Confessioni
Serie: Amore o Sesso
- Episodio 1: Lei e Venezia
- Episodio 2: Chi siamo realmente?
- Episodio 3: Un po’ più in là…
- Episodio 4: Sentimenti e pulsioni
- Episodio 5: Confessioni
- Episodio 6: Scintille
- Episodio 7: Esplosione
- Episodio 8: Guarigione
- Episodio 9: Comprensione
- Episodio 10: Riflessioni
STAGIONE 1
Quella giornata proseguì tra risate e discorsi assurdi, quasi Robi e Lara iniziarono a discutere. Avevano due caratteri estremamente diversi eppure qualcosa li accomunava, ma non capivo cosa potesse essere.
La sera cenammo a casa di Robi, un delivery ci portò un hamburger dal pub dove lo prendeva sempre lui, era pienissimo di condimenti e in poco tempo eravamo già sazie, mentre lui continuava a ingurgitare.
Robi era indubbiamente un tipo, rasato, baffetto, fisico ben piazzato e un fare da professore. Si vestiva in modo casual, un paio di jeans e una maglietta aderente che in casa non teneva mai. Puntualmente lo trovavo a petto nudo, anche in inverno, ogni volta che lo guardavo non riuscivo a togliere gli occhi da suo fisico perfettamente delineato. Se vogliamo precisare era un body builder, uno di quelli però che allenano anche le gambe oltre al busto. Era un tipo egocentrico, anche fin troppo.
Io e Lara scendemmo al pub a prendere due drink da asporto e tornammo a berli in casa, Robi era astemio e non fosse mai che bevesse un goccio di alcool.
Quella sera Robi iniziò a raccontare della sua idea di relazione aperta e di come fosse tentato di fare la vasectomia, noi ridevamo, senza prendere sul serio niente del suo discorso, eppure lui era serissimo.
“Ma dai Robi, la vasectomia? E se un giorno incontrerai una bella fanciulla e deciderete di avere dei figli?” gli dice Lara.
“Impossibile, è irreversibile e comunque io figli mai, assolutamente!”
Continuò così il discorso, tra risate e battute, che senza rendercene conto fu presto mezzanotte e mezza. Io iniziai ad essere stanca, allora Robi mi disse di stare pure sul divano a dormire, nel mentre andò a prendere una coperta in camera, lo sentii aprire l’armadio ed una volta tornato mi coprì con premura.
“Andiamo in camera” lo sentii sussurrare a Lara.
“Ok” rispose lei con voce flebile.
Mi addormentai velocemente, ma con il pensiero di quanto fosse strana quella situazione. Robi, che le donne nel suo letto le voleva solo per scopare, non era per niente il tipo da portarsi una ragazza in camera, eppure con Lara successe.
Il giorno dopo lui si svegliò presto, fece un po’ di rumore svegliando anche me. Quando capì di avermi svegliato, prese la sua tazza di tè, mi spostò le gambe e si sedette sul divano.
“Buongiorno, come stai?” gli chiesi con la voce ancora assonnata.
“Tutto bene direi, una nottata un po’ diversa, ma ci stava.”
“Cos’è, hai dormito per terra?” gli dissi ridacchiando, mentre mi stiracchiavo allungando le gambe su di lui.
“Proprio no, non dormivo con una ragazza da mai, ma sono crollato e il sacco a pelo non ce l’ho ancora. Non mi andava di dormire a terra.”
Risi, tappando la bocca con le mani per non rischiare di svegliare Lara.
“Forse però devo dirti una cosa, mi scoccerebbe se venissi a scoprirla in un altro modo” dicendo queste parole si fece serio, io mi sollevai, incrociai le gambe e gli dissi di parlare.
“Bè, Ami, diciamo che è successo qualcosa.”
Io spalancai gli occhi, in me si fece vivo un sentimento strano, qualcosa che passava dalla collera alla delusione come una pallina da ping pong. Avrei voluto urlare, ma decisi di limitarmi ad avere un tono sostenuto per non svegliare Lara.
“Ma che cazzo dici! Te la sei scopata?”
“Era sbronza e si è bloccata prima di farlo.”
“Cosa è successo allora?”
“Me lo ha solo succhiato, non sono riuscito nemmeno a leccargliela.”
“Sei uno stronzo!”
