
Come una libellula nel vetro
Serie: Le mille vite di Mary
- Episodio 1: Perdente
- Episodio 2: Un giorno speciale
- Episodio 3: Ciò che vuole la mia mente
- Episodio 4: Come il vetro
- Episodio 5: Intrappolata nella rete
- Episodio 6: Il leone e la libellula
- Episodio 7: Vampire
- Episodio 8: Qualche verità scomoda
- Episodio 9: Il parco dei ricordi
- Episodio 10: The Broken
- Episodio 1: Jacksonville, Florida …
- Episodio 2: Stallo
- Episodio 3: Genitori e figli
- Episodio 4: Il fuoco della rabbia
- Episodio 5: La voce della verità
- Episodio 6: Ti prego non dirlo
- Episodio 7: Come una libellula nel vetro
- Episodio 8: Sei anni dopo
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Mentirei se non dicessi che il silenzio di Mary mi aveva fatto preoccupare e anche molto.
Le mie giornate erano diventate monotone, il che era paradossale considerando il fatto che avevo scoperto da poco di avere una figlia, mi ero trasferito dall’altra parte del mondo e avevo rincontrato l’amore della mia vita. Lo so, parlando così sembro uno di quei protagonisti trash dei romance che tanto piacciono alle adolescenti, ma purtroppo era la mia realtà, mi ero innamorato di Mary a sedici anni e non l’avevo mai dimenticata.
Quella mattina era iniziata come una delle tante, da quando mi ero sistemato in Italia: doccia, colazione, divano e computer con le pratiche da lavorare per l’imminente consiglio d’amministrazione, che vista la distanza, sarebbe stato il mio primo in videoconferenza.
A metà mattinata decisi di prendermi una pausa e farmi una tisana rilassante, faticavo a concentrarmi perché avevo la mente fissa in Mia e Mary. Erano giorni che non le sentivo; chiamavo, ma nessuno mi rispondeva, avevo una brutta sensazione perché era accaduto anche in passato e avevo perso Mary, ma questa volta non potevo permetterlo, perché non si trattava di perdere solo l’amore, adesso c’era anche mia figlia in ballo ed ero cosciente del fatto che se Mary mi avesse nuovamente allontanato da lei, quell’amore si sarebbe trasformato in odio.
Stavo per rimettermi a lavoro, quando sentii il suono acuto del mio campanello.
Strano, pensai mentre aprivo la porta e il cuore prese la rincorsa quando vidi chi c’era oltre l’uscio.
– Mary – la voce mi uscì in un sussurro che era a metà tra un lamento e uno squittio – ho provato a chiamarti.
– Lo so.
– Vieni, entra.
Mi spaventai quando iniziò all’improvviso a singhiozzare. D’istinto l’abbracciai, la strinsi forte a me e mi accorsi solo in quell’istante che le sue mani erano occupate, reggevano un portagioie di vetro.
– Mi odierai – disse allontanandosi da me.
– Non l’ho fatto nonostante tutto quello che è successo … stai tranquilla, ti prego smetti di piangere.
La feci entrare, lei face dei respiri profondi, poi posò il portagioie sul tavolino dinnanzi al divano e si sedette invitandomi a raggiungerla.
– Cosa vedi lì? – mi chiese indicandomi l’oggetto che aveva appena posato.
– Un portagioie.
– Guarda meglio – insistette – è solo un portagioie?
Osservai meglio e vidi che conteneva un piccolo ciondolo al suo interno, così sempre più confuso rettificai quanto avevo appena detto, aggiungendo quel dettaglio.
– È un ciondolo a forma di libellula – mi rispose lei con sguardo assente – me l’ha regalato un caro amico, a cui ho fatto del male perché sono un’egoista.
Provai un’istantanea fitta di gelosia, ricordavo di averla vista accanto a un ragazzo dai capelli rossi la sera dell’evento all’Hotel Del Mare, prima del nostro bacio.
– Devo essere geloso? – chiesi pur sapendo di non aver alcun diritto di porre quella domanda, mi aspettavo infatti una risposta tagliente, invece sorrise mesta e scosse il capo.
– Sai finalmente ho capito perché non ti ho detto di Mia – la sua voce era strozzata, era come se dire ogni parola le costasse una fatica immane.
– Dimmelo.
Lei si limitò a indicare nuovamente il portagioie.
– Il mio amico mi ha sempre paragonata a una libellula – respirò e soffocò un singhiozzo prima di continuare – non riuscivo più a trovare il ciondolo e mi dispiaceva, l’ho cercato dappertutto, finché mia madre si è ricordata che l’aveva messo nel mio portagioie mentre spolverava.
