
Epilogo
Serie: Due bastardi pelosi
- Episodio 1: Prime avvisaglie
- Episodio 2: Una situazione insopportabile
- Episodio 3: Lo scontro e le minacce
- Episodio 4: Il primo incidente
- Episodio 5: Ipotesi di vendetta
- Episodio 6: Il giorno del rapimento
- Episodio 7: Perché?
- Episodio 8: Play… Stop
- Episodio 9: Il secondo incidente
- Episodio 10: Epilogo
STAGIONE 1
Mi ripresi, si fa per dire, il giorno successivo. Avevo evitato di ascoltare notiziari o leggere notizie sui quotidiani on-line. Ma non potei far finta di nulla quando ricevetti la telefonata di Giorgio che mi chiedeva se avessi saputo quello che era successo.
«La bambina e il ragazzo purtroppo non ce l’hanno fatta…» disse. Temevo di vomitare di nuovo.
«E, cosa molto strana, non hanno trovato i cani» continuò. «Sono in molti a dire di averli sentiti abbaiare e guaire, e sembravano anche molto vicini. Lidia ed io non eravamo in casa quella sera. Quando siamo rientrati tutto il quartiere era nel caos.»
«Nessuno ha visto nulla?» chiesi.
«No, nessuno» rispose. «Molti dei vicini erano impegnati a salvare quel poveraccio di autista dal pestaggio. Lo ha ridotto male: se non lo avessero fermato penso che avrebbe ammazzato anche lui. Non si è neppure fermato dopo aver accoltellato il figlio. Credo che non se ne sia neppure reso conto.»
Rividi la scena: il padre che corre verso l’autista senza occuparsi della bambina a terra, forse perché era meglio evitare quello sguardo vacuo e far finta di non vedere quel che restava del piccolo corpo. Il comportamento umano è davvero strano, avevo pensato.
Ci fu una lunga pausa. Non avevo la forza di parlare, e non ce n’era bisogno. Era come se le nostre menti si fossero sintonizzate sulla stessa frequenza. Io e Giorgio non ci conoscevamo da molto, ma avevamo subito creato un legame, un’amicizia vera che aveva iniziato a cementarsi da subito. A questo tipo di amicizie non puoi mentire.
«Federico…» disse ancora misurando le parole. Sapevo cosa voleva chiedermi. «Tu… non hai nulla a che fare con i due cani, vero?»
Non risposi. Qualunque cosa avessi detto sarebbe stata una nota stonata in una prova d’orchestra. Non sarei stato credibile: Giorgio mi conosceva troppo bene.
«Federico…»
«Devo andare, Giorgio» risposi. «Un abbraccio a Lidia. Dille… che verrò a trovarvi presto.»
Riagganciai senza dargli modo di replicare.
Trascorsi i giorni successivi in una sorta di limbo. Annullai gli impegni e presi qualche giorno di pausa dal lavoro in modo da poter restare solo con me stesso a pensare. E pensai molto, forse troppo… Non posso neppure dire con sicurezza quanto tempo rimasi in quello stato di realtà sospesa. Mi presi cura dei due cani, questo lo ricordo bene, più di quanto mi occupassi di me. Trascorsi quei giorni tra divano, bottiglie che si svuotavano e accumulo di piatti sporchi, uscendo di casa solo per gettare la spazzatura e per restare qualche minuto al sole in giardino, più per i due volpini che per me.
E quei giorni passarono velocemente.
– – –
Molte delle vicende nascono per caso. In tutto quello che è successo e che ho cercato di raccontarvi, il caso è stato crudele con me. Ma è stato davvero il caso?
Sono qui seduto sul pavimento del seminterrato con la schiena appoggiata al muro. Distrattamente accarezzo il pelo delle due bestiole: non mi lasciano un secondo quando sono in casa, cercano un contatto continuo come se volessero darmi conforto.
