Ciò che si è disposti a fare
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Il capo dei samurai gli aveva chiesto udienza e Nagatsuna lo stava aspettando nella sala del trono. Il guerriero non doveva essere uno che tergiversa, poiché arrivò al punto appena gli fu davanti.
“Non voglio sposare vostra sorella.”
Il daimyo rimase interdetto da tanta risolutezza, forse la sorella stava davvero riuscendo a boicottare anche il secondo matrimonio che le aveva procurato.
“Perché? Se si tratta delle storie che girano sulla nobile Aoi, vi assicuro che sono esagerate dalla fantasia, non è così terribile.”
“Non ho sentito niente, il punto è che quando ho accettato non sapevo come funzionassero i matrimoni. Per lei è un dovere, sicuramente non lo vuole.”
“Le donne vogliono stare bene. Ha una buona posizione ed è molto bella, non avreste niente di cui pentirvi a sposarla.”
“Questo lo dite voi, non conosco nemmeno il suo volto.”
“Ve lo posso mostrare, capirete che non sto esagerando.”
Con un cenno, Nagatsuna fece avvicinare una guardia e la mandò a chiamare Kiyo, premurandosi di assicurarsi che portasse il ritratto della sorella. A nulla valsero le proteste di Kyoudai.
La giovane concubina si presentò timidamente tenendo un foglio stretto tra le mani.
“Ve lo mostro, ma è mio. È un dono per vostra sorella, non voglio deluderla.”
“Non temete, è solo per fargli capire a cosa vorrebbe rinunciare.”
Dopo averle sorriso, il daimyo la incoraggiò a mostrare il ritratto. Kyoudai fece una strana smorfia appena lo vide.
“Mi permetto di dire che è molto più bella nella realtà.” Disse subito la giovane.
“È molto bella anche nel disegno, l’artista è stata brava.” Le sorrise Nagatsuna.
“Avere detto che si chiama Aoi?” Chiese infine il samurai.
“Esatto, la nobile Aoi. Che ne pensate?”
Kyoudai guardò i due, poi il disegno e infine sorrise. “La sposerò!”
~・~
Ignara di ciò che il destino le stava riservando, l’unico pensiero di Aoi era che i suoi metodi non stavano funzionando. Doveva trovare un’azione più incisiva. La sala delle cerimonie non era ancora addobbata, ma sapeva che sarebbe stata usata per celebrare il matrimonio.
Ci entrò di giorno, quando nessuno girava nei dintorni. Non voleva che si facesse male qualcuno. Aveva imparato ad accendere il fuoco e usò la stessa tecnica per appiccare un incendio. I mobili di legno sarebbero stati i primi a bruciare e il fumo avrebbe annerito i muri. Le guardie si sarebbero accorte in fretta del problema, ma se fosse riuscita a distruggere la stanza tanto da essere inutilizzabile, avrebbe almeno ritardato le nozze. La sua speranza più profonda era che il promesso sposo si spaventasse e annullasse del tutto.
Le fiamme presero corpo lentamente, ingrandendosi di colpo quando raggiunsero la resina che la principessa aveva sparso in giro. Scappò fuori spaventata in un primo momento, poi rimase ad osservare i riflessi sulle finestre.
Come aveva previsto, il fumo attirò l’attenzione delle guardie. In breve ci fu un viavai di persone e vari passaggi di secchi d’acqua per riuscire a domare ed estinguere l’incendio. Quando tutto fu risolto venne chiamata la signora Matsumoto, che scoperta la bravata decise di agire con fermezza. Fece rinchiudere la figlia in camera sua e le vietò di uscire finché non avesse dato altre direttive.
~・~
La riunione strategica era finita. Mentre i ministri e i funzionari uscivano dalla sala, Nagatsuna si diresse verso il giardino. Sapeva che lì avrebbe trovato Kiyo e voleva ammirarla per acquietare la mente.
La vita del daimyo era cambiata molto da quando l’aveva conosciuta. La giovane era rapidamente diventata il centro dei suoi pensieri e ciò aveva condizionato i rapporti con chi lo circondava. Non sentiva la mancanza di Tadashiko e Momoe la vedeva sempre più raramente.
Anche in quel momento non riusciva a evitare di pensare a cosa fare per lei. Il viso triste di Kiyo non lasciava la sua mente e, nonostante quello che la ragazza diceva, sapeva di poterle arrecare un dolore prendendo moglie. Forse non era una scelta sensata quella che stava per fare, ma non sarebbe stato capace di compiere alcuna azione che le procurasse delle lacrime.
