Cruelty free

Gaia è uno splendido cucciolo di volpe bianca nato in cattività. Insieme alla  sua mamma di nome Bimba, vive in un orribile allevamento, sporco e freddo. Il loro inevitabile destino è quello di diventare presto una pelliccia. Bimba cerca di evitare in tutti i modi che la sua cucciola capisca dove si trovi realmente. Da principio per un po’ ci riesce.

Gaia cresce bene e gioca tutto il giorno con i suoi amici Bingo, un cucciolo di coniglio e Birba, anch’ella un cucciolo di volpe ma, a differenza del pelo di Gaia, il suo è di colore rosso.

Gli animali trascorrono la maggior parte della giornata all’interno di anguste gabbie, troppo piccole per ospitare quel gran numero di esemplari. Gabbie arrugginite e sporche.

Tuttavia Birba non si lamenta mai ed è felice di vedere che il suo cucciolo riesce a giocare con gli amici, anche essendo immobilizzata nella gabbia.

Gioia, una bambina di otto anni, figlia del proprietario dell’allevamento, abitando vicinissimo, si reca spesso in quel luogo per giocare con gli animali. Naturalmente ignora quale sia il destino delle bestiole. Per ordine di suo padre, tutti coloro che vi lavorano, cercano di evitare l’argomento in sua presenza.

É per merito della bambina che Gaia è stata chiamata in quel modo; è stata lei a sceglierlo, poiché le ricorda molto il suo nome.

Gioia adora gli animali ed essi la ricambiano con altrettanto affetto. Il rapporto che ha con ognuno di loro è speciale e quello che condivide con Gaia è il più stretto.

Un bruttissimo giorno, Bingo e Birba, lasciati liberi per un po’ nel cortile, entrano in una stanza che non avrebbero mai dovuto vedere e scoprono le verità su ciò che accade realmente nell’allevamento.

Sconvolti, decidono di rivelare la verità anche a Gaia, la quale è terrorizzata e non riesce a reagire.

Bingo e Birba invece non accettano passivamente il loro destino e studiano immediatamente un piano per fuggire dall’allevamento.

Per poterlo mettere in atto però hanno bisogno dell’aiuto di Gioia.

Senza la presenza di un umano infatti non potranno mai aprire le porte delle gabbie ed i cancelli, i quali vengono controllati elettronicamente da una centralina.

Gaia, ripresasi un po’, racconta a Gioia la verità sull’allevamento e ciò che avviene al suo interno. La bambina però si rifiuta di credere agli animali:non può accettare che nell’allevamento di suo padre essi vengano  uccisi. Gli adulti le hanno sempre fatto credere che gli animali venissero venduti a persone intenzionate a tenerle con sé.

Avendo solo otto anni e credendo ciecamente al genitore, non ha mai messo in discussione la parola di suo padre.

La bambina, arrabbiata e in lacrime, corre a casa.

Birba e Bingo si pentono di averla messa al corrente, pensando che non si sarebbero mai dovuti fidare di un umano, ma Gaia ritiene che alla bambina serva solo del tempo per accettare la realtà.

Quella sera infatti Gioia non riesce a dormire a causa di ciò che le è stato detto. Capisce che i suoi amici sono realmente in pericolo e che tocca a lei fare qualcosa per aiutarli.

Uscita di nascosto, segue uno degli uomini che lavorano nell’allevamento, riuscendo ad entrare in una bruttissima stanza dove non sarebbe mai voluta entrare.

Uscita inorridita e sconvolta da quel luogo, corre dai suoi amici animali per dire loro che li farà scappare da lì.Non c’è tempo da perdere e quindi si prepara ad agire.

La sera seguente, complice una notte scurissima, la bambina esce senza farsi vedere e s’intrufola nella stanza di controllo delle gabbie. Fortunatamente non le è mai stato interdetto l’ingresso in quella stanza che lei conosce bene, quindi è perfettamente in grado di premere i bottoni giusti.

Sa di avere i minuti contati e sa che aprendo tutte le gabbie contemporaneamente, apre anche i cancelli, in modo che gli animali siano liberi il più velocemente possibile.

Approfittando della momentanea assenza del sorvegliante, gli animali riescono a fuggire rapidamente e senza intoppi. In pochissimi minuti l’allevamento si svuota.

Quando viene dato l’allarme è ormai troppo tardi. Gli animali sono in salvo, liberi nel bosco che circonda l’allevamento.

Gioia torna di soppiatto nel suo letto. È orgogliosa di aver dato la libertà a quelle povere creature. Se gli adulti le daranno la colpa sarà fiera di sé ed affronterà le conseguenze a testa alta. Salvare delle vite è importante e anche se piccola, Gioia lo ha capito bene. Nessuno ha diritto di uccidere e men che meno di farlo impunemente.

Non ci sarà comunque bisogno di attendere una punizione. Nessuno scoprirà mai che è stata lei ad aprire tutte le gabbie.

La colpa viene attribuita ad un’anomalia del sistema. Inoltre nessun adulto è al corrente che la bambina ha saputo la verità.Tutti credono che lei sia ancora beatamente all’oscuro dell’orrore perpetrato per anni.

