Decisioni difficili

Serie: Reverb


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Adele sta cercando in tutti i modi di contrastare Victor Crane

La macchina lavorava senza sosta, calcolando le opzioni migliori per influenzare la linea temporale. Adele osservava i dati fluttuare davanti a lei, il volto rigido. La scelta più sicura era inviare un frammento che destabilizzasse l’operazione: un imprevisto, un ritardo nella fornitura di armi, qualcosa che non sembrasse una manipolazione diretta.

Ma un pensiero oscuro si insinuò nella sua mente. Se neutralizzare Crane non era bastato, allora nessuna soluzione temporanea avrebbe funzionato. Forse, avrebbe dovuto fare di più.

«Reverb, cosa accade se eliminiamo completamente la tecnologia temporale distribuita da Crane?»

La macchina si fermò per un momento, come a riflettere.

«Scenario possibile: distruzione di risorse temporali sottratte. Esito: prevenzione di anomalie future. Rischio: 23,8% di alterazioni collaterali nel tessuto temporale.»

Adele inspirò profondamente. Quasi un quarto di probabilità di danni imprevisti. Era un rischio enorme, ma la posta in gioco era ancora più grande.

«Prepara il frammento per destabilizzare l’operazione in Sud America. Ma continua a monitorare le altre linee temporali. Se il rischio aumenta, dobbiamo intervenire su scala più ampia.»

«Confermato. Frammento in preparazione.»

Mentre Reverb lavorava, Adele si concesse un momento per guardare il suo riflesso nel monitor. Era stanca, forse più di quanto fosse mai stata. Ogni intervento lasciava un segno, non solo nel tempo, ma dentro di lei.

Ma sapeva che non poteva fermarsi. Non ora. Non finché la battaglia per il controllo del passato fosse ancora aperta.

Adele fissava le proiezioni olografiche che fluttuavano davanti a lei. Ogni tentativo di neutralizzare le azioni di Victor Crane e della sua organizzazione sembrava temporaneo, insufficiente. La tecnologia temporale che Crane aveva sviluppato e diffuso continuava a destabilizzare il tessuto temporale. Ogni linea temporale che cercava di correggere si apriva in nuove ramificazioni caotiche.

Doveva fare qualcosa di definitivo.

«Reverb, analizza la linea temporale di Victor Crane. Risali all’origine: i suoi genitori.»

La macchina emise un ronzio basso mentre iniziava l’elaborazione. Le proiezioni cambiarono, mostrando la vita di Crane come un albero che si ramificava all’indietro. I nodi chiave della sua esistenza scorrevano velocemente: la nascita nel 2037, i primi anni di vita in una periferia industriale, le sue relazioni familiari. Poi, un punto critico: il matrimonio dei suoi genitori, Helen e Richard Crane, avvenuto nel 2036.

«Origine individuata. Evento chiave: unione di Helen e Richard Crane. Probabile causa diretta della nascita di Victor Crane.»

Adele si alzò, camminando avanti e indietro nel laboratorio. Era una scelta drastica, una che avrebbe cambiato tutto. Se avesse impedito il matrimonio di Helen e Richard, Victor non sarebbe mai nato. Tutto ciò che aveva costruito la sua organizzazione, la tecnologia temporale, le alterazioni destabilizzanti non sarebbe mai esistito.

Ma la decisione portava con sé un peso enorme. Non stava solo eliminando una persona; stava cancellando un’intera esistenza, riscrivendo il destino di due vite per alterarne una terza.

«Reverb, qual è il rischio di anomalie se impediamo il matrimonio?»

«Probabilità di anomalie: 12,4%. Probabile esito: cancellazione di Victor Crane dalla linea temporale. Impatti collaterali limitati a eventi locali e personali.»

Adele si fermò, il cuore che batteva forte. Era una percentuale relativamente bassa, ma le implicazioni erano profonde. Sarebbe diventata giudice e carnefice, riscrivendo il passato per eliminare un pericolo futuro.

«Prepara il frammento» disse infine, con voce ferma.

«Confermato. Frammento in preparazione.»

