Elogio della Bugia Indaco

Serie: Elementi di Fisica Sentimentale Quotidiana


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Piccolo prontuario (più pseudo che scientifico) sulla sopravvivenza quotidiana a ogni costo

POSTULATO

Nel corso della vita, un indeterminato numero di uomini e donne, basandosi sulla propria esperienza, decide suo malgrado di ricorrere, all’occorrenza e solo in ultima ratio, alla menzogna quale unica arma efficace per difendere valori personali, emozioni, sentimenti ritenuti irrinunciabili, senza che ciò presupponga in alcun modo una iniziale intenzione di inganno.

Nei confronti di tali individui, e solo in rapporto a essi, assimilare tout court menzogna a falsità rappresenta un grave errore di valutazione.

APPROFONDIMENTO

La menzogna viene considerata, da qualsiasi cultura, una macchia indelebile, marchio di perenne inaffidabilità. Possedendo il requisito della volontarietà, essa pone il «bugiardo» in una posizione di fatto indifendibile, tanto da fargli assumere, agli occhi del giusto, dei connotati diabolici. Eppure, per quanto riguarda i soggetti (uomini e donne senza distinzione) rientranti nel campo di applicazione della presente teoria, si è riscontrato nella totalità dei casi che, laddove scoperti, essi dimostrano consapevolezza, dignità e, soprattutto, nessun segno di pentimento. Studiando le loro storie personali si rilevano poi vari tratti comuni (marcata personalità, non indifferente cultura) e un carattere distintivo che emerge su tutti: l’impossibilità di mentire a sé stessi.

CONSEGUENZA

I soggetti qui presi in considerazione hanno operato una scelta esistenziale preferendo, se giunti loro malgrado a un inevitabile bivio, di tradire il prossimo piuttosto che sé stessi. Ciò non esclude il senso di colpa, prezzo da pagare ogniqualvolta si scende a patti con la propria coscienza. Si riporta su questo aspetto, ma al di fuori dell’ambito scientifico, una suggestiva, diffusa ipotesi: quei certi sguardi malinconici dal fascino letale che, nel quotidiano, si possono scorgere al bar, su un treno, perfino per strada incrociando degli sconosciuti, rappresenterebbero un chiaro indizio del menzionato senso di colpa.

ECCEZIONE

Deve essere sempre operata una netta distinzione tra i soggetti rientranti nel presente campo di applicazione e coloro che, per impronta genetica, mentono senza alcuna ragione se non per il solo gusto di farlo o, nel più infausto dei casi limite, per pura cattiveria. L’esperienza insegna che tali individui sono fonte di gravi danni nei gruppi sociali a ogni livello, e di profondo malessere per il prossimo. Per tale ragione, in una ipotetica rappresentazione della specie umana sotto forma di organismo vivente, essi occuperebbero il ruolo di «agenti patogeni».

SVILUPPI RECENTI

Sulla scia di recentissimi studi psicologici che hanno assegnato alle bugie dei colori, definendole «bianche, nere e blu» in base al fine da raggiungere, alcuni studiosi hanno voluto creare una classificazione ad hoc per la casistica qui trattata. Pertanto, con riferimento all’antica cultura indiana, si è aggiunta la bugia «indaco», dal colore del Chakra del Terzo Occhio che rappresenta l’occhio interiore, cioè l’intuito e la coscienza dell’«Io Sono». Conosciuto anche come Chakra della Corona, esso rappresenta la consapevolezza, la conquista di immaginazione, empatia e saggezza, capacità in grado di consentire la percezione della realtà nel suo complesso, ben oltre la visione ordinaria.

CURIOSITÀ

Un anonimo pensatore della nostra epoca, per alcuni ciarlatano, per altri genio incompreso, ha lasciato scritto su un murale: «A ogni bugia, la sua canzone».

https://youtu.be/M2VBmHOYpV8?si=Ko5t9RAlYZraxq97

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Discussioni

  1. ………l’unità positiva dell’amore che si evolve verso la falsa negativa unità della menzogna…..

    Le labbra dolci che negano e seducono come uno sconosciuto, sensuale serbatoio di delizie….una sorta di radiosità….appassionata voluttà…..una sorta di frenetico godimento e di fascino…..una vibrazione che invia un brivido nelle vene e ipnotizza…..

    La sua innocenza ti scioglie…..ti avvolge nel sicuro e sottile potere della sua volontà.

    Entrambi immersi in un profondo silenzio….un meraviglioso dondolio nell’oscurità…..che trascina con sé il cuore stretto dall’angoscia…..

    La libertà, lo splendore di essere se stessi….di fare tutto ciò che ci piace………

    Le parole, oramai…..sono come tela di ragno…..lucente….un raggio di sfavillante potere….ma è fredda….bruciante…..feroce….attorno all’ultimo residuo del tuo essere….distruggendoti….annientandoti….e mentre la sua anima si cristallizza nel trionfo, la tua si dissolve nello spasmo….nell’annientamento….così rimani lì….prigioniero, vittima consumata….annientata….ha trionfato….tu non esisti più…

    Gli occhi duri e sorridenti nell’arroganza di aver saputo mentire….. nell’ostile indifferenza…….

