
Draghi da combattimento
L’arena era più una mostra, c’erano tanti draghi in esposizione. Ogni giocatore aveva portato la sua collezione e si vedevano draghi di ogni tipo. C’erano dragoni, viverne, draghi marini, ma anche draghi più classici con le membrane sulla testa, le ali, la coda e i colli lunghi… dopo quel drago cinese vidi un drago obeso.
Era proprio obeso.
Era un drago che si muoveva su due zampe, le zampe superiori erano piccole, aveva delle alette insulse mentre gli occhi promettevano furia e rabbia, ferocia e crudeltà. Non era poi un gran buon drago, ma certo era efficace, era quello che tutti avrebbero voluto.
Posai il mio drago blu sullo stand e cercai di calmarmi, ma il padrone del drago obeso mi scoccò un’occhiata di sfida. Vedendo che lo ignoravo, mi disse: «Voglio che il mio drago combatta contro il tuo».
Non volevo farmi mettere i piedi in testa da quel tipo. «Cosa c’è nella posta di gioco?».
«Solo l’orgoglio di aver sconfitto uno sfigato come te».
«D’accordo. Accetto». Non dovevo, mia mamma mi aveva sempre detto di non accettare le provocazioni, ma quello era un affare di draghi e io non potevo fare finta di niente.
«Drago blu contro drago obeso. Chi vincerà?» alzò la voce qualcuno.
Nell’arena si era aperta un’arena più piccola e la gente la circondava.
Drago obeso si scagliò con tutta la prepotenza che possedeva ma il drago blu spiccò il volo ed evitò la carica, poi lo prese per le alette atrofizzate e lo strapazzò.
Il bullo si mise a brontolare.
Il drago obeso cadde di schiena e drago blu lo azzannò alla gola. La vittima cercò di divincolarsi, ma drago blu diventò rosso per il sangue e poi strappò la carne e le squame di quel drago insulso.
Tutti gioirono, avevano avuto il loro dazio di sangue.
Io ero contento e guardai verso il bullo, il quale se ne andò furente con un gesto di stizza.
Scossi il capo. Presi una scatola di tasca e gettai degli esseri umani al drago blu. Era bello essere un gigante.
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Bello il finale!
Ti ringrazio! Giorni fa pensavo proprio a questo librick, visto il nome del nostro premier…
La conclusione con gli esseri umani utilizzati come snack è originale quindi bella, ma anche molto splatter.
Sai che mi diverte sempre inventare cose che spiazzano un po’ 🙂
“Scossi il capo. Presi una scatola di tasca e gettai degli esseri umani al drago blu. Era bello essere un gigante.”
? ? ? Bel finale, inatteso ?
Grazie Micol!
“Era un drago che si muoveva su due zampe, le zampe superiori erano piccole, “
Mi ricorda Grisù, il drago di un cartone animato di quando ero bambina ❤️
Ce l’ho presente anch’io Grisù
Ah! Adoro le conclusioni che non t’aspetti! ?
Mi fa piacere che tu abbia gradito!
“Era un drago che si muoveva su due zampe, le zampe superiori erano piccole, aveva delle alette insulse mentre gli occhi promettevano furia e rabbia, ferocia e crudeltà. “
La versione incazzosa di Elliot (l’originale) o di Prezzemolo! ?