Non ho più sentito Giorgio, spero non si stia allontanando da me… ho bisogno di un amico. Ma credo che lo faccia solo per lasciare che il tempo permetta agli eventi e ai pensieri di decantare, per poi affrontare nuovamente la realtà. Giorgio è così, lo conosco. Presto sentirò ancora squillare il telefono. Spero succeda presto. Spero che faccia in tempo e allo stesso tempo spero che non lo faccia.
Ho analizzato tutti gli eventi, li ho ripercorsi, li ho rivissuti come quando si studiano le mosse di una partita a scacchi tra due maestri. Col senno di poi hanno una ferrea logica. Di chi è la colpa? Dei due cani? Forse… ma se andiamo più a fondo…
La mia voglia di vendetta! Ecco il punto di non ritorno, l’evento che ha scatenato tutto.
E se Francesca non mi avesse proposto l’idea delle cuffie? Le cuffie, ricordate? È stata di Francesca l’idea. E io l’ho accettata.
E se io avessi installato un condizionatore?
E se…
E se…
Francesca spesso è qui con me, la sento. Mi rimprovera, mi dice che non ne valeva la pena, che avrei dovuto lasciare stare… Ma non mi importa di sentire le sue accuse, l’importante è che sia con me. Non sopporterei che anche lei mi abbandonasse.
Eppure prima o poi lo farà, ne sono certo. Non perché lei lo voglia, ma è così che vanno le cose.
Sì, papà: ne ho combinata una grossa. Troppo, questa volta. In qualche modo la mia vendetta è compiuta, anche se gli eventi hanno svoltato nella direzione sbagliata. Manca solo il mio progetto originario: i due… pelosi!
La fiala è ancora sul tavolo, non ha mai smesso di guardarmi. E… credo che il momento sia arrivato.
Ho mandato un messaggio a Giorgio e Lidia. Per essere sicuro l’ho mandato anche a mio fratello, che non sento da un po’ di tempo. Non ho molto tempo, quindi. Voglio che trovino queste pagine, che le leggano, che facciano il possibile per capirmi.
Ma non voglio che trovino me e le due bestiole. Sarebbe troppo crudele nei loro confronti.
È tutto pronto. Giusto il tempo di alzarmi e andare verso la macchina. I due cagnolini mi seguiranno immediatamente.
La fiala è qui con me: la tengo stretta, non vorrei che si rompesse proprio sul più bello.
Guardo i miei due nuovi amici: «Forza ragazzi!» esclamo sollevandomi da terra. «Andiamo a vedere se quello che c’è qui dentro è davvero insapore…»
Rido. Una risata amara. Non sento alcun commento da parte di Francesca. Forse non sa cosa dire, ma sono certo che approva.
Scrivo un’ultima parola: per i miei amici, per mio fratello, per tutti coloro che la leggeranno…
E per Francesca.
“Grazie.”
Serie: Due bastardi pelosi
- Episodio 1: Prime avvisaglie
- Episodio 2: Una situazione insopportabile
- Episodio 3: Lo scontro e le minacce
- Episodio 4: Il primo incidente
- Episodio 5: Ipotesi di vendetta
- Episodio 6: Il giorno del rapimento
- Episodio 7: Perché?
- Episodio 8: Play… Stop
- Episodio 9: Il secondo incidente
- Episodio 10: Epilogo
“Ho analizzato tutti gli eventi, li ho ripercorsi, li ho rivissuti come quando si studiano le mosse di una partita a scacchi tra due maestri. “
Questo passaggio è molto bello. Il parallelo con lo studio delle mosse dell’avversario negli scacchi rende molto l’idea. In generale, l’intero episodio è ben riuscito. Complimenti davvero Antonio!! ❤️ 😃 👏
Grazie per la lettura Alfredo.
Non gioco a scacchi ma sono affascinato dal metodo di analisi dei maestri…
È un finale amaro, è vero, ma questo era, in qualche modo, prevedibile.