Il laboratorio era immerso in un silenzio teso mentre Reverb lavorava. Adele osservava la simulazione del frammento: un piccolo intervento, un’influenza emotiva su Helen Crane nel momento in cui incontrava Richard. Niente di evidente, niente di drastico. Solo un pensiero, un istinto che l’avrebbe portata a prendere una decisione diversa, a non iniziare quella relazione.

Le immagini mostravano Helen allontanarsi da Richard in un bar affollato. I due non si sarebbero mai più rivisti. Senza il loro matrimonio, Victor non sarebbe nato, e la linea temporale di Crane sarebbe svanita.

«Invia il frammento» disse Adele, con il cuore pesante.

Reverb emise un ronzio profondo, e le luci pulsarono mentre il frammento veniva inviato. Adele trattenne il respiro mentre osservava la simulazione in tempo reale. La scena cambiò: Helen lasciava il bar, Richard rimaneva seduto, solo. La loro linea temporale si dissolse, e con essa, la nascita di Victor Crane.

La linea temporale principale si riassestò lentamente. Le anomalie cominciarono a sparire, una dopo l’altra. Le operazioni militari in Sud America, le scomparse politiche in Europa, le manipolazioni del mercato energetico globale: tutte svanirono, sostituite da linee stabili e prive di conflitti.

«Modifica completata. Stabilità temporale ripristinata. Probabilità di ulteriori interferenze: minima.»

Adele si lasciò cadere sulla poltrona, il corpo tremante. Ce l’aveva fatta. Aveva eliminato la minaccia alla radice. Ma il peso della sua decisione era insopportabile.

Le proiezioni olografiche mostravano un mondo che sembrava più stabile, più pacifico. Ma Adele non riusciva a sentirsi sollevata. Nonostante le rassicurazioni di Reverb, sapeva che ogni azione aveva conseguenze. Anche se la linea temporale era stabile, lei non poteva ignorare ciò che aveva fatto.

«Reverb, ci sono ripercussioni sulle vite di Helen e Richard?» chiese, con voce tremante.

«Eventi locali modificati. Nessun impatto significativo su scala globale.»

Adele si mordicchiò il labbro. Sapeva che Reverb non mentiva, ma era incapace di comprendere il peso emotivo delle sue azioni. Aveva cancellato una vita per salvare il futuro. Aveva agito come un dio.

Si alzò dalla poltrona e spense le proiezioni. Il laboratorio tornò al buio, illuminato solo dalle pulsazioni regolari di Reverb. Per la prima volta, si sentì completamente sola.

Mentre si dirigeva verso l’uscita, si fermò un momento per guardare la macchina che aveva costruito. La sua creazione, il suo capolavoro, e al tempo stesso il peso più grande che avesse mai portato. Era salva, almeno per ora. Ma la battaglia per il controllo del tempo non era davvero finita.

E forse, pensò, non lo sarebbe mai stata.

Fine.

Serie: Reverb


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

  1. Un bel finale per una serie molto coinvolgente e ben scritta.
    Servirebbe anche a noi questa macchina per cancellare dall’esistenza diversi elementi della nostra realtà: chissà, magari, un giorno, la costruiranno per davvero. 😊

  2. Le implicazioni della possibilità stessa di modificare il passato sono enormi, tanto incalcolabili da aver indotto la maggior parte della scienza “canonica” a rifiutare una tale possibilità. Eppure non è impossibile, non è nemmeno tanto improbabile. Il concetto stesso di paradosso temporale (l’eliminazione della causa stessa della eliminazione porterebbe a una impossibilità in termini, e quindi a un paradosso) potrebbe essere aggirato da una teoria simile a quella del multiverso. E allora?
    Resta da esprimere tutta la creatività umana per concepire come sarebbe un mondo in cui un computer potesse modificare il passato. Certo, la cosa meno verosimile, al momento, sarebbe il calcolo delle probabilità di tutti gli eventi potenzialmente conseguenziali ad una modifica del passato. Nessun computer, presente o futuro, potrebbe farcela. Ma ci resta la potentissima arma della sospensione del giudizio critico, e tutta la storia diventa credibile.
    Basta essere bravi a scrivere, e tu lo sei.

    1. Grazie Giancarlo per il giudizio lusinghiero. Come sai è il mio primo tentativo e se devo essere sincero avevo il timore di essere banale. Proverò a proseguire la storia così mi dirai cosa ne pensi. Grazie ancora