
Cielo stellato
Serie: Il fresco profumo di fieno
- Episodio 1: Nel bel mezzo del nulla
- Episodio 2: Ci sono le maniglie dietro, lo sai?
- Episodio 3: Se tua mamma si fida…
- Episodio 4: Cielo stellato
- Episodio 5: Succo rossastro
- Episodio 6: Il mito delle metà
- Episodio 7: Nitrato di potassio
- Episodio 8: Lenzuolo color porpora
- Episodio 9: Il fresco profumo di fieno
STAGIONE 1
– Tua madre è ancora imbattibile in ambito culinario – Davide accompagna quelle parole portando le mani alla pancia, soddisfatto. Nicolò sorride, ma dà l’impressione di non aver capito di cosa si parla.
Stanno camminando fianco a fianco, attraverso il paese deserto, verso casa degli zii. Solo qualche minuto di distanza.
– Cosa vuol dire? – Chiede improvvisamente Nicolò.
– Cosa vuol dire cosa?
– Quella parola che hai detto… – Risponde imbarazzato il ragazzo di campagna.
– … culinario? – Domanda dubbioso Davide, inarcando le sopracciglia sorpreso.
Nicolò annuisce serio. Davide percepisce l’inadeguatezza che prova l’amico, perciò cerca di non fargli troppo pesare quel discorso.
– Vuol dire “riguardante la cucina”. Intendo dire che tua mamma è ancora brava, sai…
Si fermano, raggiunta la porta di casa. Il cielo stellato sopra di loro pare brillare più forte del solito, mentre un filo di vento fresco accarezza i loro corpi.
– Vorrei sapere tutte queste cose che sai tu… – Ammette Nicolò – Vorrei aver studiato.
Davide stringe le braccia al suo corpo, infreddolito forse.
– Dai, anche tu qualcosa hai studiato, non dire di no! – Il tono dell’universitario cerca di essere motivante.
Nicolò sospira, quindi afferma: – Dovresti entrare.
Davide, però, resta immobile, alzando la testa al cielo e tentando di prendere tempo. Cala un silenzio gelido tra i due, il continuo rumore lontano delle cicale fa da sottofondo.
– È colpa di quel bastardo, sai?
Distratto, Davide abbassa lo sguardo e resta in ascolto.
– Mio padre. Ha fatto di tutto per farmi bocciare… e lasciare la scuola appena potevo lavorare con lui.
Ogni parola di Nicolò sembra un concentrato di odio e rabbia repressa. Analfabetismo di ritorno, ecco il termine giusto per descrivere la condizione dell’amico. Davide si sente stupidamente in colpa per aver studiato tanti anni, riuscendo discretamente negli studi. È come se questo li separasse in due mondi inconciliabili, facendogli provare un forte senso di distacco da Nicolò.
– …lo sai che puoi ancora finire di studiare? Ci sono tante scuole serali che offrono dei corsi interessanti. – Le parole di Davide risuonano nella strada di campagna, che va a perdersi nelle vigne più avanti. Ripensandoci, inizia a chiedersi quanto sia difficile per il ragazzo comprendere ciò che gli dice. Sta usando termini tecnici o specifici?
Non ricevendo alcuna risposta, decide di sottolineare ciò che pensa davvero: – Sei bravo, potresti farcela secondo me.
Vorrebbe credergli, Nicolò. Vorrebbe credere a tutte quelle parole incoraggianti e piene di speranza. La realtà è che suo padre non glielo permetterebbe mai.
Anche Nicolò, seguendo l’esempio del giovane, alza la testa al cielo. Nonostante la via sia illuminata, le stelle si vedono nitidamente, brillanti.
Si forma un sorriso dolce sulle labbra di Nicolò.
– Quando d’estate guardo il cielo, mi chiedo se anche tu vedi le stelle come le vedo io…
Gli occhi di Davide brillano di luce riflessa, puntati verso l’amico. C’è qualcosa nei suoi lineamenti, nei suoi riccioli ribelli, nei suoi occhi che lo rende incredibilmente bello. Lo potrebbe fissare per ore.
– Provavo ad immaginare com’eri diventato… ma non ci riuscivo. – Continua, con fare pensieroso Nicolò.
– Non sono migliorato molto. – Ribatte ridendo Davide, per quanto creda davvero che l’adolescenza e l’acne gli abbiano distrutto il viso ed il corpo.
