
CHIACCHIERE
Serie: COLOPHON - Script di una metasitcom
- Episodio 1: PROLOGO METALETTERARIO
- Episodio 2: SCREZI
- Episodio 3: EBBREZZA
- Episodio 4: CHIACCHIERE
- Episodio 5: INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 6: IDEE
- Episodio 7: INFEDELTÀ
- Episodio 8: VISITE
- Episodio 9: RIVALITÀ
- Episodio 10: MAGHEGGI
- Episodio 1: SECONDO INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 2: GELOSIA
- Episodio 3: LEGÀMI
- Episodio 4: CECITÀ
- Episodio 5: ADDII
- Episodio 6: TERZO INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 7: ACCORDI
- Episodio 8: SCELTE
- Episodio 9: UNA CANZONE CHE FACCIA PIANGERE
- Episodio 10: ULTIMO INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 1: LA VIA DI DAMASCO
- Episodio 2: EPILOGO (TANTO “META” QUANTO LETTERARIO)
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Lunedì pomeriggio. Ufficio marketing: un bugigattolo pieno di dépliant con un grande vetro che dà sull’ufficio vendite. Sergio Giordano divide la scrivania col giovane Andrea Bellini, grafico, che un ufficio suo ancora non ce l’ha.
«Guarda checchiappe, porcoddueee!»
«Figa, lòmo: controlla l’arraglio… non puoi far così ogni volta che passa la De Luca…»
«No, dico: ma la vedi? LA VEDI?! Come cazzo si fa a venire a lavoro conciate in quel modo? Poi si lamentano che vengono molestate… dovrebbero vietare certi indumenti alle tipe con quel telaio… è illegale!»
«Ma ringrazia Dio che c’è lei! Altrimenti cosa staresti a guardare? La mia faccia?»
«Vola basso, pivello, che sei ancora un pisciallètto di primo pelo. Per te vanno bene quelle come la Bianchi, tutte ninine e carine, un ossequio dietro all’altro. Ma la De Luca… quella ti straccia via le mutande di dosso prima che tu abbia aperto bocca… è una cavalla da due bocce d’acqua a notte… ti prosciuga!»
«Che boomer che sei…»
«Che cazzo significa?»
«Appunto…»
«Sei strano, ragazzo… alla tua età io saltavo da un letto all’altro… di’ un po’: sei sicuro che ti piacciono le donne?»
«Sergio: il mondo non gira tutto attorno a loro…»
«Allora hai capito poco della vita, Bellini… il mondo gira SOLO attorno a loro! Ah, ma è vero… a te piace il cinema. Vuoi fare il regista “da grande”. Comunque… la De Luca è troppa roba per uno come te. E poi non sei sposato: non capiresti. Quando si ha una moglie è tutto più chiaro… si ha un termine di paragone! I bisogni delle donne diventano improvvisamente evidenti… e la De Luca, in questo momento, è una femmina con un gran bisogno…»
«Per me ti fai tanti film solo perché è la nuora del capo?»
«Macché! È pura logica, Bellini! La De Luca ha il sangue caliente, non la vedi? È la classica terronica tutta fuoco e istinto… e quel tossico del figlio di Fiorani non potrà mai soddisfarla! Poi si sa: agli eroinomani non tira!»
«Ma dabó? Siamo arrivati a questi livelli di pettegolaggine?»
