Economia sentimentale 

Serie: Trame


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Guido insegna italiano e storia in un liceo romano. Ha sessant’anni, un corpo che comincia a sottrarsi alla disciplina di una vita ordinata e una voce che, in aula, conserva un’autorità naturale. È divorziato da vent’anni. Le figlie sono adulte, sposate, con figli piccoli che lo chiamano nonno. Dopo il matrimonio ha vissuto una lunga convivenza con una collega, conclusa senza fratture evidenti quando lei ha accettato un trasferimento in un’altra città.

Guido è rimasto a Roma, nella stessa casa, tra gli stessi scaffali di libri, attraversato da una sensazione nuova: non la solitudine, ma l’assenza di urgenza.

Accanto all’insegnamento, scrive. Due romanzi polizieschi, con protagonista una commissaria carismatica e risoluta, ottengono un successo inatteso. Una casa di produzione acquista i diritti per una fiction televisiva. Guido diventa un volto riconoscibile: festival, presentazioni, incontri pubblici. Anche a scuola qualcosa cambia. Gli studenti lo ascoltano con attenzione, mescolando rispetto e ammirazione.

Da quando la relazione con la collega è finita, Guido non ha cercato un’altra storia. Non avverte mancanza, ma il bisogno di una tregua dalla responsabilità affettiva. Una sera, navigando in rete senza un obiettivo preciso, entra in un sito di escort. Sceglie Claudia. Trent’anni, elegante, una bellezza composta, priva di compiacimento. Compra una sera e una notte. Mille euro, pagamento anticipato.

L’incontro è semplice, privo di ritualità superflua. Claudia parla con misura, ascolta senza invadere, non promette nulla che non sia in grado di mantenere.

Guido torna a chiamarla. Una volta alla settimana. Decide che quello spazio delimitato è sufficiente. Il sesso è buono, sostenuto da una pillola che Guido assume senza vergogna, ma con una lieve nota di malinconia. Claudia non commenta, non giudica. Col tempo, Guido raccoglie frammenti della sua vita: un matrimonio fallito con un uomo inetto e inconcludente; una figlia di dieci anni, Anna, che durante le notti di lavoro dorme dai nonni paterni; la morte precoce dei genitori; un impiego part-time come segretaria in uno studio legale. Claudia si racconta con naturalezza, senza cercare empatia, come se i fatti bastassero a sé stessi.

Una notte chiama Guido dall’ospedale. È stata aggredita da un cliente che non ha accettato un rifiuto. Guido arriva in fretta. La trova con il braccio immobilizzato, lividi che affiorano sotto la pelle, lo sguardo vigile, lucido. In sala d’attesa incontra altri uomini: Riccardo, un banchiere sulla cinquantina; e due anziani gemelli, Liam e Noah, eleganti, silenziosi, proprietari di un intero palazzo nel centro storico. Sono anche loro clienti abituali di Claudia.

È Liam a formulare la proposta. Lavorare solo per loro, in esclusiva. Meno esposizione, più controllo. Ognuno versa un compenso fisso. Guido accetta per timore di perderla. Riccardo per convenienza. Claudia per necessità e lucidità. Si trasferisce subito in un appartamento dei gemelli, nello stesso stabile in cui vivono. Non paga affitto né spese.

I gemelli non chiedono contatto fisico. Desiderano guardare, assistere, mantenere una distanza che è anche una forma di dominio.

Il nuovo assetto regge. Claudia è impegnata con ognuno di loro una sera a settimana. Guido la frequenta anche fuori: cinema, teatro, vernissage, presentazioni dei suoi libri. Accanto a lui Claudia appare come una compagna discreta, mai invadente, mai fuori posto. Riccardo consuma incontri rapidi, poi rientra nella propria vita coniugale. I gemelli chiedono soltanto che Claudia balli nuda, che si tocchi per loro, mantenendo una coreografia di obbedienza e controllo.

Anna cresce ai margini di questo sistema senza esserne esclusa. È una bambina attenta, osserva molto, chiede poco. Sa che Guido è uno scrittore conosciuto. Quando lui resta a dormire e al mattino la incontra, lo saluta con naturalezza. La presenza della bambina introduce una regola tacita: con lei, solo Guido divide la notte con Claudia. Gli altri restano a distanza.

