C’è una crepa in ogni cosa. È da lì che entra la luce
Serie: Trame
- Episodio 1: Premessa
- Episodio 2: Viola
- Episodio 3: La scelta
- Episodio 4: Finding Freddie
- Episodio 5: Fratture
- Episodio 6: Irreversibile
- Episodio 7: Erosione
- Episodio 8: Economia sentimentale
- Episodio 9: Amici solari
- Episodio 10: Damien
- Episodio 1: C’è una crepa in ogni cosa. È da lì che entra la luce
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Elio Ratti vive in un appartamento assegnato dallo Stato ai funzionari di fascia media. Quinto piano, affaccio su una piazza amministrativa progettata per scoraggiare la permanenza. Panchine strette, alberi giovani, luce uniforme. Ogni elemento risponde a un principio di efficienza. Elio riconosce in quella geometria una promessa di ordine.
Lavora al Ministero della Coesione Civile, Sezione Analisi dei Fenomeni Disgregativi. Il suo incarico riguarda il disagio psichico collettivo: isolamento, estraniazione, perdita di senso di appartenenza. Elabora indici, costruisce correlazioni, sintetizza comportamenti. Il dolore fisico appartiene ad altri dipartimenti. A lui spetta il dolore che scorre sotto la soglia dell’evento.
Vive con la moglie Marta. Trentotto anni. Architetta in un ente pubblico di progettazione urbana. Marta attraversa la casa con movimenti ordinati. Ogni gesto appare funzionale. La voce si manifesta di rado. Il matrimonio procede secondo una sequenza condivisa, priva di attriti visibili. Elio interpreta quella continuità come stabilità.
Marta modifica gradualmente le abitudini. Riduce le uscite. Rinuncia a incarichi secondari. Trascorre ore seduta al tavolo della cucina con un quaderno aperto accanto al computer. Scrive a mano come ormai nessuno fa da tempo. Riempie pagine con una grafia minuta e regolare. Elio nota il dettaglio e lo colloca tra le preferenze individuali. La casa resta efficiente.
Con il tempo Marta sospende il progetto urbano assegnato. La decisione arriva con una comunicazione amministrativa. Elio riceve la notifica sul terminale. Il cambiamento produce un riassetto organizzativo. La routine domestica assorbe l’urto. Marta continua a scrivere sul quaderno.
Il diario resta sul comodino. Marta lo apre al mattino e alla sera. La scrittura diventa l’unica attività costante. Ogni altra funzione perde centralità. Elio osserva senza intervenire.
Al Ministero emergono segnali discordanti. Gli indici di benessere psicologico indicano stabilità. Le osservazioni sul territorio mostrano una popolazione inefficiente e distante. Elio affina i parametri. Introduce variabili relazionali. I risultati restano coerenti con il modello. Il sistema conferma la tenuta sociale.
Marta inizia a dormire sul divano. La camera da letto resta ordinata. Il corpo occupa uno spazio diverso senza produrre conflitto. Elio mantiene la sequenza quotidiana. La distanza cresce senza attrito. Il disagio ora appare.
Una sera Elio rientra e trova Marta seduta sul pavimento del bagno. Lo sguardo fisso sulle piastrelle. Il respiro è regolare. Il corpo integro. Marta torna sul divano e riprende a scrivere. Elio rimane teso ad osservarla.
Il diario si moltiplica. Marta riempie quaderni identici, copertina grigia, stesso formato. Elio evita di toccarli.
Il Ministero richiede una relazione finale sul modello predittivo. Elio prepara grafici chiari, curve stabili, proiezioni rassicuranti. L’indice di estraniazione collettiva risulta contenuto. Il sistema riceve approvazione. La cognizione promessa coincide con una sottrazione del dettaglio umano.
Una notte Elio rientra tardi. Trova Marta addormentata sul divano. Il diario giace aperto sul comodino. Una pagina resta visibile. Elio legge. La decisione nasce da un impulso privo di giustificazione tecnica.
La scrittura di Marta procede per annotazioni brevi. Frasi essenziali. Racconta giornate prive di eventi. Descrive riunioni, progetti, spazi urbani concepiti per persone astratte. Registra una perdita di senso progressiva. Marta scrive di un lavoro che produce ambienti abitabili e relazioni sterili. Scrive di una città che funziona ma non accoglie. Scrive di una vita regolata ma che consuma il desiderio.
Le pagine successive chiariscono l’origine del dolore. Nessun trauma identificabile. Nessuna colpa attribuibile. Marta descrive una stanchezza che nasce dall’adeguamento costante. Racconta l’assenza di conflitto come fonte di logoramento. La scrittura insiste su una mancanza di attrito che erode la sua percezione di esistere. Marta registra la sensazione di essere diventata una funzione.
Il diario racconta anche Elio. Marta lo descrive come presenza stabile, affidabile, assorbita da sistemi più ampi. Scrive di una distanza che cresce senza abbandono. Scrive di un amore amministrato. Il dolore prende forma attraverso l’estraniazione progressiva.
Elio continua a leggere. Comprende che il dolore di Marta nasce da ciò che manca, non da ciò che accade. Nasce dall’assenza di una frattura, dall’impossibilità di deviare. La scrittura diventa l’unico spazio di attrito. Il diario rappresenta una crepa.
Nei giorni successivi Elio rilegge altri quaderni. La narrazione di Marta si approfondisce. Il dolore assume contorni precisi. L’estraniazione emerge come condizione prodotta dal sistema sociale che elimina l’errore e insieme il senso. Elio riconosce una coincidenza tra quel sistema e il proprio lavoro. Le curve regolari, le previsioni stabili, la vita ordinata hanno la stessa logica.
Elio redige un documento personale. Tenta di integrare quella forma di dolore nel modello teorico. Ma le parole tecniche non hanno presa. La scrittura amministrativa si arresta. Il documento resta incompleto.
Una sera Marta scrive seduta sul letto. La lampada del comodino illumina il quaderno. Elio osserva la scena. Vede, di nuovo, la crepa aperta dalla scrittura. Comprende che da quella fessura entra qualcosa che il sistema non contempla. Una luce priva di funzione.
Elio compie un gesto non previsto. Attraversa la stanza e stringe Marta a sé. Le braccia esercitano una forza intensa. Il corpo cerca un contatto che interrompe la sequenza abituale. Il gesto produce una resistenza fisica. Elio mantiene la presa. Avverte una presenza piena. Avvicina il volto all’orecchio di Marta e le sussurra, senza trasformare le parole in discorso, di avere visto la sua crepa e la luce che l’attraversa.
Marta smette di scrivere. Il quaderno resta aperto. Il corpo accoglie il contatto emanando calore. La tensione trova una direzione. Restano in silenzio. La luce della lampada cade sulle pagine e sulle mani intrecciate.
Nei giorni successivi la vita riprende con una variazione. Marta continua a scrivere. Elio continua a lavorare in una sezione marginale del Ministero. La casa accoglie una presenza diversa. Il dolore resta, attraversato da una possibilità.
Il ministero comunica che tutto procede in modo ordinato. Gli indici confermano stabilità. Elio osserva la città con uno sguardo diverso. Riconosce il limite dei modelli. La cognizione del dolore si apre dove compare una crepa e la luce entra.
Serie: Trame
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