    …….il cuore ti brucia di sofferenza e d’incertezza….come se qualcosa tagliasse la tua carne viva….mentre indossi te stesso………

    1. Posso dire, senza timore di essere smentito, che riesci, Migeè, a incorniciare i concetti espressi in un quadro perfetto, bilanciato. Questa è una capacità che, tralasciando la necessaria maturità forgiata dall’esperienza di vita, l’empatia, una spiccata sensibilità, volge lo sguardo all’immagine. Non saprei decidere, lo ammetto, tra il fotografico e il cinematografico, ma se il secondo rappresenta una mia grande passione, per te dovrò virare sul primo e il perché no, non te lo saprei spiegare. Forse, in ossequio a quel riflesso di eternità nelle tue parole che, come certe emozioni, resta scolpito dentro.

      Un celebre film di Antonioni, l’Avventura, la foto in primo piano di Monica Vitti (Claudia), sullo sfondo di un cielo grigio.

      Grazie, davvero struggente il dramma che riesci a cogliere, a svolgere, a mostrare.

      1. …..sullo sfondo di un cielo grigio….quell’immagine così instabile, aperta sul senso impossibile….che apre mondi infiniti e ci consegna al nostro presente e all’oscuro futuro…….
        Grazie a te Robèrt e dolce sera.

  2. È coraggio, quello che ci porta a esaudire un desiderio in fondo passeggero? O è coraggio comprimere quel desiderio, coscienti della sua caducità, al rischio del rimpianto quando si sarà vecchi e non più in grado di soddisfarlo se tornasse? Non si può ricalcolare ad ogni istante il proprio vantaggio per cercarne la massimizzazione. Si rischia la continua oscillazione attorno allo stato di stabilità, e forse la divergenza verso la catastrofe. D’altra parte, è pur vero che a tenere la rotta a tutti i costi, si finisce per trovarsi sugli scogli. Difficile, la scelta. E le bugie sono una conseguenza delle scelte che facciamo.
    Confermo la mia opinione massimamente positiva di questa serie, scritta con stile eccellente e piena di spunti di riflessione assai profonda.

    1. Devo dire che la vita intera sembra ruotare intorno a questo “ombelico”. Sempre in bilico, come degli acrobati. Ma, a parte quello che già sappiamo, poi un certo Michael Jackson ti tira fuori, nel lontano 1982, un pezzo come “Human Nature” e, insieme a questo magnifico brano, chissà quanti altri ne potrei citare di altrettanti artisti. Quello che voglio dire è che ci sono attimi nelle nostre vite, come lampi, in cui sai che davvero potresti mandare tutto all’aria per ardere come un falò. Cambiare un’esistenza dalla radice.

      E qui mi ricollego al ‘coraggio’ di cui parli. Mi trovi d’accordo: con il passare del tempo, ho il sospetto che il sentimento dominante nelle nostre esistenze sia la paura e che ” …troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante…” La collina dei ciliegi è rimasta laggiù.

      Grazie, Giancarlo.

  3. Questa “bugia indaco” mi ha portato a riflettere. Mi sono sempre vantata della mia sincerità, però devo ammettere di aver raccontato qualche mezza verità (rare volte, ma l’ho fatto). Grazie per questo episodio, probabilmente ciò di cui avevo bisogno oggi.

    1. Cara Arianna, il “Club delle Mezze Verità” sarebbe un circolo esclusivo, senza nulla da invidiare alla “Dead Poets Society” del celebre film “L’Attimo Fuggente”.

      Grazie per il passaggio e per l’apprezzamento ‘partecipato’… se queste mie brevi righe non riescono a suscitare una riflessione, perfino una reazione, allora ho mancato il bersaglio.

  4. Come non essere d’accordo con il postulato e con l’eccezione! Suggestiva invece è l’ipotesi sugli sguardi malinconici.
    “A ogni bugia la sua canzone”. In fin dei conti potrebbe essere vero, tenendo conto di quante canzoni o strofe sulle bugie sono state scritte. Policy of truth si presta bene per questo episodio. Stando al gioco che hai proposto tra i commenti, la prima cosa che mi è venuta in mente, al volo, è stata una frase di Vasco Rossi: “Ho guardato dentro una bugia e ho capito che è una malattia che alla fine non si puo’ guarire mai e ho cercato di convincermi che tu non ce l’hai”.

    1. Certo, Francesco, l’eccezione in questo scritto ha il suo perchè. Niente male la frase che proponi, di un celebre pezzo di Vasco. Sì esatto, l’invito è quello di svelare, di svelarsi: ti ringrazio, come sempre, per essere stato un pioniere.