze senza porta, davanti a noi invece vidi chiaramente un uomo con un rosso sorriso da orecchio a orecchio, il tutto durò un battito di ciglia facendomi quasi inciampare su una lastra di ferro,guardai i miei compagni ma non sembravano aver notato nulla percui decisi in un primo momento di attribuire l’accaduto alla mia immaginazione.

Il video che riuscimmo a tirare fuori sull’aggressione dello spirito ebbe un successo inaspettato, duecentomila visualizzazioni in una settimana ci diedero il coraggio di continuare. Seguirono molti altri video nei due anni che ci separavano dal diploma, la cosa di cui ci rendemmo conto subito era che molte cose che noi riuscivamo a intravedere, come ombre o movimenti nell’oscurità, nei video non comparivano affatto.

Questo divenne il problema principale per raggiungere il nostro obbiettivo e ancora adesso non ho la minima idea di come si potrebbe risolvere, decidemmo dunque di fare una cosa che oggi come allora considero scorretta ma necessaria ovvero editare i filmati aggiungendo in post produzione le cose che solo noi potevamo vedere.

Quando finalmente finimmo la scuola i nostri video erano talmente famosi che già prospettavamo di renderlo il nostro lavoro, dopo poco tempo una nota azienda televisiva ci propose uno show incentrato sui cacciatori di fantasmi, ci avrebbero pagato per andare in luoghi sperduti d’Europa e registrare almeno venti episodi, come tutti voi sapete accettammo e anche lo show fu un successo inaspettato.

È anche per questo che ho deciso di scrivere ciò che è accaduto davvero durante l’ ultima puntata che mai andrà in onda, ciò che vi racconterò se pur incredibile è anche il vero motivo per cui lo show è stato cancellato definitivamente.

Dovete sapere che riusciammo dopo svariati mesi di ricerche a trovare le grotte di Karcan che vengono citate più volte nel libro “Demoni e vampiri di Drak in Romania” da essi e dagli abitanti locali apprendemmo poi che quei fori nella montagna erano stati un tempo la casa di un antico stregone oscuro, esso era odiato dai villaggi limitrofi alla sua disgustosa abitazione poiché quando veniva visto camminare per i boschi i neonati che nascevano fino alla nuova luna erano sempre deformi nel corpo e nella mente, la rabbia dei cittadini divenne tale che una notte decisero di dare fuoco alle caverne e al malessere che ci viveva dentro. Non si udirono ne urla ne risa ma il vecchio non venne più avvistato.

La cenere e il suo tanfo ricoprivano ancora quei luoghi quando arrivammo noi, passammo attraverso più fori nelle pareti e ditro a essi si aprivano stanze in pietra levigata sempre più grandi, solo le prime risultavano bruciate mentre le altre se pur vuote erano in ottimo stato, passò un quarto d’ora in cui non facemmo altro che attraversare un loop di mura e cunicoli vuoti e privi di calore finché finalmente non trovammo qualcosa, in una stanza che pareva ottagonale su una parete scura come l’ossidiana erano incisi strani simboli bianchi con un inclinazioni che sembrava disegnare una porta, ora a distanza di anni posso dire che quei simboli erano stranamente simili a quelli che Tom aveva inciso sulla pelle quel giorno nel dannato manicomio, subito iniziammo a registrare ma come immaginavamo nulla di tutto ciò compariva in camera, ci appuntammo il montaggio da realizzare e ci preparammo ad attraversare l’ennesimo foro nel muro verso la successiva stanza quando un rumore ci raggelò il sangue, lo stridio orribile di cardini ifinitamente antichi che vengono mossi, la puzza nauseante che subito impegno il piccolo luogo ottagonale mentre esplodeva una risatina di malizia e follia, osai girarmi ma me ne pentirò per tutta la vita, nella parete esattamente all’altezza delle scritte era stato aperto un foro verso uno spazio ignoto, innanzi a esso un uomo era in piedi e immobile, i suoi occhi dilatati di sangue erano molto più grandi del normale e coprivano buona parte delle guance e delle sopracciglia, erano modellati sullo stampo del teschio e ne seguivano i lineamenti rendendoli deformi, restavano fissi su ni doi mente da una bocca larga da orecchio a orecchio si apriva un sorriso sanguinario, la nostra reazione fu quella di iniziare a correre verso l’entrata della grotta mentre il panico si impadroniva sempre più di noi, quando finalmente vedi la luce del giorno avanti a me come un puntino mi girai ancora una volta e rimasi traumatizzato, Dan giaceva ridotto a pezzi lungo tutta la grotta mentre le pareti erano schizzate del suo sangue, la creatura era diventata alta almeno il doppo rispetto a poco prima e divorava avidamente ciò che restava del mio amico, ripresi a correre ancora con più foga quando un artiglio freddo e viscito si serrò attorno ai miei piedi, caddi sbattendo la testa contro una roccia e persi conoscenza, l’unica cosa che ricordo prima di svenire fu Tom che parlava in lungue incomprensibili e tornava nell’oscurità. Mi risvegliai al tramonto solo e al di fuori dalla grotta, cercai immediatamente di contattare la polizia e l’ambulanza nella speranza di salvare il compare che ancora mi era rimasto ma quando le autorità giunsero sul luogo non trovarono altro che tre stanze vuote e bruciate.

Da allora smisi di voler avere a che fare con qualunque cosa riguardasse l’occulto e il paranormale, ieri sera tuttavia è successa una cosa che mi ha costretto a scrivere la verità sulla sparizione di Tomas e Danny, ero nel mio studio al secondo piano della vecchia casa di famiglia quando una luce bluastra che sembrava provenire dalla strada mi attirò alla finestra, vicino a un lampione vidi chiaramente la sagoma di un uomo che mi fissava avidamente, mi ci volle una frazione di secondo per accorgermi che esso non era altro che Tom brutalmente sfregiato, i suoi occhi erano stati rimossi e i fori allargati chirurgicamente,ora gli coprivano parte delle guance e delle sopracciglia, la sua bocca si spalancò in un tremendo sorriso quando incrociò il mio sguardo, rimase li e parve fissarmi per lungo tempo finché uno sbalzo di corrente fece sobbalzare la luce ed egli scomparve. Non mi sento più sicuro in questa casa e mi trasferirò il più lontano possibile molto presto ma qualcosa mi dice che non vivrò abbastanza, voglio dunque che tutto questo venga lasciato alla scienza affinche studi e comprenda finalmente le forze oscure che sono in torno a noi.

Serie: Racconti da altri universi


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Discussioni

  1. L’immaginazione per il genere ce l’hai di sicuro, e anche la tua passione per esso traspare chiaramente in ogni riga, di questo testo così come del primo. Secondo me, affinando l’attenzione per la forma, dunque punteggiatura, costruzione dei periodi ecc, potresti davvero tirar fuori qualcosa di peculiare e prezioso per la nicchia di appassionati del soprannaturale qui su EO