
Delirio
Serie: My Lai
- Episodio 1: Lei è qui
- Episodio 2: Delirio
- Episodio 3: Incubo
- Episodio 4: Cessate il fuoco
- Episodio 5: Castigo
STAGIONE 1
Esco dalla stazione. L’aria è più fredda di quanto ricordassi. Lei è qualche metro avanti, il passo leggero. Mi tiene le spalle voltate, come se sapesse che la seguo ma non le importasse.
Le importava quella notte. Si dimenava, graffiava, mordeva. Urlava anche dopo, quando l’avevo lasciata lì, il corpo storto nel fango, il sangue che si mescolava alla pioggia. Non aveva più una voce. Solo un soffio.
Deglutisco. La bocca è secca. Lei svolta l’angolo. Per un attimo sparisce. Il cuore accelera. La rincorro. La strada è stretta, i lampioni proiettano ombre lunghe sui muri scrostati. Non c’è nessuno. Solo lei. Si ferma. Io mi blocco. Il fiato mi esce spezzato. Lei si gira.(Dio. Dio.)
Il viso è il suo. Gli stessi occhi, la stessa pelle umida. Il labbro inferiore un po’ gonfio, come quella notte, dopo i morsi, dopo i baci forzati, dopo tutto. Lei mi guarda. E sorride.
Il sorriso è un taglio nella carne del tempo. Un ghigno sottile, appena accennato. Gli occhi fissi su di me. Un battito di ciglia. E lei non c’è più. Un vuoto improvviso. L’aria si accartoccia. La strada è la stessa: lunga, buia, ferma. Il cemento sporco, i muri sudati di pioggia vecchia. Ma lei non c’è più. Mi avvicino, piano. Controllo gli angoli, i vicoli ciechi.
Niente. Il cuore mi martella contro le tempie. Un senso di nausea mi stringe lo stomaco.
L’hai lasciata lì. La bocca aperta, la pelle gelida, il sangue rappreso sulle cosce. L’hai lasciata lì. E ora è tornata.
Mi porto una mano alla faccia. Le dita tremano. Devo andarmene.
La porta dell’appartamento si chiude dietro di me con un suono sordo. Respiro. Uno, due. Il corridoio è stretto, pieno di ombre. Lancio la giacca sul divano, mi tolgo le scarpe senza pensarci. Il neon in cucina ronza piano. Apro il frigo. Bottiglie vuote, lattine ammaccate. Prendo una birra. La apro. Bevo. Il sapore è metallico, amaro. Non aiuta. Mi passo una mano sulla nuca. Il sudore si è asciugato, ma sento ancora il calore appiccicato sotto la pelle. Mi siedo sul divano.
Chiudo gli occhi. La vedo ancora. La lingua impastata di paura, le mani che premono sul mio petto, il fiato spezzato contro il mio. Il buio, la giungla che respira intorno a noi, il rumore di passi nella melma. Il corpo piccolo sotto il mio, l’odore di fango e carne e urina. La voce che si rompe. Il sangue. Il sangue ovunque.
Scatto in piedi. La bottiglia cade, la birra cola sul pavimento. No. No. Mi trascino in bagno. Apro il rubinetto, l’acqua scorre gelida sulle mani. Mi guardo allo specchio. Il viso scavato, la barba di giorni. Gli occhi vuoti. Non era lei. Non poteva essere lei. Ma lo era.
Serie: My Lai
- Episodio 1: Lei è qui
- Episodio 2: Delirio
- Episodio 3: Incubo
- Episodio 4: Cessate il fuoco
- Episodio 5: Castigo
Interessante anche questo episodio!!
Aspetto gli altri episodi… Voglio capire se questo fantasma è un fantasma del passato o c’è dell’altro!!! 👍
Volevo chiedere in che anno è ambientato il racconto… scusate gli errori.Sono in auto😆
Dieci anni dopo la strage.
Mi ripeterò, ma mi piace molto. La strage di My Lai lascio segni indelebili, anche in molti della compagnia Charlie. Dio
Mi piace lo stile, tagliente. Perfetto, oer quello che vuoi esprimere. Personalmente, non mi piace il grassetto per i ‘salti temporali’, ma questo è un dettaglio.
Grazie per aver letto. Riguardo al grassetto credo che tu abbia ragione.