Ci furono grandi rivelazioni … e Mariasole diventò per un secondo Clark Kent.

Serie: L'ECO DI ROCCAMONTE ORSATO


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: ... Plot Twist?

La signora Rizzoli era stata da sempre claustrofobica, quindi si rifiutava categoricamente di prendere l’ascensore, ma al contempo aveva enormi difficoltà nel salire e scendere le scale, quindi quando si muoveva tra i due piani dell’RSA, veniva sempre accompagnata da una delle suore.

Mariasole aveva già  pensato di utilizzare quell’espediente per raggiungere il piano superiore, ma alla fine aveva sempre desistito. Le motivazioni dietro alla sua titubanza erano due: punto primo accompagnare al piano di sopra la signora Agnese era una grossa responsabilità ed era certa che suor Giuliana le avrebbe fatto molte storie in merito e punto secondo, ancor più importante, il tragitto che avrebbe potuto fare in quel caso si sarebbe limitato al raggiungimento della stanza della signora Agnese e quindi, prima di scoprire che la compagna di stanza della signora era un’ultranovantenne, aveva scartato quella possibilità.

Mariasole si mangiò le cuticole mentre Agnese parlava con suor Giuliana.

Riusciva a notare a distanza il cipiglio severo della suora marcarsi sempre di più, ma alla fine, dopo che le ghiandole ascellari di Mariasole ebbero creato due pezze più grandi del lago di Como sulla sua maglietta, suor Giuliana sospirò sconfitta.

La signora Agnese la raggiunse immediatamente e mise il suo braccio sotto quello della ragazza.

– Bene allora noi andiamo – parlò a gran voce fissando suor Giuliana, la quale la guardò di rimando esasperata.

Mariasole ed Agnese iniziarono pian piano a salire le scale e non appena furono lontano da orecchi indiscreti,  la signora si rivolse alla ragazza.

– Ho fatto ciò che mi hai chiesto, ora mi spieghi perché vuoi incontrare la mia compagna di stanza?

– Io … come …

– Come ho fatto a capire? Non sono stupida – si fermarono lungo la rampa e la signora Agnese la squadrò da capo a piedi.

 Mariasole in quel momento si sentì incredibilmente vulnerabile al suo cospetto, quasi nuda.

– Non mi dirai nulla – concluse alla fine Agnese – però hai voluto il mio aiuto … credo che mi sono meritata almeno due visite a settimana – detto questo fece segno alla ragazza di continuare a salire lasciandola completamente confusa, ma al contempo grata.

– Certamente signora Agnese io verrò anche tre o quattro volte … giuro.

– Non giurare quello che non puoi mantenere Maria, mi basta ciò che ti ho chiesto, credimi per me è molto – si fermò dinnanzi alla prima porta che incontrarono dopo la rampa di scale – questa è la mia stanza, la mia compagna si chiama Rachele … appena saremo dentro io andrò in bagno, così tu resterai sola con lei.

– Grazie mille davvero.

La stanza di Agnese e Rachele era piccola, ma accogliente: c’erano un armadio grande con quattro ante, due letti e un tavolino accanto al quale era situata una porta. Agnese si fiondò lì lasciando, come promesso, Mariasole insieme a Rachele.

La donna era seduta su uno dei due letti e dimostrava tutti gli anni che aveva: le sue rughe erano più pronunciate di quelle di Agnese e i suoi capelli mostravano, nel loro grigiore, un crespo molto diverso rispetto a quello di Mariasole, era come se i quei fili argentei si fossero sfaldati dall’interno.

L’immagine, che dava nella sua totalità Rachele, era quella di una rosa poco prima della caduta dell’ultimo petalo.

– Buongiorno signora Rachele, io sono Mariasole una volontaria di questa struttura – solo allora Rachele si accorse di lei e le rivolse un sorriso stanco.

– Ciao – la sua voce era gracchiante, ma al contempo mostrava apertura nei confronti della ragazza.

– Io … io – Mariasole si maledisse mentalmente, aveva atteso quel momento per giorni e proprio quando era riuscita a beccare qualcuno che forse poteva conoscere qualche dettaglio su Bambina Gramschi, la sua voce la stava tradendo.

– Signora Rachele – riprovò richiamando a se tutto il suo coraggio – io sono qui per farle una domanda … oltre che per il volontariato … non so se ha visto il Tg ultimamente – la signora Rachele scosse la testa in risposta, allora Mariasole continuò – sono stati ritrovati i resti di una ragazza scomparsa ottant’anni fa, si chiamava Bambina Gramschi … eh beh visto che qui a Roccamonte tutti conoscono tutti e che bene o male la gente che vive qui ci è anche nata … beh io no in realtà … ma mia mamma si e …

– Conoscevo Bambina Gramschi – la interruppe Rachele – mi dispiace che sia morta, speravo che fosse scappata con qualche soldato, vuol dire che la rincontrerò presto.

– Io … signora … cioè non dica così.

– Tu sei tanto giovane, ma alla mia età ci si fa pace con la morte – le rispose ancora con quel sorriso stanco in volto.

– Signora, se non è troppo disturbo, mi potrebbe parlare un po’ di Bambina Gramschi, lo so che può sembrarle strano, ma per me è molto importante .

