
Cartelle colorate
Serie: Del mio racconto di amore e amicizia per Camilla
- Episodio 1: La professoressa Camilla Mordelli
- Episodio 2: Io, Marta Zaia
- Episodio 3: La mia dolce Clara
- Episodio 4: Pomeriggi
- Episodio 5: Disegni a matita
- Episodio 6: Cartelle colorate
- Episodio 7: L’invito
- Episodio 8: Batte così forte
STAGIONE 1
Mentre il terzo e ultimo movimento, Il Rondò Allegro, si diffondeva gioioso e vivace nella mia cameretta, attendevo con impazienza e un certo fremito che le pennellate ad acquerello si asciugassero completamente. Solo a quel punto avrei potuto prendere il disegno tra le mani ed esaminarlo da ogni angolazione possibile.
Era il momento di decidere il colore della cartella nella quale avrei custodito il primo disegno della serie che decisi di battezzare Camilla. A suo tempo, avevo acquistato da un sito specializzato in cartoleria una ventina di cartelle con varie gradazioni dei colori primari. Per la serie Fiori e Piante, avevo optato per una cartella verde persiano; per la serie Oggetti Insoliti e Grotteschi, un intenso rosso carminio; e per la serie Animali in Pose Curiose mi aveva divertito la scelta del giallo scuolabus.
Ogni cartella era come un frammento di arcobaleno, un custode colorato dei miei mondi disegnati. Il verde persiano evocava per me la profondità tranquilla delle foreste segrete, il rosso carminio pulsava dell’energia misteriosa degli oggetti grotteschi, mentre il giallo scuolabus brillava dell’allegria spensierata degli animali colti in pose stravaganti. Ora, con Camilla, sentivo la magia di un nuovo inizio e mi domandavo quale tonalità avrebbe catturato l’essenza del suo universo.
Distesi tutte le cartelle che mi erano rimaste sul letto affinché la scelta mi fosse più semplice. Scartai, ovviamente, le gradazioni del verde, del rosso e del giallo. Rimanevano alcune cartelle nelle sfumature del blu, profonde come il mare e sognanti come il cielo, ma nessuna mi convinse, sebbene fossero bellissime e colme di evocazioni. No, non c’era la cartella adatta.
Richiamai nella mente l’istante preciso della mattina in cui la professoressa Mordelli si era materializzata ai miei occhi per la prima volta in classe. Ecco! La cartella doveva riflettere la tenerezza e la dolcezza del cappotto bianco crema che avvolgeva la sua figura con delicata eleganza. Accesi il computer e andai sul sito da cui mi rifornivo, per cercare quali tonalità offrissero per il bianco. Ritenni che il bianco floreale fosse quello più adatto per conservare tutti i disegni della nuova serie, ma ordinai comunque anche altre cartelle con tutte le gradazioni disponibili. Con la spedizione veloce, il materiale sarebbe arrivato per giovedì.
Avevo deciso che la serie dedicata a Camilla dovesse comprendere, almeno inizialmente, tre disegni. Pensai come potesse essere il secondo. Visualizzai nella mia mente la seguente scena: lei, seduta sulla cattedra con le gambe elegantemente accavallate, perfettamente a suo agio, nonostante il contesto formale che un’aula scolastica doveva imporre. Ma mi piaceva immaginare la mia Camilla audace e che esprimesse tutta la consapevolezza innata della propria avvenenza e, perché no, celasse una sottile malizia, pronta a catturare lo sguardo di chiunque la osservasse. Come tradurre su carta l’immagine generata dalla mia mente era però un altro discorso. Non avevo mai affinato l’arte di ritrarre la figura umana, ma nei giorni a venire avrei dedicato cuore e anima a questa sfida. Per oggi potevo considerarmi soddisfatta; era giunta la sera con il suo carico di colori crepuscolari, tipico delle giornate autunnali di novembre. Ma a breve sarebbe tornata Clara per la cena con tutto il suo calore, e la mia giornata avrebbe ancora avuto un ultimo momento di gioia. Raccolsi le cartelle colorate ancora distese sul letto e le lanciai per aria, e iniziai a danzare. Volteggiavo per la stanza e ridevo, ballavo e ridevo.
