
Dove sei Matteo
Serie: Chat
- Episodio 1: Il cellulare nuovo
- Episodio 2: Dove sei Matteo
STAGIONE 1
Non andavo mai in quella parte della città.
Tutti i posti che frequentavo, la scuola, la parrocchia, la piazza e il centro commerciale dove incontravo gli amici… Stavano tutti dalla parte opposta.
Mentre pedalavo e mi guardavo intorno, mi accorgevo di avere una sensazione strana dentro la pancia.
Oh, sì, questa era una vera avventura, niente da dire.
Matteo aveva le carte in regola per essere il mio nuovo migliore amico. Senza neanche conoscermi, mi stava facendo fare esattamente ciò che avevo bisogno di fare – e neanche lo avrei saputo, se non ci fosse stato lui!
Poi, questa zona della città, con i suoi vialetti disposti a perpendicolo con lo stradone principale, ma paralleli tra loro, decorati da villette basse con piccoli giardini sul davanti – non so, mi pareva elegante e sonnacchiosa allo stesso tempo.
Come se qui fosse sempre estate, sempre giorno, e i pericoli non esistessero.
Oppure, come dentro il libro di geometria, anche.
Ah ah.
Fermai la bici davanti alla chiesa di Sant’Agostino. Sul piazzale deserto, il sole batteva a picco.
Tirai fuori il cell.
“Dove sei io sono sul piazzale” digitai.
Il cuore rallentava dopo la pedalata. Cominciavo a pensare a come mi stavano i capelli, quando arrivò il bip del suo messaggio. Sobbalzai, anche se lo stavo aspettando.
“Non riesco a vederti entra dal cancello”
“Che cancello”
Aspettai qualche secondo, ma il cell restava muto. Spazientita, digitai di nuovo:
“Che cancello dici”
“Il cancello del cimitero”
Mi guardai intorno, e infatti, dietro la mole della chiesa, potevo vedere un muro piuttosto alto, che avrebbe potuto essere quello di un giardino più principesco degli altri, ma di sicuro non quello di una villetta.
“Segui il muro grande sulla sinistra il cancello è sempre aperto”
Feci come mi aveva detto. Beh, insomma, mi tremavano un po’ le gambe, questa cosa di incontrarsi al cimitero andava un po’ sopra le mie aspettative in materia di avventure.
Una volta mio cugino mi ha chiuso nel baule della nonna, ma ci sono rimasta solo una decina di minuti, anche se a me sono sembrati molti di più… È stata l’unica altra avventura della mia vita. Voglio dire che sì, le avventure ok, mi piacciono abbastanza; ma non è che proprio le colleziono, ecco.
Quindi questa cosa era abbastanza spaventosa, per me. Però l’ho fatto uguale.
La psicologa mi ha domandato anche questo.
“Se sentivi che non eri sicura, perché hai accettato?”
Come faccio a saperlo?
Magari, se avessi più avventure, sarei anche capace di distinguere tra le avventure che voglio e quelle che non voglio avere. Ma così…
Il cancello aveva una catena che penzolava da un lucchetto aperto. Di là, anche i pochi rumori delle tre del pomeriggio sparivano, come inghiottiti dal verde intenso delle piante.
Mi fermai, con il cuore che adesso galoppava per davvero, perché ero decisamente dove non avrei dovuto essere, e mi sentivo un po’ strana.
Più grande, come.
Più io.
Parecchio più viva del solito.
E spaventata da morire.
“Sono dentro dove sei”
“Vieni avanti dritta sul viale al centro che ti aspetto”
Respirando con un po’ di affanno mi rimisi in marcia. Non si poteva sbagliarlo, il viale di cui parlava. Era largo due volte la stradina fuori, con le tombe che venivano su da entrambi i lati, molto ordinate, alcune più vecchie, altre nuove o nuovissime, con i fiori, senza i fiori, con le statue e senza…
I morti non mi fanno tanta paura. Ho più paura di altre cose, tipo i terroristi. Però ogni tanto mi fermavo a guardare le fotografie, quando vedevo una faccia un po’ troppo giovane che mi fissava dal marmo.
Non ho mai conosciuto nessuno che è morto. Lo so che è una frase cretina, ma insomma, avete capito, no?