Anche Nicolò ride, tornando a guardarlo negli occhi e facendogli provare un senso di calma e sicurezza improvviso.
– Non è vero, vuoi solo che ti faccia i complimenti!
Il sorriso ebete sul volto di Davide dev’essere particolarmente buffo da vedere, visto che l’amico continua a ridere. Non sa perché, ma è felice che abbia detto una cosa del genere. O meglio, intuisce che cosa sta succedendo dentro di lui, ma non capisce come una frase tanto insignificante possa dargli qualche speranza. Maledizione a lui e all’innamorarsi sempre di maschi etero.
– Ho freddo, sarà meglio entrare… Cioè, mi farebbe molto piacere restare qui con te, anche tutta la notte… Però, ecco, voglio dire… – Stupido, stupido e ancora stupido. Ci mancava la gaffe da film romantico.
Nicolò inclina la testa verso un lato, incuriosito da come finirà quella frase.
Davide deglutisce, inspira e cerca di formare una frase sensata.
– … voglio dire che i miei zii aspettano, altrimenti sarei rimasto sicuramente a parlare con te. Sempre che a te faccia piacere – Precisa, quindi riesce a bloccarsi prima di iniziare un’altra frase senza senso. Mostra un sorriso candido mentre alza le spalle, e in risposta Nicolò ride.
La mano, poi, va a cercare quella di Davide. Le dita si sfiorano, in un tocco delicato e gentile, tiepido. Attimi di imbarazzo ed emozione, sentimenti che Davide cerca di nascondere dietro ad un’espressione serena.
Dalla mano di Nicolò viene passato al ragazzo un piccolo oggetto di legno, un pupazzetto dipinto a mano.
– Te lo ricordi? Te lo sei dimenticato l’ultima estate che hai giocato con me.
Davide è stupito e commosso. Guarda quel vecchio giocattolo, e con voce rotta dall’emozione chiede: – … e hai aspettato tutto questo tempo senza mai buttarlo?
Il ragazzo ammicca, in risposta.
– Sarebbe stato come voler dimenticare la nostra infanzia. Dimenticare te.
Davide non può trattenersi e si getta verso il giovane, stringendolo in un abbraccio affettuoso.
– Grazie. – Commenta solo, quindi stringendo in mano il piccolo e fragile ricordo, lo saluta: – Buonanotte… Domani pomeriggio ci vediamo sotto casa tua, va bene?
Non c’è bisogno che Nicolò risponda, è scontato. Gli augura sogni d’oro, sorridendo sereno. Davide vorrebbe guardarlo ancora per un po’, memorizzare ogni dettaglio del suo volto nella speranza di sognarlo quella notte. Apre la porta quindi, entrando velocemente per rendere il distacco rapido ed indolore.
Serie: Il fresco profumo di fieno
- Episodio 1: Nel bel mezzo del nulla
- Episodio 2: Ci sono le maniglie dietro, lo sai?
- Episodio 3: Se tua mamma si fida…
- Episodio 4: Cielo stellato
- Episodio 5: Succo rossastro
- Episodio 6: Il mito delle metà
- Episodio 7: Nitrato di potassio
- Episodio 8: Lenzuolo color porpora
- Episodio 9: Il fresco profumo di fieno
Come dice bene Micol, abbiamo tanto bisogno di dolcezza. Tu ne trasmetti molta attraverso personaggi che hai magicamente creato. Aggiungo, una serie scritta molto bene. Che è altrettanto importante, direi.
Non posso che essere felice per l’apprezzamento che le mie storie stanno ricevendo!
“È come se questo li separasse in due mondi inconciliabili, facendogli provare un forte senso di distacco da Nicolò.”
tutto si appiana, su altri livelli. forse quelli più importanti
Ciao Gabriele, ho iniziato oggi la tua serie e l’ho letta tutta di un fiato. É stata come una boccata d’aria fresca, di questi tempi si ha bisogno di sentir parlare d’amore. Si ha bisogno di dolcezza, pur accreditando alla vita i suoi lati più crudeli, di speranza. Non so se quello di Davide sia un sentimento completamente corrisposto: così non fosse, questa bellissima amicizia ha ugualmente il potere di far sognare. Attendo i prossimi episodi 😀
Grazie Micol per i tuoi commenti sempre molto gentili e apprezzati. Sono molto d’accordo con te, e questa serie dice tanto, secondo me, dei miei sogni e desideri d’amore.
Sicuramente Nicolò non è un tipo facile da decifrare…