Dante Alighieri
Serie: Al Bar Con L'autore
- Episodio 1: Gaio Valerio Catullo
- Episodio 2: Dante Alighieri
- Episodio 3: Luigi Pirandello
- Episodio 4: Francesco Petrarca
- Episodio 5: Italo Calvino
- Episodio 6: Marco Polo
- Episodio 7: Plauto
- Episodio 8: Umberto Saba
- Episodio 9: Marco Aurelio
- Episodio 10: Pier della Vigna
- Episodio 1: Guido Cavalcanti
- Episodio 2: Fedro
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Ho lo sguardo volto verso l’enorme mattone che è il mio libro di testo, con un’espressione corrucciata e le nocche sbiancate a causa della forza eccessiva con cui sto stringendo la tazza di caffè che mi è stata portata da poco dalla cameriera. Di fatto, non mi sto concentrando per nulla, né sono riuscita a leggere oltre la prima riga, il che, se non basta a darmi sui nervi, pare urtare estremamente nel profondo il mio tutt’altro che ben voluto ospite. Il naso pronunciato è arricciato, in una smorfia altezzosa rivolta ora a me, ora ad alcuni turisti che chiedono in uno stentato inglese indicazioni per andare a vedere la Torre del conte Ugolino.
– Orecchie sorde davvero.
Inizia, portando di nuovo il suo sguardo su di me e aggiustandosi l’enorme drappo, o mantello, che gli avvolge il corpo.
– Neppure le parole scritte raggiungono la vostra anima.
Mi irrigidisco come una tavola di legno e prendo un sorso della bevanda scura, cercando di trattenere una smorfia al sapore amaro. Sembra incupirsi ancora di più alla mia indifferenza; lo sguardo truce mi segue quando mi allungo per prendere lo zucchero.
– Neppure voi giovani avete più l’innocenza di un tempo.
A quelle parole alzo lo sguardo decisamente seccata.
– E voi galantuomini non avete più il senso dell’umorismo di un tempo.
Non mi faccio impressionare dall’ulteriore aggrottarsi della sua fronte, poiché sono sicura di essere finita, ancora non so come, al centro di qualche scherzo ben elaborato. Non può essere altrimenti per avere davanti, ancora una volta non invitato, un uomo abbigliato da Sommo Poeta con tanto di cappuccio porpora. Strano che non gli abbiano messo la corona d’alloro, sarebbe potuto passare per un neo-laureato con niente.
– Non c’è nulla di divertente nello sbandierare le proprie colpe come se si trattasse di un’attrazione.
Ed io non esito a pensare la stessa cosa del suo curioso dimenarsi che, in altre situazioni, mi avrebbe procurato anche troppi sguardi indagatori e fastidiosi. Mi guardo intorno, cercando di scorgere qualche volto familiare. Non posso credere che gli autori di questa buffonata possano permettersi così tanti attori diversi ogni volta.
– Davvero, una simile offesa merita il castigo divino.
Mi viene voglia di punzecchiarlo, per qualche ragione, e non desidero trattenermi.
– E di quale Dio deve avere timore un giovane?
Sembra pronto a farsi rosso di rabbia, finché non gli sollevo davanti il mio libro e, con soddisfazione, lo vedo farsi invece rosso di imbarazzo.
– I signori che predicano bene in vecchiaia ma razzolarono male in gioventù… quanto esattamente si possono prendere sul serio? Soprattutto quelli che sognano di sfaldare un fiore.
Mi sorprende che non abbia reagito con perplessità. Ero piuttosto sicura che, portandogli davanti qualcosa che viene studiato così raramente al di fuori dell’università, sarebbe rimasto imbarazzato per la mancanza di argomentazioni. E invece sembra quasi barcollare dalla vergogna, come sopraffatto da qualche emozione. Sembra davvero sul punto di cadere giù come una pera e, dove prima avevo un sorrisetto di trionfo, spunta un’espressione preoccupata. Non ho buon occhio per capire se qualcuno sta per avere un principio di svenimento o meno, ma il poverino sembra stare tutt’altro che bene. Mi alzo di scatto e volo fino al bar, dove ad accogliermi è la stessa cameriera che mi ha portato il caffè.
– Ehi, il tizio al mio tavolo si sta sentendo male! Chiami qualcuno, per favore!
La donna mi guarda perplessa e volge lo sguardo al mio tavolo insieme a me. La sedia davanti a quella dove mi trovavo è vuota, e non c’è traccia dell’uomo. Neppure i clienti che prima mi circondavano danno segno di preoccupazione o agitazione.
– Mi scusi, signorina, ma di chi parla? Non c’era nessuno al tavolo con lei.
Mi schiaffo la mano in faccia e sospiro abbattuta.
– Sì, sì… mi faccia il conto, per favore, o è la volta buona che a lezione mi linciano.
Pagato il caffè e recuperato il libro di “Rime e Detto d’amore”, esco fumante di rabbia dal bar. La prossima volta che uno di quei buffoni mi si presenta davanti, farà la conoscenza di uno spray al peperoncino nuovo di zecca. O, in alternativa, acqua santa.
Serie: Al Bar Con L'autore
- Episodio 1: Gaio Valerio Catullo
- Episodio 2: Dante Alighieri
- Episodio 3: Luigi Pirandello
- Episodio 4: Francesco Petrarca
- Episodio 5: Italo Calvino
- Episodio 6: Marco Polo
- Episodio 7: Plauto
- Episodio 8: Umberto Saba
- Episodio 9: Marco Aurelio
- Episodio 10: Pier della Vigna
E’ davvero originale il modo in cui introduci un grande della narrativa in un contesto di vita di tutti i giorni, può essere un escamotage narrativo davvero avvincente. A questo si unisce una scorrevolezza\frivolezza\ironia narrativa che mi ha ricordato l’autrice Ottessa Moshfegg ne “Il mio anno di riposo e oblio”.
“Ho lo sguardo volto verso l’enorme mattone che è il mio libro di testo, con un’espressione corrucciata e le nocche sbiancate a causa della forza eccessiva con cui sto stringendo la tazza di caffè che mi è stata portata da poco dalla cameriera”
Ho avuto un dejavu perché in questo momento le mie condizioni sono propio queste 😂