Ceres torna umano
Serie: L'eredità di Giacomo
- Episodio 1: La casa in valle
- Episodio 2: Solo una leggera inquietudine
- Episodio 3: Trasformazioni
- Episodio 4: Non si viaggia mai col fumo in tasca
- Episodio 5: Tasselli al loro posto
- Episodio 6: Il desiderio di sognare
- Episodio 7: Lettera dall’aldilÃ
- Episodio 8: Bel pippone ti sei tirato
- Episodio 9: Gita nell’aldilÃ
- Episodio 10: Sbucciare le patate per guadagnarsi il pasto
- Episodio 1: Quattro chiacchiere col morto
- Episodio 2: La vita, il bello e il bene
- Episodio 3: Modulo Umano Standard
- Episodio 4: L’intrusione
- Episodio 5: Capire il passato per vivere il futuro
- Episodio 6: Rimpianti, domande e speranze
- Episodio 7: Tutti abbiamo qualcosa da farci perdonare
- Episodio 8: Ceres? Come la birra?
- Episodio 9: Condanna all’oblio
- Episodio 10: Il macigno di Piero
- Episodio 1: Spiragli
- Episodio 2: Le anime non hanno sesso
- Episodio 3: Domande, risposte e richieste
- Episodio 4: Una cosa che mi scalda il cuore
- Episodio 5: Coda di paglia è sceso a Bolzano
- Episodio 6: Viaggio con Jurgen – Rivelazioni
- Episodio 7: Il diario di Giacomo
- Episodio 8: In pace con se stessi
- Episodio 9: Due chiacchiere tra amici
- Episodio 10: La ragazza per le vacanze
- Episodio 1: Il pranzo
- Episodio 2: Chiacchiere nel pomeriggio
- Episodio 3: Garibaldi in Trivena
- Episodio 4: La cena – 1
- Episodio 5: La cena – 2
- Episodio 6: Ceres torna umano
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Jűrgen ci augurò la buona notte e si ritirò nella sua camera.
Speravo che Marta non facesse altrettanto e lei, probabilmente, captò il mio pensiero.
«Non verrò a letto con te, lo desidero, ma non sarei a mio agio. Potrei guardarti e chiedermi quale Thomas sei, e ancora non sono in grado di darmi una risposta.» si scostò i capelli dagli occhi, «Potrei essere più facile, lo so, ma questa sono» concluse.
Non ne fui felice, eppure, stranamente, mi sentii sollevato: pur desiderandola non ero pronto nemmeno io. Del mio cambiamento le avevo descritto solo la cornice, tralasciando il quadro, e un certo senso di colpa frenava i miei impulsi. Le avrei detto tutto e mi avrebbe creduto, non avevo dubbi, perché era il presupposto necessario per il nostro futuro.
Marta partì non appena bevuto il caffè. «Tornerò venerdì, nel tardo pomeriggio.» disse sicura. Ebbe un attimo di incertezza, sembrava volesse aggiungere qualcosa, ma si limitò a baciarmi sulla guancia.
«Ti aspetto» fu l’unica cosa che seppi rispondere.
* * *
Occupai i giorni di attesa con lunghe passeggiate mattutine e col lavoro pomeridiano nell’orto. Ero silenzioso e Jűrgen, saggio, rispettava il mio desiderio di quiete. Mi sembrava di vivere in sospensione. Anche quando scendevamo al ristorante, le parole con gli amici, normalmente esuberanti e scherzose, erano misurate e leggere. Non solo da parte mia. Tutti eravamo in attesa di qualcosa: Jűrgen di tornare a Monaco per lavorare sulle registrazioni che riteneva preziose, Marisa e Piero del prodigio che era stato loro promesso e io della certezza che Marta mi amasse.
«Vuoi che ti riporti a Monaco?» chiesi a Jűrgen «Possiamo partire anche subito.»
Alzò il capo dal libro di poesie che stava leggendo e rispose con tranquillità : «No. Non ho fretta.» sorrise serafico «Quando Marta è partita dormivo e neanche l’ho salutata. La aspetto volentieri. Venire in Baviera le servirà e aiuterà anche te. Vi farò conoscere Ingrid, compagna di Giacomo per trent’anni, e capirete tante cose, anche non conoscendo il tedesco.»
* * *
Il pomeriggio era caldissimo, la brezza fresca che solitamente scendeva a valle era assente e noi cercammo sollievo in giardino, sotto le generose fronde dell’abete. Le birre, immerse in un secchio di acqua gelida, erano un valido aiuto. Anche le parole ci costavano fatica, così ce ne stavamo, indolenti, in silenzio.
Una voce, che conoscevo, ci levò dal torpore.
«Salve, giornata torrida eh? Non c’è in giro un’anima.»
Guardai l’uomo: era quello con cui ero salito in malga.
«Sei ripetivo Ceres e neanche spiritoso. Comunque è un piacere averti qui.» dissi, tranquillo.
«Veramente mi chiamo Fabio e si, volevo fare una battuta. Ma se ho accennato alle anime vuol dire che qualcosa ne so.»