– Bambina era bellissima, la ragazza più bella del paese e poi era coraggiosa, io la stimavo molto … quando bombardavano andavamo tutti al rifugio e lei e la sua migliore amica si improvvisavano un duo comico per tirarci su, non so dove trovassero le forze e poi un giorno – alzò lentamente le spalle – è sparita e nessuno ha saputo più nulla di lei.

– Nessuno l’ha cercata ?- chiese Mariasole.

– I suoi genitori e anche noi … ma qui era tutto difficile – il suo sguardo si perse un istante tra le pieghe del lenzuolo – io pensavo davvero che se ne fosse andata con un soldato, era bella e desiderata.

– Non c’è altro su di lei? – Mariasole era disperata. L’unica cosa, che la signora Rachele era stata in grado di dirle, era che Bambina fu una bella ragazza. Mariasole era grata alla signora per la gentilezza e la pazienza che le stava dimostrando, ma con quell’informazione non ci faceva nulla.

– Non so altro io … noi non eravamo amiche strette, andavamo d’accordo e la stimavo … ma lei stava sempre con la sua migliore amica, erano un duo inseparabile …ora che ci penso la prima volta che ho visto Viviana camminare sola, è stato dopo la scomparsa di Bambina.

– Viviana?

– Si Viviana, la migliore amica di Bambina.

– Viviana Coletti? – Mariasole aveva il cuore in gola e le orecchie ovattate.

– Si lei … tesoro ti senti bene sei pallida.

Mariasole non era certa di come si sentisse, perché quell’informazione l’aveva colpita e atterrata, come fa la kriptonite con Clark Kent.

C’era una cosa però che Mariasole non poteva sapere, ovvero che a pochi Km di distanza Viviana Coletti, proprio in quell’istante, stava dormendo nella sua stanza e dietro il velo della sua follia, era tormentata dagli incubi.

Si vedeva correre veloce per le strade infangate del paese evitando i calcinacci, si vedeva soffrire per il fiatone e cadere.

Si vedeva proseguire nonostante le ginocchia sbucciate e poi una volta raggiunta la meta, cadere nuovamente mischiando quella carne viva con la terra.

Davanti a se c’era la sua migliore amica esanime. 

Tra i suoi boccoli biondi aveva un cratere e da lì il sangue zampillava come la lava da un vulcano.

Il suo sangue scorreva verso il terreno e lo nutriva imprimendoci la sua essenza.

Viviana si alzò e nel suo sogno iniziò a prendere a pugni un ragazzo con gli occhi verdissimi. Lui la lasciò sfogare e poi la fermò.

– Mi dispiace.

– Siete tutti degli assassini … anche tu – urlò Viviana.

– Non potevo fare nulla per lei … ho potuto garantire solo per te, te lo ripeto mi dispiace – poi il ragazzo iniziò a scavare.

– Cosa fai?

– La tomba di Bambina.

Viviana piangeva mentre dormiva e risvegliandosi da quell’incubo, con voce stridula, ricominciò a recitare la sua filastrocca, come faceva ogni giorno:

C’erano una volta in un tempo lontano sporcato dalla guerra, due donzelle. Erano impaurite ed affamate, ma un bel giorno furono fortunate. Incontrarono due giovanotti alti e belli, con gli occhi più verdi delle fate i capelli. Purtroppo solo una fu felice l’altra la disgrazia trovò e nel paese più sperduto del mondo la sua carne si deteriorò e solo il suo osso memoria di lei lasciò”.

Serie: L'ECO DI ROCCAMONTE ORSATO


Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Lola, questo episodio mi era sfuggito. Ora possiamo capire il perche` della filastrocca. Il mistero pero` non e` ancora risolto. Tra poco leggero` il prossimo. Mi pare di averlo gia` scritto per alcuni episodi precedenti e vorrei ripeterlo: ogni racconto di questa serie aggiunge un tassello e da` piu`spessore alla storia.

    1. Grazie ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️
      Sono molto felice che ci sia questa sensazione di aggiungere tasselli un po alla volta … pensavo che non sarei stata in grado di farlo, però quando ho pensato a come raccontare questa storia l’ho immaginata un po come un puzzle che si svela tutto solo quando sono stati posizionati tutti i pezzi ❣️

  2. Ora la filastrocca assume un senso compiuto 😀 Sono d’accordo con chi ha già lasciato un commento, fino qui la tua storia è ben costruita e in grado di trascinare il lettore regalandogli sempre nuove emozioni. Non vedo l’ora di leggere la seconda stagione.

    1. Grazie ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️
      È stato in parte merito della fortuna 😅
      Quando mi sono avvicinata allo scadere dei 10 episodi, ho spostato alcune scene, che potevano essere rimandate, alla seconda stagione 😂😅

      Grazie mille davvero ❣️ ❣️ ❣️

  3. “Tu sei tanto giovane, ma alla mia età ci si fa pace con la morte – le rispose ancora con quel sorriso stanco in volto.”
    E’ vero, ma non è solo l’età, è la sensazione che ci sia o meno qualcuno che ha ancora bisogno di aiuto, che fa la differenza.

  4. Porca miseria, ci ho azzeccato con il commento precedente!
    C’è anche parecchia solitudine in questo racconto, quella di Agnese, ma anche quella di Rachele che fa pace con la morte.
    C’è anche un tocco di umorismo che rende il racconto ancora più gradevole.