
Caro cinquino
Italiani vi sarà ancora capitato di innamorarvi della vostra automobile!
La storia del mio amore per la mia Fiat 500 non affonda tanto nel passato, ma piuttosto nel cuore dei miei ricordi.
Guardandola è come se aprissi un vecchio album fotografico e subito la mente vola a cavallo tra due secoli e tra le pagine di due millenni, abbracciando quelle mille emozioni vissute insieme.
Era l’ormai lontano1975 quando nonno Alberto, spinto dal suo orgoglio ferito, decise di comprarla.
Al tempo mio padre Camillo ne possedeva una bianca con la quale, per questioni di lavoro, aveva già macinato diversi chilometri sulle strade parigine e per questioni più sentimentali, innumerevoli viaggi tra Rovetta e Varzo un piccolo paese dell’Ossola al confine con la Svizzera dove mia mamma Matilde era nata.
Questa vettura era utilizzata saltuariamente anche dal nonno, che dopo anni di povertà e tempi di guerra, finalmente si godeva una timida ventata di benessere aggrappato al suo volante.
Un giorno il nonno, pensando di fare cosa gradita, si recò con la cinquecento di mio padre dal meccanico e fece cambiare l’olio motore, ignaro del fatto che il figlio solo due giorni prima l’avesse già tagliandata.
Il seguito tra i due lo si può facilmente immaginare.
Fu così che il nonno surriscaldato come una caffettiera, si recò al concessionario più vicino e ne ordinò una, una tutta per sé.
Nacque quel giorno la mia Fiat 500R che dovettero far arrivare da Pesaro perché, causa fine produzione, al concessionario di zona non ne avevano più e lungi da far pensare al nonno ad un altro modello.
Da allora sono passati 49 anni, mio nonno non c’è più e lei giace da anni sotto una tettoia nell’attesa che lo scrivente tra un debito e l’altro riesca a trovare il modo per restaurarla.
Quante volte la nonna, ricordando le gite domenicali a volte anche fino a St. Moritz, mi ripeteva pensando al nonno: «Giulio te la voleva regalare per il tuo diciottesimo compleanno ma…»
Nato, infatti, il 09/09/1909 se ne andò proprio il giorno del suo compleanno il 09/09/1990 un mese prima che io “diventassi grande”.
Non avevo ancora la patente e in garage già mi aspettava una splendida spider giallo senape con tettuccio nero. Quante volte mi mettevo al volante sognando la strada, sognando la libertà.
Avevo addirittura provveduto ad installarci un vecchio stereo otto e qualche volta la sera, di nascosto da tutti giravo la chiave, alzavo la leva dell’aria e un ruggito deciso seguiva il rilascio della seconda leva dell’accensione. Era tutto fantastico la James Last Orchestra che accompagnava il dolce cullare della carrozzeria portante mossa dai due cilindri verticali in linea.
Da allora con Lei ne ho fatte veramente tante.
I viaggi in direzione Toscana attraverso il mitico passo dell’Abetone e poi l’Aurelia con il profumo della maremma che dal tettuccio aperto entrava ad inebriarmi .
Ho ancora in mente lo sguardo attonito di un francese, che viaggiava comodo sulla sua Citroen BX in direzione Genova, quando si vide sorpassare in una galleria in semidiscesa a 120Km orari mentre il mio amico Roberto lo salutava con un sorriso durbans.
Ricordo i vani tentativi per poter trovare una posizione confortevole quando, causa ferie poco programmate, la povera cinquecento diventa l’unico riparo per la notte.
Penso ancora a quando in prossimità di un incrocio nel paese di Gianico, superai una Alfa a ben 105 Km orari e dopo essere stato fermato dalla stradale, riuscii a convincere il poliziotto del fatto che la bassa velocità dall’altro veicolo mi aveva fatto intendere che svoltasse… forse mi graziò.
Caro amato cinquino queste righe di commemorazione te le devo proprio perché in tanti viaggi non mi hai mai tradito.
Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
La 500 di mia mamma era blu ed è finita in Svizzera negli anni ottanta per la cifra di 500.000 lire. Che sfortuna. Bravo Giulio, un racconto simpatico con nuovi riferimenti geografici che riconosco.
Pensa che adesso in Svizzera vanno a ruba ….
Io per valore affettivo l’ho tenuta e visto che mio figlio a preso il nome del nonno un giorno passerà nelle sue mani. Speriamo che non sia come il suo papi che ogni tre x2 si schianta 🙂
Una di quelle in svizzera è la nostra…E no, speriamo che non si schianti 🙂
Grazie ne sono molto contento!
Ciao Giulio, innanzitutto benvenuto! Il tuo racconto, che pare essere anche quasi ricordi che affiorano nella memoria, mi è piaciuto moltissimo!
È meraviglioso rivivere la storia di un oggetto caro.
Complimenti!
“Italiani vi sarà ancora capitato di innamorarvi della vostra automobile!”
È stata proprio questa prima frase a catturare la mia attenzione! Bellissima 😃
Ciao ❣️ ❣️ ❣️
Bellissimo racconto. A volte i ricordi della nostra infanzia sono legati a un oggetto, in questo caso l’amore per una macchina ti ha aiutato a rivedere e a raccontarci un passato lontano
Bellissimo ❣️
Grazie Lola!
Ciao Giulio, molto piacevole l’affiorare dei tuoi ricordi
Sono ancora vergine in questo sito …sei il mio primo commentatore e ti ringrazio molto per il tuo aprezzamento…non mancherò di leggere i tuoi scritti…Grazie