Nel frattempo Bimba, Gaia, Bingo e Birba sono già parecchio lontani e trovano rifugio presso un gruppo di cinquanta cani che vivono nel bosco.

Il gruppo accetta i nuovi arrivati con piacere ma una volta saputo dell’allevamento e di ciò che vi accade al suo interno, scoppia l’inferno.

I cani infatti, costretti a scappare da tempo per via degli uomini che non li vogliono, non accettano che l’allevamento uccida impunemente gli animali. Vogliono mettere l’uomo di fronte alle proprie colpe, alla realtà di far nascere e vivere in gabbia delle povere creature, per poi ucciderle crudelmente e senza ragione.

Il giorno seguente,tutti gli animali scappati, uniti al gruppo dei cani randagi, torna indietro per regolare i conti,per dare all’uomo un insegnamento.

All’alba, un gruppo di circa cento esemplari tra cani e volpi, circonda l’allevamento. Gli uomini che vi lavorano, increduli, aprono i cancelli pensando che le volpi non sapendo dove andare, vogliano rientrare.

Gli animali entrano rapidamente, bloccano le vie di scampo e riescono ad accerchiare i pochi uomini dell’allevamento. Essi, trovandosi una volta tanto dall’altro lato, terrorizzati, corrono a rifugiarsi all’interno delle gabbie. Gioia, che ha seguito tutta scena, chiude le gabbie. Anche suo padre fa parte del gruppo imprigionato.

Ora, spaventati, con le pupille dilatate e la gola secca, senza sapere cosa accadrà loro, gli uomini si guardano l’un l’altro spaesati.

Forse non capiranno fino in fondo il dolore che hanno inflitto ai poveri animali dell’allevamento, ma almeno in parte lo vivranno sulla propria pelle.

Purtroppo l’uomo è una specie che è spesso costretta a provare per credere.

Il padre di Gioia, infatti, turbato dagli avvenimenti e soprattutto sconvolto, sente di dover fare ammenda. Non può più fare nulla per gli animali uccisi crudelmente nel suo allevamento, ma può rinunciare a mandare avanti l’allevamento, scegliendo un lavoro più umano.Un lavoro che gli permetta di essere un uomo migliore, per sé stesso e davanti agli occhi della figlia.

Le volpi sono così lasciate andare definitivamente ed insieme ai cani scappano nel bosco dove vivranno libere per sempre.

Gli unici animali rimasti sono Gaia, la sua mamma ed i suoi due amici Birba e Bingo.

Il padre di Gioia per tentare di farsi perdonare (almeno in parte) li terrà con sé.

Sua figlia crescerà insieme a loro, e non dovrà più temere che sia fatto loro del male.

L’allevamento oggi non è più tale. Non è più una fabbrica di morte, bensì un rifugio per animali. Un luogo pulito, sicuro ed accogliente dove trovano casa animali di ogni tipo: cani, gatti, conigli, tartarughe, uccellini, iguane. Qualunque animale è benvenuto, curato, accettato e soprattutto rispettato.

Gioia ora rispetta il lavoro di suo padre ed è fiera di lui. Lo aiuta spesso e sa che il rifugio ci sarà per sempre.

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Questo racconto non so perché, mi ha trascinato ai tempi in cui da piccina leggevo le favole di Esopo. È un racconto con un insegnamento ben preciso, con una morale, perfetto per adulti e bambini. Bello, mi è piaciuto molto!

    1. Vanessa sono molto onorata per il paragone con Esopo. Se anche alla lontana te l’ho ricordato, faccio i salti di gioia!!!!! Amo moltissimo gli animali e la mia intenzione era di raccontare quello che purtroppo accade nella realtà, senza entrare troppo nei dettagli. Sentivo la responsabilità di parlarne ma di renderlo accessibile a tutti. Grazie ancora per il tuo commento che ho apprezzato moltissimo.

  2. Non lo avevo ancora letto, è una bella favola che inquadra quanto il rapporto tra uomo e animale deve necessariamente cambiare, in modo da trattarli come nostri fratelli con cui condividere il nostro mondo… bello davvero…

    1. Grazie Antonino,apprezzo molto il tuo commento e lo condivido. L’uomo spesso non rispetta abbastanza gli animali. Per fortuna tanti invece lo fanno ed è a loro che dedico questa favola con la speranza che diventi una realtà per tutti gli animali.

  3. Un argomento toccante ma gestito molto bene, complimenti. Sembra davvero una fiaba, è scritto in modo semplice e chiaro e lo rende adatto anche ai più piccoli. Ottimo lavoro!

  4. Una storia raccontata come una fiaba… Quasi vedo una nonna e dei bambini scaldarsi al caminetto con questo racconto di sottofondo.
    Attenta agli errori di battitura, una buona rilettura del racconto, possibilmente dopo che “ha riposato” per qualche giorno, aiuta sempre ad individuarli e correggerli.
    Alla prossima lettura.

    1. Grazie Giuseppe infatti è così. L’argomento è duro ma raccontato in forma di favola diventa adatto anche ai più piccoli. Il lieto fine era d’obbligo, perché se nella vita non sempre c’è almeno nei racconti è possibile. Sono felice che ti sia piaciuta.