Cinque paia di occhi

Serie: Erasmus


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: In un campus universitario frequentato da studenti Erasmus è stato commesso un atroce delitto. Le vite degli studenti nascondono amori, gelosie, vendette e segreti inconfessabili.

L’auto della polizia attraversava la strada deserta sotto una tormenta di neve. Il manto stradale era completamente imbiancato, nascosto dal cielo argentato e dalla lunga fila di alberi ricoperti di neve. Il sergente Kovalainen strizzò gli occhi per vedere meglio attraverso il parabrezza, azionò i tergicristalli alla massima velocità e sospirò nervoso.

«Una tormenta così, a Novembre, non si vedeva da decenni» disse rivolto alla donna seduta sul sedile passeggeri.

Il detective Helli Marin, come suo solito taciturna, era immersa nel nuovo caso che le avevano affidato.

Dalla capitale, era stata chiamata a raggiungere una sperduta cittadina nella parte centrale del Paese. Con l’indice della mano sinistra fece scorrere sul tablet le immagini del luogo del ritrovamento del cadavere.

Una giovane studentessa era stata ritrovata deceduta in un boschetto vicino al campus universitario. L’esame sul corpo aveva accertato morte per soffocamento e violenza sessuale, ma, se non fosse stato di per sé già un crimine orrendo, il corpo presentava un ulteriore segno di violenza e disprezzo per la vittima. Helli zoomò sul ventre della ragazza. Una svastica nazista era stata incisa su tutta l’area tra il pube e la base del costato. Uno scempio disgustoso e raccapricciante che apriva un’infinità di piste. La polizia locale, che aveva gestito le prime indagini, era ferma e impotente. Helli era l’ultima speranza per fare luce, e soprattutto giustizia, su quel vergognoso crimine.

«Ci sono dei sospetti, mi ha detto» disse a Kovalainen

«Sì detective» rispose il sergente continuando a strabuzzare gli occhi attraverso la tormenta.

«Cinque sospetti, per essere precisi, trova i fascicoli nella cartella.»

Helli aprì i file. C’erano i profili e le foto di cinque persone, completamente diverse l’una dall’altra. Per i suoi colleghi, tra uno, o più d’uno, di loro si nascondeva l’assassino.

Negli occhi di una di quelle persone notò qualcosa che la colpì. Fu un’impressione passeggera che cacciò via dalla mente. Non voleva minimamente essere distratta da qualcosa che potesse fuorviare le sue indagini prima di aver avuto un colloquio diretto con ognuno di quei sospettati.

«Per me sarà stato qualche studente straniero. Ubriachi marci avranno visto quella bella ragazza e l’avranno…l’avranno conciata in quel modo» dichiarò il sergente sempre più impegnato nella guida.

Helli sorrise facendo affidamento su tutta la sua pazienza.

«Cosa la spinge a questa conclusione?» chiese educatamente ma con tono distaccato.

«Mah, la Finlandia di oggi non è più quella di una volta, della mia infanzia per dire. Troppi stranieri, immigrati con una cultura diversa dalla nostra, troppa violenza, non ci sono più i valori di una volta. Non a caso questo crimine è in un campus universitario pieno di studenti stranieri, gente dell’est e del sud. Ah, rimpiango la Finlandia dei miei genitori.»

Helli ascoltò stoicamente le motivazioni, frutto più da discorsi da bar che da una seria analisi critica.

«Mia nonna mi raccontava sempre della Finlandia di cui parla.»

Il sergente si illuminò, convinto che la detective la pensasse come lui.

«Mia nonna aveva quattro fratelli e viveva in un villaggio vicino Oulu. Racconta sempre di come un suo fratello sia morto durante la Guerra d’Inverno contro i sovietici e gli altri due, appena bambini, morirono per la fame e il freddo. Lei e una sua sorella minore portarono avanti la fattoria di famiglia spaccandosi la schiena ancora ragazzine assieme alla loro madre, perché loro padre era un ubriacone violento che una notte scambiò una renna per una bella donna e provò a montarla. Trovarono il cadavere la mattina seguente completamente ghiacciato. Nessuno pianse al suo funerale» riflettè un momento e poi continuò. «A dire il vero non so se ci fu un funerale, nonna non ne ha mai fatto cenno. È questa la Finlandia che ripiange?»

Il sergente tacque e la coppia proseguì il viaggio in un silenzio naturale e desiderato da entrambi.

Arrivarono nella cittadina teatro dell’efferato crimine con gli ultimi bagliori di luce del primo pomeriggio. La neve non aveva accennato a diminuire. All’ingresso del campus universitario una folla di giornalisti e cameraman, rimasti all’aperto per così tanto tempo da sembrare pupazzi di neve, inseguì l’auto. Riprendevano, commentavano, domandavano sovrastandosi a vicenda.

