Che giornata, Arturo
Indovina? La macchina non l’ho potuta vendere.
Però va spiegata bene, perché il pomeriggio è stato assurdo.
Vado a pranzo dai miei con la macchina. È senza assicurazione: l’avevo stoppata perché tanto non la dovevo usare. Avrei dovuto riattivarla la mattina, ma l’agenzia era chiusa e ormai avevo già preso l’appuntamento con Noi Compriamo Auto.
Mi dico: va bene, vado con mio padre. Faccio andare lui avanti, così rischio meno.
Il viaggio fila liscio. Arriviamo alla concessionaria. Il tipo fa il test drive, guarda la macchina, la rivaluta. L’offerta è un po’ più bassa del previsto, ma me l’aspettavo. Anzi, pensavo peggio.
Pensavo mi dicessero: “Va bene, ci ha provato, se la riporti a casa”.
Invece no.
Convinto di venderla, tiro fuori tutti i documenti. Dopo cinque minuti mi dicono che la macchina ha dei blocchi amministrativi. Finché non saldo il debito non posso venderla. Né rottamarla.
Ottimo.
Quindi il fatto di essere andato un mese prima a rateizzare i debiti con lo Stato, di pagare le prime rate, non è servito a niente. Nessuno mi ha informato di nulla. E la cosa, non so perché, mi fa ridere.
A cosa serve rateizzare se le penali restano?
Che cazzo sto pagando a fare, se non sono nemmeno libero di ricavarci 250 euro da questo catorcio?
Assurdità delle leggi.
Torniamo indietro io e mio padre. In macchina ho mille pensieri:
la tengo e la riparo piano piano, ne compro un’altra, questa provo a rottamarla in qualche modo, parto e me ne vado da qualche parte a tirare due madonne e poi forse torno.
A un certo punto mio padre mi chiama:
“Dani, fermati. La macchina ha qualcosa che non va.”
Evvai.
Gli dico di fermarsi al benzinaio poco più avanti.
Lui risponde: “Se ci arrivo.”
Evvai due.
Ci fermiamo. Gomma bucata. La cambiamo e ripartiamo.
Arrivati a casa mia gli dico:
“Lo sai cosa?”
“Cosa?”
“Quasi quasi me la tengo. Le faccio due lavori e finché va, va. Poi boh.”
Lui: “Mi sembra la soluzione migliore.”
Prendiamo un caffè al bar. Due chiacchiere con la barista. Poi ognuno a casa sua.
Ora sono qui a scrivere.
Ti stai scompisciando dalle risate?
Io sì.
Avete messo Mi Piace1 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Situazioni così le conosciamo in tanti, credo: bella l’idea di farne un racconto!
Ciao Daniele, che bel racconto rapido ma molto comunicativo. Letto in un soffio senza la minima fatica, e di questo ti ringrazio perché quando voglio dedicarmi alla lettura per piacere e non per lavoro questo tipo di scrittura è manna dal cielo. Che tenerezza, inoltre, gli scambi fra io narrante e suo padre, mi ricordano bei momenti purtroppo andati. Sulla macchina mi tocchi sul vivo, ho una toyotona ultra vecchia ma finché non mi molla, io non la mollo. Alla prossima!
Grazie davvero. Se è arrivato così, allora il racconto ha fatto il suo lavoro. E sulla macchina… finché va, va 😉 Alla prossima.
Non mi sto scompisciando dalle risate, peró questo racconto mi piace, forse perché rispecchia il mio pensiero di questo pomeriggio. La mia Panda ha tredici anni, quest’ anno ci ho fatti fare due lavori e “finché va va”, spero ancora per molti anni.
Ti capisco 😅 e grazie per l’apprezzameto sul testo.
““Quasi quasi me la tengo. Le faccio due lavori e finché va, va. Poi boh.””
Buona idea.👏 👏 👏
É buona lidea in sé, o la frese?
L’ una e l’ altra.
👍