Come la fenice (Parte 2)

Serie: AURA


Mi voltai, e vidi Harshman che afferrava Pam dai capelli, con il suo pugnale d’argento puntato sulla sua gola.

Non ci potevo credere. Entrai per un momento nel panico. Ai lati opposti del giardino c’eravamo io e lui, la mia nemesi. Tutto attorno il caos. 

Pam aveva le lacrime agli occhi, il suo petto si alzava e abbassava velocemente.

Ti do un’ultima occasione, Aura” sogghignò Harshman, convinto di avere già vinto.

Pam si agitò nel tentativo di liberarsi. 

VA’ VIA! SCAPPA, AURA! SCAPPA!” la sua voce era stridula e disperata.

Harshman fece segno alle guardie di inseguirmi. Guardai per un’ultima volta Pam. Una promessa era una promessa.

Cominciai a correre più veloce che potevo, facendomi spazio tra i miei compagni. Mi mancava il fiato, eppure le gambe giravano a più non posso, facendomi allontanare sempre di più. Le lacrime che sgorgavano dai miei occhi si smaterializzavano al vento.

Riuscii a seminare le guardie e a salire sulla quercia accanto all’ingresso del Collegio. Dalla sua cima potevo godere di un’ottima visuale, nascondendomi tra le fronde.

Le guardie avevano cominciato ad appiccare il fuoco, creando ancora più scompiglio.

Al centro, da soli, rimanevano soltanto Harshman e Pam.

Strattonandola, la trascinò verso gli spalti.

Ti credi furba, eh? Pensi di essere migliore di me, la paladina della giustizia dell’intera Feckley” urlò lui, rivolgendosi a me, guardando tutto intorno a sé, come se volesse raggiungermi con le sue parole ovunque io fossi.

I singhiozzi di Pam risuonavano tra le mura dell’anfiteatro vuoto.

Ecco cosa succede se mi disubbidisci” urlò più forte, esaltato dal potere che sentiva di possedere con il suo pugnale tra le mani. La stessa sensazione che avevo provato anche io alcuni attimi prima.

Afferrò il manico con la mano sinistra, mentre con la destra tirava verso il basso i lunghi capelli biondi di Pam, inarcandole maggiormente la schiena. Con un colpo deciso, la trafisse da dietro in profondità, estraendo dopo pochi secondi la lama ricoperta di sangue.

Mi mancò il respiro.

Quasi con fastidio, lasciò la presa su di lei. Il suo corpo senza vita cadde in terra, aggrovigliandosi su se stesso.

Harshman fece qualche passo avanti. “Ovunque tu sarai, Aura Stonegold, io ti troverò, e ti darò finalmente il destino che ti spetta. Ricordati di tutto questo, ricordati quanto male tu abbia fatto all’intera città” ruggì, con l’obiettivo di farmi sentire in colpa, perché infastidito di aver perso contro la ragazza che lo aveva umiliato in diretta nazionale, quella che si era sempre ribellata al suo potere, e che aveva appena fatto crollare parte della sua supremazia. 

Mi sentivo anche io trafitta in modo inguaribile. Dalla mia anima si sprigionò un dolore che non avevo mai conosciuto, travolgendomi completamente. Poi, disperazione, rabbia, odio.

Lo osservai allontanarsi sulla navetta mentre il fuoco brandiva la vegetazione e il corpo di Pam, carbonizzandolo per sempre.

Ero senza forze. Una parte di me era morta con lei.

Piansi talmente tanto, da quel giorno in avanti, da perdere il conto delle lacrime, delle urla, dei pugni in terra fino ad aprirmi le nocche, delle volte in cui si ripeteva nella mia testa quella scena.

E ora ero lì, ad Hirundo, sette anni dopo.

Ripensai alle parole di Pam: “Sii come la fenice. Risorgi dalle tue ceneri.”

In effetti, vederla spegnersi sotto ai miei occhi fu una scena che ridusse la mia anima in una poltiglia di ceneri. Negli anni, mi ero promessa di vendicare la mia famiglia ma, soprattutto, lei: il mio barlume di speranza, la mia luce nell’oscurità, il mio faro durante il naufragio.

Tra le macerie di ciò che rimaneva di me stessa, si accese una scintilla dalla quale si sprigionò un fuoco, un’energia nata dalla sofferenza di tutta una vita. Mi ero trasformata in fenice, e ora nessuno avrebbe più potuto fermarmi. 

Serie: AURA


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. “Mi sentivo anche io trafitta in modo inguaribile. Dalla mia anima si sprigionò un dolore che non avevo mai conosciuto, travolgendomi completamente. Poi, disperazione, rabbia, odio.
    Lo osservai allontanarsi sulla navetta mentre il fuoco brandiva la vegetazione e il corpo di Pam, carbonizzandolo per sempre.
    Ero senza forze. Una parte di me era morta con lei.
    Piansi talmente tanto, da quel giorno in avanti, da perdere il conto delle lacrime, delle urla, dei pugni in terra fino ad aprirmi le nocche, delle volte in cui si ripeteva nella mia testa quella scena. ”
    …mi sono commossa anch’io…ho sentito l’emozione di ogni parola ed il dolore per la sua morte…