Bip.
“Adesso ti vedo”
Mi guardo intorno, ma non c’è nessuno.
“Dove sei”
Bip.
“Giochiamo a fuoco e acqua”
Mi è venuto da ridere. Che scemo. Non vedevo l’ora di conoscerlo di persona.
Un passo avanti. “Acqua”
Son tornata indietro di cinque o sei passi. Bip.
“Fuochino”
Immobile, ho girato lo sguardo intorno. Nessuno.
“Non è divertente”
Non so perché l’ho scritto. Forse perché era vero. Il silenzio tutto intorno si era fatto minaccioso come una coperta sulla faccia durante un incubo.
“Guarda a sinistra”
Mentre gli obbedivo, mi sono accorta di essere fradicia di sudore gelido.
Matteo era un ragazzino biondo, dagli occhi furbi. Aveva un ciuffo di capelli più lunghi sulla fronte, la moda di qualche anno fa.
Che aveva tredici anni, l’ho scoperto facendo i conti.
7 settembre 2010 – 15 luglio 2023.
C’era scritto così. Ma sembrava solo un brutto scherzo.
Matteo Davanzi.
“Piantala che non fa ridere”
“Fuoco!!”
I due messaggi si sono quasi sovrapposti. Ho fatto un salto, e il cellulare mi è caduto nell’erba.
Mi sono abbassata per raccoglierlo.
Quando mi sono tirata su, stavo proprio di fronte alla fotografia.
È allora che le cose sono diventate troppo strane anche per me. Per questo ho dovuto andare dalla psicologa.
Se ve lo dico pensate che sono matta, lo so.
Nella fotografia sulla sua tomba, Matteo ha in mano il cellulare.
Stesso identico modello del mio.
Ci scommetto, che mi è toccato il suo rigenerato.
(Per Ariel, che sta crescendo in questo mondo. Tua è la potenza, perché tuo è il regno.)
Serie: Chat
- Episodio 1: Il cellulare nuovo
- Episodio 2: Dove sei Matteo
Un finale degno di un ottimo horror contemporaneo.
Sei stata brava a conservare l’effetto sorpresa fino alle ultime battute, giocando tutto sulle emozioni della ragazza, nonché su quelle del lettore.
Aspetto il prossimo capitolo. 👌
grazie giuseppe, incrociamo le dita, che con sto caldo o bene bene, o male male… XD
Tecnologia, sovrannaturale, horror, avventura ed una perfetta descrizione del modo di pensare del personaggio, in chiave avventura per ragazzi. Un po’ alla strage things.
Ma che bello, mi è piaciuto davvero!
sì, strange things me lo sono pippato tutto proprio per colpa/merito della ragazzina della dedica… XD
non mi ha fatto impazzire, lo trovo un po’ debolino e ripetitivo nella trama… in compenso, le gags sono esilaranti, anche se non posso non chiedermi cosa sarebbe stato di un’idea simile che l’avesse avuta tra le mani king, o anche burton…
Molto vero, ho seguito solo la prima stagione poi è diventato un po’ ripetitivo. Ma mi riferivo all’idea di base, la combinazione di suspence, horror, avventura di adolescenti, e tecnologia.
sì sì avevo capito… il motivo per cui ci siamo cascati un po’ tutti, a vederlo… ricordavamo la storia infinita, e poi c’era winona rider… a proposito, ma come cazz ha fatto a restare uguale a quando faceva mina harker? te lo sai? sangue umano a colazione? XD XD
Chirurgia del futuro, direi…
Uuhh! ♥ Ho dovuto leggere tutto d’un fiato! Adoro come sei riuscita a trascinarmi dentro un cimitero, senza neanche mandarmi un solo messaggio! Bellissimo racconto.
grazie emiliano 🙂 volevo proprio vedere se mi venivi appresso, infatti… dopo il tuo commento a BAMBINI E TORRI ti aspettavo dietro l’angolo XD
Non avrei mai pensato a un finale del genere. L’hai condotto davvero bene, al punto che nemmeno quando è entrata nel cimitero mi è venuto in mente quello che poi hai raccontato, nemmeno come possibilità. O sarò io che sono poco sveglia.
no, non sei stata l’unica. il gioco era proprio questo. contavo che il cervello fosse ormai così abituato a collegare un certo tipo di pericolo al discorso delle chat da non ricordare cosa avremmo pensato prima di una situazione simile 🙂 la mia è una critica sociale un po’ particolare, forse, ma a quanto pare ci sta…
Ditemi che non sono l’unica che ha gridato nella sua testa a questa ragazzina per tutto il tempo del racconto “fermati, torna indietro!”