“E va bene, cosa dovevo fare? Aspettare di fare una cosa a tre? Comunque le tette in silicone non mi piacciono! Meglio le tue.”
“Vaffanculo!”
Mi alzai e vestendomi gli dissi di pensarci lui a portarla a casa. Uscii senza far caso alla porta che sbattè chiudendosi velocemente.
Passò qualche giorno prima che decidessi di perdonarlo, lui continuava a scrivermi ma io non volevo saperne nulla e Lara non mi diceva niente.
Non sapevo cosa mi facesse stare più male, se quello che avevano fatto, il fatto che lei non me lo venisse a dire o forse il fatto che per lei provavo qualcosa e mi sentivo tradita e delusa.
Un giorno non ci capii più niente, le parlai chiedendole cosa fosse successo quella notte.
“Niente, Ami. Abbiamo chiacchierato e basta, poi mi sono addormentata.”
“Dimmi la verità Lara, non mi incazzo ma dimmela!”
“Non so che idee tu abbia per la testa.”
“Gli hai fatto un pompino si o no?”
“Ma che cazzo ti ha detto?!”
“Eri sbronza, potresti averlo dimenticato!”
“Ameliè, basta! Non sono affari tuoi.”
“Se lo dici tu.”
“Cos’è sei gelosa del tuo professorone? Tienitelo, io non me ne faccio niente.”
“Non credo proprio di essere gelosa di lui cara la mia Lara.”
Presi e scesi dalla macchina di Lara come una furia e me ne andai. Quel giorno non la sentii più e nemmeno i giorni seguenti.
Parlai con Robi e mi disse che avevo esagerato.
“Ci parlo io con lei” mi disse rassicurandomi.
Un giorno Lara mi scrisse di vederci, aveva una cosa da farmi vedere. La incontrai e le chiesi scusa.
“Non preoccuparti, è acqua passata.”
Lei mi fece strada ed entrammo in un appartamento, piccolo ma molto carino, era un po’ da sistemare.
“Allora che ne dici della mia nuova casetta?”
“Bellissima, potremo stare anche qui qualche sera allora.”
“Sì, aspetta che la sistemo prima però.”
“Hai ragione.”
“Visto che è vuota ancora, che ne dici se pranziamo insieme?”
“Non ho molta voglia di uscire.”
“Allora ti preparo io qualcosa di buono a casa tua, che dici Ami?”
“Va bene dai.”
Andammo a casa mia e io passai il tempo a guardarla cucinare. La trovavo stupenda e un brivido ancora mi pervase dentro.
Dopo pranzo ci sdraiammo sul divano una accanto all’altra, stavamo un po’ strette ma stavamo bene, io le dissi che dovevo parlarle.
“Dimmi Ami.”
“Volevo chiederti scusa per come mi sono comportata, ma ultimamente non ci capisco più niente.”
“Scusami tu se sono sparita, ma non ho capito che cazzo ho fatto di sbagliato e ci sono rimasta male.”
“Non è facile spiegartelo in realtà. Semplicemente mi ha dato fastidio che ti fossi concessa a lui in qualche modo.”
“Ma Ami, è capitato e mi sono fermata perché tu eri nell’altra stanza e mi dava fastidio.”
“Ti ringrazio ma il fatto è un altro.”
“Cosa c’è, dimmi!”
“Lara a me tu piaci, avrei voluto esserci io al posto suo e davvero è estenuante questa situazione non ce la facevo più a tenerlo per me.”
“Ami, ma che cosa…”
La baciai, non c’era altro da fare per farle capire quanto fosse importante per me…
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- Episodio 9: Comprensione
- Episodio 10: Riflessioni
Ciao Annalisa, il tuo racconto continua ad intrigarmi per la caratterizzazione davvero singolare dei protagonisti, brava.
Grazie mille Nyam! Cercherò di fare del mio meglio per mantenere questo filo.
Brava Annalisa, continuo a leggerti molto volentieri anche perché lo si fa davvero tutto d’un fiato. I dialoghi sono frizzanti e la situazione intrigante. Mi piace molto il linguaggio che è veramente vicino alla realtà. Direi che tutta la storia è davvero molto vicina alla realtà.
Grazie mille Cristiana! Apprezzo molto questo commento perché è esattamente quello che voglio trasmettere e a quanto pare ci sto riuscendo! Grazie davvero!