D’estate i gemelli invitano tutti sulla loro barca. Navigano tra Liguria, Sardegna e Corsica. Con Anna a bordo, l’atmosfera muta. Claudia diventa madre prima che amante. Guido scopre un piacere inatteso: non il possesso, ma l’appartenenza temporanea, fragile, revocabile.

L’equilibrio si incrina quando i gemelli annunciano di aver trovato una nuova distrazione: Cristina, una giovane creola, disinibita, che si è trasferita a casa loro. Durante una cena, Cristina si esibisce. È sensuale, giovane, elastica. Claudia osserva. Per la prima volta è spettatrice. Non prova gelosia, ma una sensazione più sottile e corrosiva: la sostituibilità.

Tornata a casa, chiede a Guido un gesto diverso, più duro, come se volesse verificare la propria consistenza. Guido accetta, insieme turbato e attratto. In quel momento comprende che Claudia ha oltrepassato il perimetro che lui aveva immaginato.

Riccardo viene promosso e si trasferisce negli Stati Uniti. La sua assenza non altera gli equilibri. Continua ad aiutare Claudia a investire i risparmi accumulati. I gemelli insistono nel contribuire anche senza ricevere nulla in cambio. Claudia rifiuta, poi accetta a una sola condizione: che il denaro confluisca in un fondo per l’istruzione della figlia.

Il terzo romanzo di Guido esplode a livello internazionale. La fiction ottiene una seconda stagione. Guido è celebrato, ma avverte una frattura crescente: la sua vita privata non ha un equivalente pubblico. Avvicinandosi il Natale, desidera stare con le figlie e i nipoti, ma non vuole lasciare sole Claudia e Anna. I gemelli sono in viaggio. Riccardo è lontano.

È la figlia maggiore di Guido a decidere. Conosce Claudia. Sa cosa fa. Non la giudica. La invita alla cena della Vigilia insieme ad Anna. Anche l’altra figlia è d’accordo. Guido è attraversato dalla paura: teme il giudizio dell’ex moglie, il cortocircuito dei ruoli. Alla fine, acconsente. Claudia esita, poi accetta, colpita dalla naturalezza con cui le figlie di Guido la trattano.

La sera della Vigilia la casa è addobbata. Arrivano tutti. C’è anche l’ex moglie con il nuovo compagno. Quando Guido entra con Claudia e Anna, la bambina corre a giocare con i nipoti. Claudia resta in piedi, composta. Nessuno fa domande. Poi le figlie di Guido si avvicinano e la abbracciano.

A tavola, Claudia siede accanto a Guido. In quel momento Guido comprende di essere felice, insieme alle persone che ama di più al mondo, senza dover spiegare nulla.

Continua...

Serie: Trame


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. È un racconto che inquieta senza alzare la voce: tutto è regolato, civile, quasi elegante, e proprio per questo il cortocircuito morale arriva tardi e resta addosso. Il finale natalizio non assolve nulla, ma mostra quanto facilmente l’eccezione possa diventare normalità.

  2. Non mi stupisci più caro Rocco. Leggere i tuoi soggetti e pensare a una stesura più articolata viene automatico. Ci si fa un film mentale ed è un bel film. Ti ammiro e ti ringrazio.

  3. Questo racconto mi piace soprattutto per l’assenza di giudizi e di conflitti tra le persone, per la loro capacità di accettazione, di inclusione e di saper andare oltre gli schemi e i pregiudizi. Una conclusione che mi appare, però, più da società idealizzata, più che da mondo reale.

    1. In verità è tratto da una storia vera. Dopo quella vigilia di Natale, non è accaduto altro se non l’inevitabile. Claudia ha smesso di fare la escort e adesso convive con un suo coetaneo. Guido invece ha una relazione abbastanza stabile con la preside (sua coetanea) del liceo dove insegna. La storia me l’ha raccontata la figlia di Guido.
      In conclusione spesso la realtà supera la fantasia.
      (ovviamente ho cambiato i nomi per motivi di privacy).