Quello che, invece, mi ha toccato è stata la sua ironia: i due pelosi, originariamente oggetto dei suoi piani diabolici, sono, alla fine, diventati i suoi unici due amici.
Una storia veramente bella, che mi ha appassionato molto.
Innanzitutto ti ringrazio per aver letto fino in fondo.
Come dicevo in altri commenti, ho provato a pensare a un finale alternativo, ma qualsiasi cosa non mi convinceva. Troppo forte il senso di colpa per poter continuare come se nulla fosse.
E anche i due cani hanno “rischiato” di sopravvivere, oppure di essere l’ultimo atto della vendetta… Invece no. Sono diventati due amici fidati e ho pensato che il protagonista dovesse portarli con sé, in un modo o nell’altro.
Grazie ancora Giuseppe.
Un finale amaro e triste per una serie bellissima che mi ha commosso. Hai condotto davvero bene la narrazione con una serie di punti di svolta e snodi notevoli che ci hanno portato dal riso, al riso amaro, fino alla commozione. Non ultimo, direi scritta veramente bene con una buona alternanza di monologhi e dialoghi. Complimenti Antonio, mi è molto piaciuta.
Che dire… Grazie Cristiana. Difficile per me immaginare un finale diverso dopo tutto ciò che era successo. Ci ho provato, lo ammetto, ma non funzionava.
Grazie ancora per aver letto fino in fondo!
Ammetto…per un attimo, dopo aver intuito questa quasi amicizia nata con i due volpini, ho sperato in una sorta di lietofine. Ma avrebbe avuto il sapore artefatto delle favole …non so spiegare. La fiala è insapore, il finale che da, invece, amatissimo. Eppure, è come se non potesse finire che in questo modo.
Ciao Dea. Ci sono storie che, come dici tu, possono finire solo in un modo. Mi sono chiesto anche io se finali diversi potessero funzionare. La risposta è stata negativa. Come avrebbe potuto vivere con un senso di colpa così profondo?
Non nego che è un finale su cui comunque ho meditato molto…
Grazie per la tua lettura!
*amarissimo
Sì… lo avevo letto così! 🙂
Bellissima serie, complimenti.
Grazie Francesco!
Ciao Antonio, un epilogo che colpisce come un pugno allo stomaco, scritto in modo impeccabile.
L’impressione che ho avuto leggendo questa serie è che tu fossi costantemente sul filo del rasoio, rischiando di esagerare, di urtare la sensibilità di chi ama gli animali. Forse, se non avessi conosciuto la tua bravura in altre storie, non sarei andata oltre il primo episodio. Ma ti faccio davvero i complimenti, per la tua idea originale e per il modo in cui hai portato avanti la storia, facendoci sentire la disperazione di Federico, i suoi dubbi, l’incredulità, i rimorsi.
Bravissimo!
Ciao Melania. Sono stato sul filo del rasoio… soprattutto per il finale! Ho scritto questo racconto lo scorso settembre, e l’ho terminato in pochi giorni… tranne il finale, che è rimasto aperto fino a pochi giorni fa.
Urtare la sensibilità di chi ama gli animali, dici? Beh, ho provato angoscia quando ho dovuto maltrattare i due cagnolini… Ho cercato di non essere troppo crudele, di non “far vedere” troppo. Sono certo che quando rileggerò il racconto, tra un po’ di tempo, avrò molto da modificare.
Grazie davvero per aver letto fino in fondo!
Altro che insapore… Amarissimo, questo epilogo. Molto ben scritto. Ancora bravo.
Ciao Giancarlo! Apprezzo moltissimo il tuo commento.
Sai che è stata quasi una liberazione aver scritto il finale? Non riuscivo a metterlo giù, avevo molti dubbi e mi dispiaceva far finire così i protagonisti della storia.
Rileggerò tutto fra qualche tempo per vedere che effetto mi farà a freddo.
Grazie ancora!