Sia io che Jűrgen ritrovammo immediata lucidità .
«Bene! Siediti. La bevi una birra?» chiesi.
«Si grazie, basta che sia fredda!»
Fabio ci guardò, prima uno poi l’altro, rise.
«Siamo così ridicoli?» chiesi, quasi irritato.
«No, scusatemi. Solo che tante idee che mi frullavano in testa ora trovano riscontro e questo mi fa piacere e mi da buon umore.»
Cominciavo a provare un certo nervosismo, ma Jűrgen, più paziente di me intervenne: «Penso di non sbagliare se dico che hai conosciuto Ceres.»
«Non sbagli. Ero perplesso su certi episodi, che pensavo sogni, dei quali ero protagonista inconscio. Così ho vegliato ed ero ben sveglio quando ho avvertito una certa confusione di pensiero. Non avevo bisogno di tante spiegazioni e Ceres ci ha messo poco per dimostrarsi credibile. Sarebbe superfluo e vanitoso raccontarvi delle mie intuizioni, sappiate, però, che non ho pensato neanche un istante di essere pazzo e ho preso per buono tutto ciò che quel pensiero non mio suggeriva.» si prese un attimo «Spesso la gente sente le voci e, preoccupata, si rivolge allo psicologo, io ho preferito fare da solo e il fatto che sia qui a parlarne con voi mi da ragione. Siamo noi i pazzi?»
«No, non lo siamo,» rispose il dottore «ma siamo in grado di essere razionali? Cioè, siamo coscienti della realtà apparente e di quella che sfioriamo? Se lo siamo, la prudenza ci deve guidare. Suppongo tu abbia avuto istruzioni precise da Ceres, altrimenti si, saresti un folle a parlare così a due sconosciuti.»
«Jűrgen, sei il solito cavilloso. Ovvio che Fabio sia qui su mie precise indicazioni.» ora era Ceres a parlare «Avrei preferito mi avesse atteso, ma il ragazzo è sveglio e intraprendente, e ci mette del suo.»
«Ceres! Finalmente ti fai vivo.» esclamai ridendo «Scusa, si fa per dire»
Il viso di Fabio mi guardò in cagnesco.
«Ve la faccio breve. Per me, di là , non tira una buona aria: c’è un’onda di stolto revisionismo che sta prendendo il sopravvento. Chi mi apprezza, nell’una e nell’altra fazione, mi ha offerto una via di fuga e, non avendo molte alternative, la accetterò. Sarò ricollocato, sulla terra, e questo è ciò che volevo, ma mi è stata anche prospettata la possibilità di scegliere il luogo, a patto che mi impegni, pena la cancellazione, in una assoluta neutralità . Sono più di novecento dei vostri anni che non sono né carne né pesce, sarò stanco, forse anche vigliacco, ma ho deciso di accettare. Non ho neppure il tempo di attendere una nuova nascita e Fabio, avendolo già vissuto, mi sembrava una buona soluzione, anche se avrei preferito un corpo femminile. Forzando un po’ le normali procedure ho comunicato con lui. È un bravo ragazzo, dotato di notevole intuito, ma è in grande equilibrio con la sua anima e quindi si è negato. Mi ha proposto, però, di aiutare sua madre, che soffre di un evidente bipolarismo, divisa com’è tra la sua mente incerta e quella fastidiosa voce interna con la quale non è mai andata d’accordo. Con qualche promessa, che ancora per poco potrò mantenere, ho convinto l’anima residente a lasciarmi il posto nel corpo di Silvana e fra pochi giorni sarò, come desideravo, una donna relativamente giovane che, senza comprenderne il motivo, darà una svolta migliorativa alla sua esistenza. Ricordatevi di me, quando ci reincontreremo, perché io potrei, ma non è certo, non ricordare nulla di voi.»
Serie: L'eredità di Giacomo
- Episodio 1: Il pranzo
- Episodio 2: Chiacchiere nel pomeriggio
- Episodio 3: Garibaldi in Trivena
- Episodio 4: La cena – 1
- Episodio 5: La cena – 2
- Episodio 6: Ceres torna umano
Povera anima raminga, che non è né carne né pesce da più di novecento dei nostri anni. E povera l’anima di Silvana, sfrattata con le buone. A dei poveri Cristi contrapponi delle povere anime in pena. Complimenti per come riesci a districarti in questo groviglio in cui è dolce perdermi.
Notevole come riesci ad umanizzare e normalizzare questa sorta di area spazio-temporale adibita a pit-stop per le anime in attesa di reincarnazione
Compito facile: me lo suggeriscono loro e io ci ricamo un po’ attorno. Grazie Gabriele!
Se ho ben capito, Ceres sarà un alter ego ‘buono’? Abiterà in un’altra anima? Interessante, anche se non credo sarà la sua sistemazione definitiva. Bravo, Giuseppe!
Ceres si “sistemerà ” in Silvana, la madre di Fabio. Lei non se ne accorgerà nemmeno, ma cambierà gradualmente, diventando, finalmente, una donna sicura di se e padrona della sua vita. Un caro abbraccio Concetta.