“Che bello essere innamorati, che bella la vita. Che belli i colori. Che bella Camilla.”
Nei pomeriggi di martedì e mercoledì, mi immersi nel secondo disegno, e alla fine ritenni di aver catturato l’essenza di ciò che avevo immaginato. Il colore destinato a impreziosire la parte a matita fu il blu del vestito a righe, che diluii con molta acqua, come a suggerire l’idea di un vestito provocatoriamente trasparente. Il secondo disegno, che intitolai Camilla in Blu, poteva essere archiviato.
Giunse finalmente il giovedì, l’ultimo giorno per completare il trittico. Sapevo già cosa avrei disegnato. Era quell’audace idea che mi frullava nella testa fin dall’inizio. Il foglio bianco era pronto davanti a me, le matite disposte ordinatamente, come sempre.
Scelsi con cura la matita che ritenevo più adatta e la lasciai scorrere sulla carta. Un unico tratto, fluido e armonioso, delineava tutte le forme del corpo di una donna. Lo finii in poco tempo, senza esitazione. Semplice, sì, ma allo stesso tempo elegante. Preparai il colore che, come per gli altri disegni, avrebbe conferito quel tocco di magia. Intinsi il pennello a punta fine, inumidito quanto basta nel colore nero finché non mi parve della giusta gradazione e, come una fiorettista esperta, assestai la stoccata finale proprio lì. Il terzo disegno era adesso completato, proprio come l’avevo immaginato.
Presi la cartella bianco floreale e sistemai con cura i tre disegni: Camilla con Cappello Lampone, Camilla in Blu, Camilla Nuda.
Decisi che questa volta altri occhi avrebbero visto i miei disegni. Domani li avrei portati a scuola.
Serie: Del mio racconto di amore e amicizia per Camilla
- Episodio 1: La professoressa Camilla Mordelli
- Episodio 2: Io, Marta Zaia
- Episodio 3: La mia dolce Clara
- Episodio 4: Pomeriggi
- Episodio 5: Disegni a matita
- Episodio 6: Cartelle colorate
- Episodio 7: L’invito
- Episodio 8: Batte così forte
““Che bello essere innamorati, che bella la vita. Che belli i colori. Che bella Camilla.””
Mi sembra davvero ancora così perfettamente bambina la tua protagonista. Naif, ingenua, dolcissima, caratteristiche che appartengono a quella fase della vita in cui passeremmo la maggior parte del nostro tempo a fantasticare su come innamorarci e di chi. Il finale, ammetto, mi lascia spiazzata. Quella decisione di portare l’opera a scuola, sarà una buona idea?
Due episodi dedicati al disegno, attraverso i quali ci fai vedere l’incrocio tra stato d’animo e colori.
Mi sa che ci aspetta una svolta nel racconto.
Stay tuned :-). Grazie per aver letto e apprezzato.
Wow, non mi aspettavo la sorpresa finale, prevedo uno scossone nel mondo di Marta.
Bravo!
Grazie! E che sarebbe un racconto senza uno scossone? 🙂
“Ogni cartella era come un frammento di arcobaleno, un custode colorato dei miei mondi disegnati.”
Bellissima espressione!!!👏 👏 👏
Ti ringrazio tanto. Sempre incoraggiante quando si è apprezzati.
Francesco, tu mi turbi! Bello questo innamoramento, bello il desiderio che aleggia leggero, bello immaginare Marta che danza felice. Bello, bravo.
L’innamoramento degli adolesenti, puro e igenuo, fresco come la primavera. Grazie Giuseppe!
Scrivi bene, in modo scorrevole e con descrizioni coinvolgenti. Mi è piaciuta la lettura 👍
Ti ringrazio tantissimo. Mi esercito diciamo 🙂