«È risaputo… Madooo, guarda come si piega per raccogliere quel faldone! Annusa l’aria! Snif snif… hai sentito? Si sente il profumo di gnagna fino a qui…»
«Sì ma lòmo: tolasudolsa però…»
«Ma che cazzo sto qua a discutere con te! Un parmigianotto che sogna di diventare Bertolucci, e intanto stampa copertine per un editore che fa la fame! Vabbé che per te la De Luca è una vecchietta… dodici anni di più: età pensionabile per voi sbarbatelli. Dio: quanto è bello non sapere un cazzo… uh! Guarda! Mi ha sorriso! Vedi che avevo ragione? C’ha voglia…»
«A quanto pare…»
«Ecco la Bianchi! Ora staranno lì mezz’ora a spettegolare… “se posso permettermi, Laura – sai come parla la Bianchi – hai delle unghie fantastiche, da chi vai a farti il gel?”, “Oh, grazie Eli! Ma che bei capelli! Fantastico il tuo shatush! Io pensavo di farmi un balayage entro l’estate, ma chissà, magari anche un degradè… e bla bla bla… e comunque quell’acqua cheta della Bianchi non la racconta giusta. L’anno scorso… madò, no, no: è meglio che me ne sto zitto! Mannaggia a me e a quando mi sono sposato!»
«Figa: non te ne scappa una! Ma come fai?»
«Sono soprattutto un gentiluomo…»
«Un uomo d’altri tempi…»
«Mi stai prendendo per il culo?»
«Non mi permetterei mai.»
«Ad ogni modo: la De Luca si vede con qualcuno. L’altro notte l’ha passata all’Excelsior…»
«E tu come lo sai?!»
«Sul cruscotto della macchina c’era il gratta e sosta dell’hotel, con data e ora…»
«Ah…»
«E sono sicuro che si è fatta ripassare da quel coglione del Ricci…»
«Ricci? Ma dabó! Come lo sai?»
«Perché il giorno dopo ho trovato un altro gratta e sosta dell’Excelsior buttato in fondo al bidone dell’indifferenziata, qui, nel nostro ufficio…»
«Ma pensa te! Il nostro Marco e la nostra Lauretta…»
«Solo casini, il Ricci! Non gli bastava averci messo nella merda! Adesso deve anche incasinare la nuora di Fiorani…»
«In che senso “ci ha messi nella merda”?»
«Niente… dicevo per dire…»
«No, no, no… adesso mi stai raccontando una balla… ti conosco abbastanza bene da capire quando sei serio e quando mi perculi. È tutta mattina che tra te e il Ricci c’è qualcosa di strano… ed è qualche giorno che lo vedo preoccupato. Cosa bolle in pentola?»
«Ma niente… quel cornuto ha fatto una delle sue solite minchiate…»
«E…»
«E niente! Certo che sei un bel cagacazzi, Bellini, te l’hanno mai detto?»
«Lòmo: se tu mi dici cos’ha fatto il Ricci, io ti racconto cos’ho visto la sera in cui lui e la De Luca sono andati all’Excelsior…»
«Sai qualcosa?!»
«Puoi giocartici le palle, Sergio…»
«E va bene: hai presente quella storia della Martini? L’agente letteraria che ha scelto un nostro libro per farlo partecipare al premio Strella? Beh: quel romanzo non esiste…»
«Che vuol dire “non esiste”?»
«Non è mai stato scritto. Nemmeno l’autrice è reale! Quella testa di cazzo del Ricci si è divertito a inventare libri da inserire nel nostro catalogo e ad aprire profili falsi di autori stranieri, tutti nati a inculonia o in posti dimenticati da Dio… epperò adesso la Fiorani Edizioni ha un bel riflettore puntato addosso, un faro da duecentomila watt chiamato Giulia Martini… e la figura di merda è assicurata!»
«Ma… perché ha fatto una cosa del genere?»
«Perché è uno stronzo. Un fallito come lui non si aspettava che un’agente letteraria del livello della Martini potesse notare una delle sue boiate…»
«Ma Fiorani lo sa? Bisognerebbe informare anche la Martini…»
«Fiorani è un rincoglionito. Non sa niente. Ormai è al settimo cielo per questa cosa. Se glielo dicessimo ci creperebbe lì, seduta stante. Anche la Martini è troppo presa. Quella donna sarebbe davvero capace di denunciarci tutti se scoprisse di essere stata fregata. C’era da dirglielo subito e amen. Ora è troppo tardi…»
«Che storia…»
«Sì. Adesso sputa quello che sai riguardo al Ricci e alla De Luca!»