– Ok – dissi sempre più impaziente, avevo aspettato giorni per avere una risposta e ora sentivo che stava divagando – cosa centra tutto questo con Mia?
– C’entra ogni cosa – disse agganciando il suo sguardo, pieno di colpa, al mio – quando ho visto il ciondolo in quel portagioie, ho capito quanto sono stata egoista Adam. Ti ho sempre paragonato al vetro, perche tu proteggi, ma sai essere tagliente se ferito. Ora dimmi cosa vedi?
Mi indicò nuovamente il portagioie di vetro, che a questo punto per lei ero io, che conteneva il ciondolo a forma di libellula. Cercai di dare un senso, provai a leggere tra le righe perché vedevo la fatica che stava facendo, ma non riuscii a comprendere quello che stava provando a dirmi.
– Non capisco.
Lei scoppiò a piangere nuovamente, ma mi allontanò quando provai ad abbracciarla.
– Guarda meglio Adam … il vetro sta proteggendo, oppure sta ingabbiando quella libellula? La verità è che io non ti ho detto di Mia per paura di perdere la mia libertà e mi dispiace così tanto.
Per un attimo restai impietrito, poi un senso di malessere si propagò dalla bocca del mio stomaco fino ad arrivare alla mia gola e lì esplose in un urlo sordo.
Se la rabbia fosse stata la mia principale emozione in quel momento, questo sarebbe stato più facile da sopportare, invece riuscivo a provare solo un miscuglio di delusione e dolore.
– Mi dispiace tanto Adam, io ti amo, forse è tardi per dirtelo, ma almeno una volta dovevo farlo, mi dispiace tanto per tutto.
Fece per alzarsi, conoscendola sapevo che voleva scappare, ma glielo impedii, perché la mia mente aveva processato la sua dichiarazione.
“ Ti amo”
Quante volte, da ragazzo l’avevo sognata mentre me lo diceva.
L’orgoglio mi urlava di non badarci, di non dare importanza a quelle due paroline, cercava di convincermi del fatto che fossero false e prive di valore; ma conoscevo Mary e sapevo che nonostante tutto non mi avrebbe mai mentito su quello, mi amava e questa consapevolezza riuscì ad attenuare pian piano il mio dolore.
– Non ti prometto di dimenticare domattina tutto quello che è successo – le dissi con un piccolo sorriso incoraggiante – però ti assicuro che per me il fatto che tu mi ami è sufficiente per provarci, perché ti amo anche io da sempre.
Presi le sue mani tra le mie e in quell’istante, mentre nasceva in lei un accenno di sorriso tra le lacrime, mi sentii a casa, per la prima volta dopo anni.
Serie: Le mille vite di Mary
- Episodio 1: Jacksonville, Florida …
- Episodio 2: Stallo
- Episodio 3: Genitori e figli
- Episodio 4: Il fuoco della rabbia
- Episodio 5: La voce della verità
- Episodio 6: Ti prego non dirlo
- Episodio 7: Come una libellula nel vetro
- Episodio 8: Sei anni dopo
Dalla mia adolescenza in poi, e fino a oggi, ho sempre creduto che la liberta` individuale sia un valore assoluto. Nessuno ci puo` costringere, nessuno puo` toglierci la facolta` di scegliere e di sbagliare, in nessun momento della nostra vita. Vale la pena, per amore, di sacrificare qualcosa, di raggiungere qualche compromesso, di limitare i nostri spazi, il nostro tempo e i desideri, per condividere cio` che unisce due cuori e una “capanna”?
Credo proprio di si. Mary e` giovane, ma ha gia` vissuto tante esperienze e sta scoprendo che un legame d’ amore puo` valere tanto e puo` mettere le ali, senza sentirsi prigionieri/e di nessuno.
Mary, percio`, ha tutta la mia comprensione. Adam – ragazzo esemplare – tutta la mia stima.
Grazie mille per il tuo commento ❣️
Anche io la penso come te … ho sempre pensato che per amore si debba fare “qualche sacrificio”, ma che se l’amore è vero ne vale la pena … dall’altra parte la libertà è la nostra più grande ricchezza e in questo episodio ho provato a rendere questo dualismo
Questo episodio va molto oltre il semplice racconto. Il fatto che sia raccontato da Adam mostra una profonda comprensione della complessità del rapporto fra Adam e Mary (ma perché non chiamarla Eve?). Mostra la capacità di capire il punto di vista di chi subisce quella complessità, cercando di venirne a capo ed adattarsi nonostante tutto.
So che è un luogo comune, ed è forse strano che sia una uomo a ripeterlo, ma lo ammetto: è veramente così che vanno le cose.
Complimenti per la visione chiara e dettagliata. Ora ne ho le prove, voi donne fate solo finta di non capire che ci tirate matti…
Grazie ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️