
Dammi mille baci
Un bacio. Poi un altro. Mi dici “non capisco” tra un sospiro e l’altro, “siamo amiche” eppure non smetti di baciarmi “ma io ti voglio”.
Un giorno di neve mi hai dato la mano per farmi sentire quanto fosse fredda “non sono abituata a queste temperature, nel mio paese non nevica mai”. Era gelata, “vieni, mettila nella mia tasca”. Da quel momento ho guardato spesso le tue mani, le dita lunghe e magre, un semplice anello d’argento sempre presente sull’anulare destro “un regalo di mia sorella” mi hai rivelato una sera, ricordo di aver sospirato di sollievo.
Poi ho notato la tua risata: spontanea e leggera. Gli occhi a mandorla che si socchiudono e la testa leggermente piegata all’indietro. In quel momento ricordo di averti osservata un po’ più a lungo del solito, per la prima volta non ho pensato a te come un’amica.
“Che ne dici di venire a cena da me? Mia madre mi ha inviato un pacco da casa, posso farti una cena tipica”. Il tuo appartamento era semplice, come il mio, d’altronde entrambe vivevamo da sole solo da qualche mese, trasferite in un paese straniero per studio, non c’era motivo di arredare qualcosa che ci sarebbe appartenuto per un solo anno. A cena finita mi hai fatta sentire importante “ti faccio assaggiare una cosa che tengo solo per le persone a me speciali, va accompagnata con del liquore particolare”. Dopo aver bevuto ci sentivamo sicuramente più leggere, sedute sul parquet caldo con una tazza di tè per concludere la serata. È stato allora che ti ho posato una mano sulla guancia, è stato subito dopo che ti ho baciata.
“È sbagliato” mi dici piano “non possiamo”. Smetto di baciarti per guardarti negli occhi, “mi dispiace” ti sussurro a fior di labbra, mi allontano dal tuo viso solo per sentire la tua mano aggrapparsi al mio vestito e tirarmi di nuovo verso di te “no, baciami di nuovo, baciami altre mille volte” la tua voce spezzata suona disperata “Ti darò mille baci, e poi cento, poi mille e poi ancora cento”. Il mio telefono squilla, sussulto guardando il nome sullo schermo “è il tuo ragazzo vero?” “Si è lui” clicco l’icona rossa. Abbassi lo sguardo “non possiamo, tu hai un fidanzato e io non avevo mai baciato una donna prima d’ora…tu lo ami vero?” C’è tenerezza nella tua voce “si lo amo” cade il silenzio tra noi “ma amo anche te, è così sbagliato volervi entrambi?” Ti amo di un amore diverso dal suo, ma non so spiegartelo “non puoi averci entrambi, dimentichiamo tutto questo”.
I giorni passeranno, il tuo profumo si confonderà con quello della primavera, i fiori di ciliegio cadranno a terra, uno per ogni bacio che non ti ho dato.
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““si lo amo” cade il silenzio tra noi “ma amo anche te, è così sbagliato volervi entrambi?””
che piccola meraviglia…complimenti. davvero. ❤️
“I giorni passeranno, il tuo profumo si confonderà con quello della primavera, i fiori di ciliegio cadranno a terra, uno per ogni bacio che non ti ho dato.”
Sembra di leggere l’opera di un poeta affermato, e sicuramente lo stile e la proprietà sono quelle di chi ha già la maturità per affermarsi.
Molto bello. Grazie per avercelo condiviso.
ho letto il tuo profilo, secondo me la tua scrittura merita sicuramente la possibilità che ti sta a cuore.
Un racconto leggero come i fiori del ciliegio e altrettanto candido nel suo delicatissimo eros.
Cara Valeria, un piccolo gioiello, buttato lì come se danzasse sulle note di una melodia, lo spaccato di una serata in casa, la semplicità delle piccole cose. Il tuo stile è maturo e la tua scrittura è esperta, eppure io non posso non ricordare ancora una volta il tuo bellissimo volto di ragazzina, e sorridere. Molto brava.