Catherine 

Siamo nello Yorkshire del 1780, nel paese di Doncaster.

Appena fuori dal paese, viveva una famiglia della bassa nobiltà.

La famiglia si chiamava Robins.

Edmond e Caroline, ebbero solo figlie e questo non era un onore per una famiglia, purtroppo non avere eredi maschi voleva dire non avere nessun tipo di protezione alla dipartita del capofamiglia, perché una donna non poteva ereditare nulla, aveva solo la rendita creata dal capostipite.

In questo caso il capostipite, Edmond, non era un buon amministratore.

Catherine era la figlia maggiore, e anche quella con più testa.

Una mattina mentre si trovava in paese per andare a trovare una sua amica, incontrò una signora anziana che passava i fili di cotone fino in mezzo a degli aghi infilati in un cilindro di stoffa.

Catherine era molto curiosa di natura e si avvicinò: «Buon giorno  signora, posso chiedere cosa state facendo?»

La signora anziana sorrise: «Certo mia cara, io sono italiana e mi sono trasferita da mia figlia che ha sposato un vostro compaesano e questo cilindro si chiama tombolo; noi italiane lo usiamo per creare i merletti».

«È bellissimo, e il lavoro è molto fine», Catherine aveva degli zii commercianti, da loro aveva imparato a essere molto lungimirante, e vide una possibilità per crearsi una rendita, perché visto che i sui genitori non pensavano al futuro delle proprie figlie; doveva pensarci lei: «Mi insegnate?»

«Certo, vai dentro a prendere una sedia, così mi stai vicino e vedi, poi ti spiego come funziona e ti insegno a farli».

Catherine era molto felice, i merletti in Inghilterra erano considerati molto preziosi e lei poteva creare una rendita per sé stessa e le altre due sorelle minori.

La signora italiana, con il suo sorriso gentile e la sua pazienza, insegnò a Catherine i segreti del tombolo e la tecnica per creare merletti finemente lavorati. Catherine si appassionò immediatamente a questa arte antica e affascinante, dedicando ore del suo tempo libero a perfezionare le sue abilità.

Con il passare dei giorni, Catherine divenne sempre più esperta nel creare merletti, sperimentando nuovi disegni e stili. La signora italiana la guidava con saggezza e maestria, trasmettendole non solo le tecniche manuali, ma anche il rispetto per la tradizione e la bellezza del lavoro artigianale.

Quando Catherine mostrò i suoi primi merletti completati alla signora italiana, questa non poté fare a meno di esprimere la sua ammirazione per la bravura e la creatività della giovane ragazza. Catherine si sentì orgogliosa di poter creare opere così belle e preziose, e decise di dedicarsi completamente a questa nuova passione.

Prima creò dei sottobicchieri con i disegni delle Orchidee, li diede ai suoi zii per venderli… In accordo con i suoi zii non disse nulla alla famiglia, perché avevano le mani bucate e avrebbero sperperato tutto, mentre lei stava pensando al futuro.

I suoi zii avrebbero fatto da amministratori bancari e avrebbero messo le Ghinee guadagnate a fruttare per crearle una rendita.

Col tempo i suoi merletti diventarono famosi in tutta l’Inghilterra e in dieci anni creò una rendita per sé e la sua sorella minore, la terza non ne ebbe bisogno perché era talmente bella e fine, che il parroco del paese la volle prendere in moglie anche se povera.

Per quanto riguardava la sua sorella minore, grazie alla rendita di duemila Ghinee all’anno potè puntare a sposare il signorotto del paese.

Ma Catherine puntava alto, continuò a lavorare i merletti per aumentare la rendita e dopo altri cinque anni con una rendita di cinquemila Ghinee andò a Londra, prese in affitto un appartamento e cominciò a frequentare l’alta nobiltà, e incontrò chi voleva: il rampollo dei Duchi di York, che si era sempre fatto beffe della sua famiglia.

Lord Alexander, non la riconobbe, ma colpito dalla bellezza ed all’eleganza di Catherine, si avvicinò con un sorriso cortese: «Salve Milady, sono Lord Alexander; mi fate l’onore di concedermi il prossimo ballo?»

«Con piacere».

Intanto che ballarono Catherine chiese: «Non mi riconoscete vero?»

Lui con un sorriso rispose: «Potete illuminarmi voi».

Catherine fece un sorriso e disse: «Catherine Robins… Ricordate?»

Lord Alexander fu piacevolmente sbalordito: «Sono felice che il bozzolo sia sbocciato in una bellissima farfalla».

La serata andò avanti, Parlarono loro due per tutta la notte, Catherine vide che la vita le stava sorridendo e che le aveva aperto la strada per un felice futuro.

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Discussioni

  1. Ciao Fausta, una bella favola di quelle che non hanno tempo. Mi piace l’intraprendenza femminile e tuo pregio è stato quello di contestualizzarla in un periodo storico dove spesso di essa non ce n’era bisogno o comunque non veniva richiesta come dote in una donna. Se posso permettermi, il finale mi pare un pochino affrettato, magari potresti concedergli un po’ più di spazio. Un abbraccio

    1. Ciao Cristina, grazie per il commento e che ti piace la mia storia.
      Il finale, lo ho valutato ma mi è piaciuto così per non dinirla realmente, ho voluto lasciare aperta un’interpretazione libera, si sposa? resta libera? ognuno può interpretare come desidera

    2. scusate gli errori, problema del correttore automatico che non riesco a toglierlo.
      Scusa, Cristiana, non ho fatto in tempo a vedere che il correttore automatico ha cambiato in Cristina