“Colei che produce miele” (Capitolo speciale)

Serie: Le novelle della Luna: i sogni delle stelle


Dopo una lunga attesa il professor Leonida incontrerà finalmente Melissa. Non tutto però va secondo i suoi piani...

Melissa Greco, la famosa stilista, la stessa ragazza a cui avevo distrutto il cuore dopo essermici divertito. Prima ci separavano tanti chilometri, ora solamente una piccola porta. Perché ero lì? Che cosa dovevo dirle? Dopo averla fatta soffrire così tanto come dovevo comportarmi ora? Chissà com’avrebbe reagito lei vedendomi, forse piangendo di gioia, urlandomi contro, o mandandomi via… No, non ne ero affatto pronto, così come il mio cuore che pulsava troppo forte in petto e il mio misero animo pieno d’orgoglio.

Notai la maniglia della porta piegarsi, e lentamente questa si aprì. Io mi immobilizzai, volevo andare via, non avevo coraggio, e forse questo non mi è mai appartenuto, ma avevo timore di parlarle, di guardarla negli occhi, o anche solo averla dinanzi a me.

In un attimo comparve Melissa, e la prima cosa che pensai, ovviamente, che fosse bellissima. I suoi lunghi capelli erano raccolti in uno chignon alto, mostrando così il suo bel viso con occhi grandi, bruni, coperti da un leggero trucco, le sue lentiggini e le labbra carnose tinte di rosso. Indossava un completo nero, con una giacca e una gonna a tubino che evidenziavano le sue curve. Quando la conobbi la prima volta era una ragazzina magrolina, ora invece era una vera donna.

“Buongiorno, grazie per averci scelto, come posso esserle utile?” disse, facendo un bellissimo sorriso. Probabilmente il maritino non le aveva detto che era giunto a trovarla il professore del liceo, e non mi aveva riconosciuto. Ma com’era possibile? Avevo solamente accorciato la barba e i capelli, possibile che avesse dimenticato il mio viso?

Io in imbarazzo cercai di esprimermi con la stessa fierezza che avevo fino a poco fa, ma fu inutile “C-ciao Melissa. È passato parecchio tempo dall’ultima volta, sono il professor Niro, ricordi?”. Ero davvero curioso di vedere come avrebbe reagito a quella notizia, ma restai deluso.

Strizzò un po’ gli occhi e fece un leggero cenno con il capo, non mutando affatto il sorriso con cui si era presentata “Oh, non mi aspettavo questa visita, e lì per lì non l’avevo riconosciuta, è cambiato parecchio”.

Si accomodò dinanzi a me, e non mi salutò con calore, al contrario mantenne una certa distanza.

“Anche tu Melissa, e non posso che complimentarmi con te! Hai realizzato il tuo sogno con le tue sole forze, neanche posso immaginare quanto sia stato difficile per te. Ma dopotutto ce l’hai fatta, se si lotta per i propri sogni questi sono destinati ad avverarsi” quest’ultima frase poteva essere una buona incitazione se non fosse che l’avessi detta io, assunse così quasi un velo ironico, e non so se quello strano sorriso che fece Melissa era dovuto a questo.

Tuttavia lei non accennò nulla, e rispose scostando lo sguardo da me “La ringrazio professore. Sa, tutto questo l’ho fatto, oltre che per me stessa, primo fra tutto per realizzare il sogno di mia madre. Spero che sia orgogliosa di me come io lo sono sempre stata di lei… L’ho fatto anche per mio padre, i miei fratelli certamente, e per la mia nuova famiglia. Mi piacerebbe che i miei figli un giorno parlassero di me con orgoglio come io facevo con la loro nonna” sussurrò con un velo di tristezza.

“Lo saranno Melissa, sei una persona forte”

“Su di me grosso modo avrà sentito qualcosa, giornali, interviste. Parliamo di lei invece, come va laggiù nel paesino?” chiese, poggiando il viso su di una mano e incrociando le gambe. Guardandola così non potei fare a meno di ricordare la vecchia Melissa, impacciata quando le parlavo, o tanto emozionata quando le facevo un complimento, quando mi amava. Ora era fredda, distaccata, e chissà cosa provasse ancora per me.

Io feci un sospiro, dovevo aspettarmela questa domanda, e così risposi vagamente “Sono passati dieci anni, ma lì il tempo non cambia, la storia resta sempre la stessa”.