Nella tranquilla Finlandia, un omicidio non era solo raro, era eccezionale e destava l’interesse nazionale, ma se era compiuto in un campus universitario internazionale e tra i sospetti c’erano studenti stranieri del programma Erasmus, allora diventava un caso politico e un potenziale incidente diplomatico, se non si stava bene attenti nella scelta delle parole. Il sergente parcheggiò in uno spiazzo colmo di cumuli di neve vicino al teatro universitario. Il detective Marin riuscì ad aprire la portiera e a scendere solo grazie all’aiuto di alcuni agenti di polizia. Si fece strada tra la folla, ignorando i media locali ed europei ed entrò nell’edificio. Un agente l’avvicinò immediatamente.

«I sospetti sono stati convocati come da lei richiesto, l’aspettano in platea.»

«Bene, mi accompagni» rispose Helli.

Seguì l’agente che la portò all’ingresso del teatro. Due poliziotti facevano la guardia all’entrata. Helli entrò e discese le scale del pavimento in legno. Nelle prime file, sparpagliati per i sedili, cinque paia d’occhi la seguirono. Scrutandovi dentro, vide rabbia e stanchezza, tristezza e delusione, confusione e paura. Solo in un paio d’occhi vide la calma e tranquillità di un freddo assassino.

Helli non lasciava mai che un pregiudizio influenzasse le sue indagini, ma in quel momento era profondamente convinta di aver già trovato quello che cercava.

«Grazie agente, da questo momento me la cavo da sola» licenziò la sua scorta, poi tornò a guardare quegli occhi in attesa.

«Iniziamo.»

Serie: Erasmus


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Discussioni

  1. Bell’inizio di serie Carlo! Sono riuscita a vedere chiaramente l’agente guidare nella tormenta di neve e la risposta della detective per zittire le sue storie sulla Finlandia di una volta l’ho proprio apprezzata! Sarà che mi era sembrato di sentire frasi che vengono ancora dette qui da noi! Ottima scrittura, complimenti. Proseguo con la lettura.

  2. Il genere “poliziesco” è quanto di più distante esista dal mio immaginario; proprio per questo vorrei provare a sfidarlo e, in futuro, scrivere una storia. Leggo nei commenti che è il tuo battesimo del fuoco e fino ad ora trovo gli ingredienti azzeccati: stimolano la mia immaginazione, ogni piccolo “gancio” ( fatto trasparire dal pensiero della detective) alimenta la mia curiosità. Anche l’ambientazione è particolare, non vedo l’ora di addentrarmi nella storia.

  3. Il “giallo” è un genere che secondo me non è affatto facile. Ci vuole mestiere nel disseminare indizi qua e là, e magari anche sviare il lettore. Quindi complimenti per aver pensato questa serie!
    L’ambientazione devo dire che mi ha catturato subito, è insolita rispetto ai classici a cui siamo abituati, ma forse segue un nuovo filone sdoganato dalle serie netflix (l’uomo delle castagne, equinox, black spot, katla……) che, quale più quale meno, mi hanno dato impressioni positive.
    Infine, scritto bene, molto scorrevole!

    1. Grazie mille Sergio! È un genere nuovo per me, ho scritto per divertirmi e imparare, vediamo se ho fatto un lavoro dignitoso alla fine 😂. L’ambientazione mi è venuta pensando davvero al campus dove sarei voluto partire per l’Erasmus ma che causa pandemia ho dovuto rinunciare. La mia prima impressione è stata appunto molto “gialla” con tutti quei boschetti e laghetti.

  4. Scritto davvero bene, anche la scelta della location è molto originale. Che io abbia memoria, solo un thriller ambientato in quei posti è uscito davvero bene: “Il senso di Smilla per la neve”. La tua tecnica sa reggere bene una storia che, sebbene intrigante, mette un poi troppa “carne al fuoco” per essere un primo episodio

    1. Ciao David! Sono felice che sei passato a leggere qui. È la prima volta che provo questo genere, e lo ammetto, mi sono divertito da matti a scrivere questa serie e creare indizi qua e là, praticamente ho scritto tutto di getto la scorsa settimana. Le prossime settimane vedremo se sono riuscito a fare qualcosa di decente, per il momento, come sempre, ogni critica è preziosa, grazie!

  5. Bravo Carlo, come sempre e anche in questa serie, te la cavi egregiamente. Forse mi sono lasciato influenzare da un pregiudizio, ma sono profondamente convinto di non sbagliarmi.

  6. Un giallo in “Finlandi´a”:
    strano caso per la polizia.
    Un bel racconto ricco,
    nel tuo giallo mi ci ficco.
    E scommetto non saremo pochi
    a legger “Cinque paia d’ occhi”,
    con la foto che è già un mistero,
    ti seguiremo per scoprire il vero.

    1. L’astinenza di Fabius gioca brutti colpi! Appena ho visto la foto ho pensato fosse perfetta 😂. Grazie Maria Luisa per aver letto anche questo racconto diverso dal mio solito, leggendo la serie di Roberto ho voluto mettermi alla prova anche io con questo giallo nell’ambiente che conosco meglio: l’Università. Spero di essere all’altezza e di raccontare bene il mistero!