Non so più cosa aspettarmi da questa storia perché il finale mi ha lasciata spiazzata :O Il tuo modo di scrivere comunque tiene incollati alle parole, le si ingoiano sperando di scoprire presto cosa sta succedendo perché l’ansia è troppa!
Ben fatto!
oddio, da come lo racconti sembra che non va mica tanto bene… ti ho fatto venire le crisi d’ansia! XD
comunque grazie, mi piace l’idea che hai gridato tutto il tempo alla monella… 😉
ahahaha, no tranquilla, va benissimo!
Tendo ad immedesimarmi molto e quindi quello che vive il personaggio un po’ lo vivo anche io.
Continua così che quando un testo riesce a suscitare emozioni forti vuol dire che la trama e lo stile di scrittura combinati sono perfetti assieme.
al peggio tra un paio di mesi mi chiedi i soldi della terapia XD
Mi sono accorta, rileggendo i due episodi che, in fin dei conti, la ragazzina è praticamente sempre sola. Esattamente come negli horror americani dove questi ragazzini vanno e vengono, di giorno e di notte e mai nessun adulto se ne preoccupa. Anzi, dove sono gli adulti? Mi sembra una buona esposizione di piani contrapposti o forse che si intersecano. Il racconto horror e la storia che parla di ‘sociale’ anche se ho capito che non era il tuo intento. Mi piace molto lo spazio che le hai lasciato, i monologhi sono ricchi e costruiscono la storia, ci fanno capire molto della vicenda. Il finale è spiazzante e geniale. Confesso che ho dovuto rileggerlo perché alla fine mi è scappato un ‘Eh?!’
XD XD!! non è fantastico? quando sul finale scappa un eh? poi rileggi e invece era tutto lì… come in The others, senza voler fare paragoni, ovvio…
Uno dei miei film preferiti. Tutto, dallo svolgimento al finale sconvolgente e commovente. Il paragone calza benissimo
l’atmosfera perfetta. come il giro di vite di james, a cui si ispira.
“(Per Ariel, che sta crescendo in questo mondo. Tua è la potenza, perché tuo è il regno.)”
Bellissima
grazie. sono onesta: quando mi è venuta in mente, è venuta la pelle d’oca anche a me XD
L’unico finale che non mi aspettavo, è arrivato! Bravissima!
Curiosissima di sapere il seguito!
Complimenti, ho recuperato anche il primo episodio, mi piace molto il tuo stile così poco enfatico, così trattenuto: sembra scivolare via.
grazie 🙂 al prossimo!
” 😃 ❤️ 😂 👏 “
👏 👏 👏
“Magari, se avessi più avventure, sarei anche capace di distinguere tra le avventure che voglio e quelle che non voglio avere.”
❤️ 👏
“Oppure, come dentro il libro di geometria, anche.”
👏 ❤️
XD!!
Ciao Sara, non mi aspettavo un finale del genere, mi hai lasciato senza parole (anche perché non mi ero accorta fosse una storia horror!). Era convinta che la protagonista dovesse affrontare tutta un’altra minaccia, molto più reale, come capita di sentire in tv. Quindi, tantissimi complimenti per la trama sorprendente che hai costruito!
sì, ci speravo che il cervello del lettore fosse abbastanza abituato a storie del genere da non vedere arrivare la minaccia alternativa 😉 grazie!
Racconto teso fin dall’inizio, per poi sfociare in un finale Kinghiano sorprendente.
il riferimento a king mi fa molto piacere, ma non esageriamo… 😉
Non esagero! Il Re è sempre il Re, siamo tutti d’accordo, ma l’idea non stonerebbe di certo in uno dei suoi racconti
emozionata 🙂