“In effetti è così, ma è questo il bello no?” si fermò un attimo, e poi mettendo su un sorriso mi guardò dritto negli occhi, e sembrò incendiare la mia anima con lo sguardo “Ho io qualcosa da raccontarle, ed è anche parecchio divertente per certi versi. Quest’assurdità mi ha fatto comprendere ancor di più che il destino è stato già scritto da qualcun altro, come un racconto, e forse ora qualcuno lo sta leggendo a voce alta. Ricordo che era trascorso un anno dall’inizio dell’accademia, ero in treno, stavo tornando al paese, di fronte a me c’era una ragazza. Parlando abbiamo scoperto di avere tanto in comune, il posto in cui abitavamo, il vecchio liceo, e soprattutto il fatto che un bel professore ci avesse sedotte. Entrambe eravamo perdutamente innamorate, la ragazza però è venuta a sapere che lei, professore, era addirittura sposato da ben quindici anni, io invece ero a conoscenza che fosse fidanzato. Ma è stato ancor più scioccante scoprire non tanto che ha sedotto un’altra prima di me, ma che era, o forse lo è tutt’oggi una sua abitudine avere come amanti le sue alunne…” mi spiegò lentamente, ed io ad ogni parola pronunciata, sentivo qualcosa dentro di me andare a pezzi, forse era il mio cuore, no, credo il mio orgoglio.

Misi una mano sulla fronte, facendo un profondo sospiro, non sapevo affatto cosa risponderle, volevo dire qualcosa, per scusarmi o altro, ma non riuscivo a pensare ad una sola parola adatta a quella dannata situazione. L’unica cosa che potevo fare era maledire quella coincidenza, quella ragazza di cui ora non ricordavo il nome, e probabilmente avevo dimenticato.

Melissa a quel punto ruppe il silenzio dicendo “Spero tanto per sua moglie che non la ami… Ed ora mi dica, che intendeva nell’ultima lettera con “ho trovato il coraggio di essere me stesso”?”. Ma cosa avrei dovuto dirle anche stavolta? Era una bugia, perché lei era andata avanti, era riuscita a divenire qualcuno, aveva trovato qualcuno che la amasse, ed io ero invidioso, così avevo mentito, volendo far credere che anche io dopotutto ho un pizzico di coraggio…

Melissa mi comprese anche stavolta, e annuì fra sé e sé con aria parecchio scombussolata. In quel momento la porta si aprì e comparve Biagio. Si scusò innanzitutto per averci interrotto, e poi porse ad entrambi una tazza di tè. Melissa lo ringraziò, ed in quel momento cominciarono a piovere ricordi assieme di dieci anni prima. Rividi la ragazza dolce, sensibile, romantica, piena di empatia e timida, com’era realmente. Il modo in cui ora guardava il marito mi ricordò come mi guardava la prima sera che siamo usciti assieme, per andare a vedere le stelle, occhi innocenti ed innamorati che ora non rivolgeva più a me. No, Melissa non era cambiata, era cinica solamente con me, per ovvie ragioni.

Biagio ci lasciò soli, chiudendo la porta alle sue spalle, e così Melissa sussurrò quasi ironicamente prima di fare un sorso “Professore, perché è venuto qui?”. Come lei, anche io me lo stavo chiedendo da quando ho deciso di entrare qui, e tuttavia ancora non ne ho idea, forse avrei dovuto ascoltare quel gatto…

Serie: Le novelle della Luna: i sogni delle stelle


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Amore

Discussioni

  1. Citando Emilio Fede, “cheffiguradimmerda”.
    Il povero (nel senso di meschino) Leonida ha veramente incassato un bel colpo. E ora scopriamo che era un suo “vizio”, se così si puà dire, quello di sedurre le sue alunne. Che Melissa non è stata la prima, e forse nemmeno l’ultima. Anche se viene da pensare che con lei fosse in qualche modo diverso.
    Non mi aspettavo questo colpo di scena, con la figura del professore che ne esce davvero a pezzi.

    1. Hahahah esatto 🤣🤣. In un certo senso questo “vizio” era già stato svelato nella terza coppia nel dialogo fra i 2 professori. Ora però è reso esplicito

  2. Hai scritto due librick molto diversi tra loro, uno più rock e on The road mentre questo ha il gusto più classico e una tecnica secondo me molto migliore… sono due facce della stessa medaglia e non sarebbe male unire questi due stili in un unico « stilnovo » chez dodger

    1. Grazie mille per il commento! Ammetto che preferisco la terza persona, le avventure ecc. Questa storia è molto più “psicologica”, nel senso che al centro vi è la psiche del personaggio, tutti i suoi pensieri, ecc, quindi potrebbe sembrare più “precisa” e magari “matura”. Non ci avevo mai pensato ad unire i due stili, può essere che non ne sono capace hahaha. Però mi annoierebbe molto scrivere un’avventura con la solita storia amorosa 😆

    1. Ti confesso che ho creato io il personaggio e neanche a me sta particolarmente simpatico 😆. Però alla fine esistono questi tipi di persone, e scrivo anche di loro