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- Episodio 1: PROLOGO METALETTERARIO
- Episodio 2: SCREZI
- Episodio 3: EBBREZZA
- Episodio 4: CHIACCHIERE
- Episodio 5: INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 6: IDEE
- Episodio 7: INFEDELTÀ
- Episodio 8: VISITE
- Episodio 9: RIVALITÀ
- Episodio 10: MAGHEGGI
Quanti di questi dialoghi girano per aria, ma quanti! Tutte fighe all’aria e membri attenti ad infilzarle. Roba che a uscir fuori bisogna stare attenti a qualcuno che potrebbe confondersi. Continua a piacermi lo stile dei dialoghi, l’efficacia.
Ancora grazie, Nino!🙏🏻 Purtroppo è vero: molti ambienti di lavoro, molte piccole realtà stagnanti, ma anche la televisione e i social, traboccano di questo tipo di dialoghi.
Sei un gran regista! E grazie anche per le preziose musiche, Afterhours in primis! Bravo Nicholas!!!
Gli Afterhours sono la mia band italiana preferita! Ho voluto cogliere l’occasione di questa serie per elargire velatamente alcuni consigli musicali😄. Sempre grazie, Giuseppe🙏🏻
Interessante, si! L unica rottura di palle che qua mi sento di esternare, è la continua ripetizione di “la De Luca”. Avresti potuto trovare qualcosa di diverso per tirarla in causa, che so, il nome, un pronome… Ora via al quinto capitolo
Caro Nicholas, io a scuola ci ho sempre messo più degli altri a capire le cose, e questa cosa me la porto dietro ancora ora. Ma quando arrivo ad intuirle mi piglia un entusiasmo… quante promesse in questa storia, che struttura. Complimenti davvero.
Grazie ancora, Roberto!🙏🏻 A chi lo dici!😆 Credo che l’atto di fiducia più grande da parte di chi scrive sia di abbandonarsi ciecamente all’intuito di chi legge. È un segno di rispetto affidare i non detti all’intelligenza e al fiuto del lettore. O almeno: quando leggo, io adoro questo tipo di intesa tra me e l’autore😊
La canzone che hai scelto è perfetta, però, ancora più perfetta, io ci avrei messo La Ghigliottina di Brunori Sas. Sai, quel maschio etero bianco, che il grande cantautore vede un po’ stanco… Ecco, proprio lui mi sembrava. Mancava solo il ‘poropopopo’ e magari due bei ceffoni aggiustati bene sulla faccia ☺️ Nicholas sei bravissimo!
Ciao Cristiana! Grazie mille per questo bellissimo commento e per il suggerimento musicale. Non conoscevo questa canzone e, dopo averla ascoltata, non posso che darti ragione: è assolutamente in linea con la tematica dell’episodio👏🏻
Come spifferare tutto per un pettegolezzo 😀 Se poi mi metti pure queste canzoni hai vinto.
Grazie ancora, Francesco!🙏🏻 Oltre che di buon cinema, sei appassionato anche di buona musica😄
Una scenografia da puro teatro, non c’è che dire.
Da sedersi e godersi lo spettacolo! 😄👍
Grazie mille, Giuseppe🙏🏻 Sempre gentilissimo😊
Fffiga, fratello, g’ho ciapà una sedia e mi son seduto lì, in platea, a guardare lo spettacolo. Una scena da applausi. Sei portato per il teatro, sai? Giù il sipario e cambio scena. 👏🏻👏🏻👏🏻
😆 Grazie Giancarlo!🙏🏻 La famosa “cadréga” milanese! Quella che il buon Bellini definirebbe “scràna”😄
Eh sì… Non volevo farla tutta in dialetto… Ho preferito mischiare un po’. Bon, vabè, dài che ghe sem capì!
😆 Certo!