~・~
Aoi sentiva di averci provato con tutta se stessa, ma era stanca. Voleva una vita con Kyoudai, il bambino di cui avevano parlato e la felicità che sentiva di meritare. La sua famiglia non avrebbe accettato un militare al suo fianco e lei non avrebbe accettare un uomo diverso. Ci aveva pensato a lungo e sentiva di non avere una scelta.
“Devo andare in bagno.” Disse alla serva che le portò la cena.
Fuori dalla porta c’erano due guardie che la scortavano ogni volta che aveva delle necessità impellenti. Arrivati alla stanza atta allo scopo, la serva stava per entrare con lei, ma la ragazza la fermò.
“Ho mal di pancia. Sono due giorni che soffro di stitichezza.”
La prospettiva poco allettante riuscì a far demordere la serva dal seguirla e una volta da sola Aoi poté adoperarsi a raggiungere la finestra. Non fu facile arrampicarsi con il kimono, ma era testarda e perseverante. Non doveva nemmeno prestare troppa attenzione, era già logoro. Non poteva andar via con nient’altro che l’abito che le era stato regalato dal suo amato.
Atterrò fuori dal castello e senza guardarsi indietro si diresse verso la stalla. Doveva solo raggiungerla prima che qualcuno si accorgesse della sua fuga. Per sua fortuna il quel periodo scappare dal bagno non era un classico. Prese un cavallo e si sentì libera. Libera di correre all’accampamento dei samurai con un sorriso felice sulle labbra.
Trovò Kyoudai seduto a fissare l’orizzonte pensieroso. Si sarebbe persa a fissarne i lineamenti fieri, ma era troppo agitata in quel momento. Lo chiamò energicamente mentre si scapicollava giù dal cavallo, abbandonando le redini per correre da lui. Appena la sentì, il ragazzo le andò incontro.
“Che ci fai qui?”
“Scappiamo! Sono pronta, non torno più a casa.”
“Siediti, ti devo parlare…”
L’espressione seria del ragazzo la fece accigliare. “Non vuoi più farlo?”
“Non si tratta di questo, ma tu non mi hai detto tutto di te. Non conosco il tuo nome, ad esempio.”
“Non serve il mio nome! Io sarò Kawa per sempre.”
Scosse la testa con disappunto “In effetti, anche io non ti ho detto una cosa. Il nobile per cui lavoro mi ha offerto in sposa sua sorella.”
“E tu che hai risposto?” Era sconvolta. “Perché offrire una nobile a… un soldato?” Nemmeno questo capiva.
“Perché ho conquistato dei villaggi che gli interessavano e pare che lei sia una fanciulla particolare. Troppo ribelle per essere data in sposa a un nobile. Ho visto un suo ritratto, è molto bella…”
Quell’ultima cosa, più di tutte, la colse di sorpresa, abbassò lo sguardo sentendo una fitta al cuore.
“È bella, quindi ti piace. Chi può essere?” Ci pensò e le venne quasi da sorridere “Ed io che credevo che non esistesse nessuna più ribelle di me.”
Il samurai sembrò ignorarla e continuò a parlare “Si chiama Aoi. Pare che suo fratello, il daimyo Matsumoto Nagatsuna, voglia liberarsi di lei.”
La situazione fin troppo familiare la esaltò. “Sono io! Aoi, Matsumoto Aoi! Kyou, sono io!” disse d’impeto.
“Lo so che sei tu!” Le diede un colpetto sulla fronte. “Ma non so perché tu non me l’abbia detto.”
“Perché con te volevo essere solo la ragazza che hai incontrato al fiume! Come nobildonna sorella del daimyo pensavo che non avremmo potuto stare insieme… Se avessi saputo che Tsuna volesse darmi a te, non avrei dato fuoco al luogo in cui si doveva tenere la cerimonia!”
“Che cosa hai fatto?” Non poteva essere più sorpreso in quel momento.
Aoi gli raccontò tutto quello che era successo, ottenendo risate sempre più coinvolte. “È assurdo, ci stavamo opponendo al nostro matrimonio.”
“Io e te che ci sposiamo, questa è la cosa più assurda.” Lo strinse forte perdendosi nel suo profumo prima di continuare. “Però io sono scappata di casa.”
“Devi assolutamente tornare, ho promesso a tuo fratello che ti avrei sposata e mi pagherà per farlo!”
“Non è carino da parte sua!” Ma a parte il comportamento del fratello, la notizia non poteva che renderla felice. “Vado a chiedere perdono a mia madre. Domani ci rivediamo alle rovine?”
Preso l’appuntamento, abbracciò Kyoudai e lo baciò prima di salutarlo. Sarebbe stato il colmo se proprio adesso avessero annullato il matrimonio.
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