Epitaffio

Oggi è il due novembre, giorno in cui si commemorano i defunti. Camminando tra i cipressi che a Sant’Anna svettano in duplice filar osservo le tombe monumentali, immobili nel loro guardar le fronde crescere, io, mobile, mi dirigo verso la tomba di famiglia in fondo al viale alberato con in mano un fiore, un fiore reciso ma ancora vivo. Sarà che sono all’antica ma i fiori di plastica non mi sono mai piaciuti, mi infondono tristezza e vederli non è di certo un belvedere. E allora mi chiedo: chi regalerebbe un fiore di plastica a una persona in carne e ossa? Nessuno. Signor Nessuno, chiedo a te, perché lo fai con le persone non più in vita, forse perché non sono più in carne ma solo in ossa? Il cimitero è vuoto, non c’è anima viva, alla prossima visita forse otterrò risposta. La risposta già l’immagino: perché li paghi una volta sola e sono per sempre. Se mai dovessi riposare eternamente non vorrei un fiore di plastica, opterei per un epitaffio, anche un epitaffio è per sempre. 

Lo vorrei originale, 

lo vorrei personalizzato, 

lo vorrei alla Fabius P.,

Lo vorrei con scritto:

“Qui giace Fabius P. scrittore di scarso successo, il tempo e l’oblio hanno cancellato ogni sua traccia, lui non se lo sa spiegare però è successo”

Questo è l’epitaffio che mi è venuto in mente, degno di uno scrittore indegno come lo sono io la cui opera merita di essere dimenticata. Non merita di cadere nell’oblio l’opera di un musicista che per Fabius P. è stato un mito assoluto e che oggi compirebbe ottanta anni. Il 2 novembre del 1944 nasceva Emerson. Molti si chiederanno: Emerson chi? Ho provato a imbarcarmi in una ricerca generica su Google digitando solamente Emerson, questo è il risultato che ho ottenuto e che mi ha lasciato sgomento: 

1) Emerson Royal, calciatore brasiliano e difensore del Milan che, secondo Google, è il primo in lista tra tutti gli Emerson, 25 anni; 

2) Emerson Royal stipendio; 

3) Emerson Ferreira da Rosa, ex calciatore brasiliano-italiano-tedesco;

4) Emerson Palmieri dos Santos del 1994 calciatore brasiliano naturalizzato italiano difensore del West Ham Utd diventato con la nazionale italiana campione d’Europa nel 2021;

5) Emerson Sheik, ex calciatore brasiliano-qatariota;

6) Emerson Atalanta con cui mi si propone, con la solita dicitura “forse cercavi”, l’ennesimo calciatore brasiliano dal nome così lungo da riempire da solo un campetto di calcio a cinque: Éderson José Santos Lorenzo da Silva.

Ti pare se cercavo dei giocatori brasiliani! Io odio il calcio, l’ho anche ribadito tempo fa con un racconto intitolato “Io odio il calcio” e lo confermo nuovamente. Constato, con immensa tristezza, che sono moltissimi quelli che invece lo amano. Forse anche il creatore, non sarà un caso che tutti i pianeti e le stelle hanno la forma di un pallone, un pallone a forma di cubo è molto più pericoloso, soprattutto nei colpi di testa. Mannaggia! Sto divagando, si vede chiaramente: sono andato anch’io nel pallone, come Lino Banfi in “L’allenatore nel pallone”.

Io cercavo il più grande musicista progressive rock del ventesimo secolo, il numero uno: Keith Emerson, non dei calciatori brasiliani.

Keith era un funambolo della tastiera a 88 tasti – , io sono (così dicono) un funambolo della tastiera a 24 lettere; Keith se ne è andato nel 2016, io sono ancora qua e prima che la memoria mi abbandoni lasciandomi orfano dei miei ricordi, ho deciso di memorizzare il mio l’epitaffio salvandolo nel tablet sotto la voce “my epitaph”. Epitaph però mi ricordava qualcosa. Ma sì! È il titolo di un famoso brano cantato da Greg Lake prima con i King Crimson e poi riproposto con gli Emerson Lake & Palmer. 

“Confusion will be my epitaph” 

è l’epitaffio di Greg;

“Qui giace Fabius P. scrittore di scarso successo, il tempo e l’oblio hanno cancellato ogni sua traccia, lui non se lo sa spiegare però è successo”

è il mio epitaffio, quello che vorrei vedere inciso su di una lapide di marmo. Spero desti un po’ di curiosità, non si sa mai che a distanza di anni venga rivalutato, come è successo a Viktor Parma, musicista sloveno triestino di nascita, del tutto ignorato nella sua città natale per un secolo, morto nel 1924. In suo onore è stata affissa una targa commemorativa in piazzetta Barbacan a Trieste, dove nacque e visse alcuni anni.

Chissà non possa succedere a Fabius P. nel duemilacentoe………..?

La data esatta del centenario ancora non la so, tenetene conto a partire da quando vedrete il mio necrologio sul giornale. (Che bella la parola composta tène+tène=tenètene col cambio di accento, non so se ne avete fatto caso, io sì perchè gioco con le parole, è una mia deformazione mentale.) 

Probabilmente tutto quello che ho scritto e che è stato pubblicato su Edizioni Open andrà perduto, vuoi perché qualche hacker avrà cancellato le memorie dal server, vuoi perché il server verrà distrutto da un drone russo-iraniano-coreano, vuoi perché la tecnologia del 2100 sarà incompatibile col formato attuale, vuoi perché sarò cacciato da Tiziano Pitisci per qualche suo insindacabile giudizio, lui ne ha facoltà perché è il boss. «Che fai Tiziano mi cacci?» Mi ricorda qualcuno, boh! Comunque speriamo bene.

Per questo sto meditando di tornare a scrivere su di un supporto cartaceo, ho ancora qualche quaderno intonso da scarabocchiare, che garantisce maggiore sicurezza, è al riparo dagli hacker e da tutti i criminali digitali.  

Lo confesso, sono un nostalgico, mi piacerebbe lasciare una pagina scritta di mio pugno in una bottiglia e poi abbandonarla alla deriva nell’Alto Adriatico, in quello basso la bottiglia rischia di arenarsi o di rompersi alla prima mareggiata.  

Immagino l’avvistamento della bottiglia in un prossimo futuro da parte di un migrante di lingua araba. Mettiamo un giorno a caso: il primo aprile del 2100. 

«Ma hi allaenat hu dhalik?»    (Ma che cazzo è?)

«Zujajatan Ahmed.»    (Una bottiglia)

«SHALAAL! »    (ACQUA!)

«’Akhadhath!»    (L’ho presa!)

«La, aniha farigha.»    (No, è vuota)

«Hunak shay’ maktub hunak.»     (C’è scritto qualcosa)

«’Ana la afham ehayyan.»     (Non capisco niente)

«Hu maktub biallughat al’iitalia.»   (È scritto in arabo)

Daeuna nurmiha baeidan.»    (Buttiamola via)

~~~~

Per avere qualche chance dovrei tradurre in inglese la mia opera, peccato che i giochi di parole sono intraducibili a meno che non se ne creino degli altri, il risultato perciò non è scontato. Scontato è il mio inglese scolastico aggiornato agli anni ’70, ora è migliorato di molto grazie a Google translate, il traduttore automatico che si aggiorna automaticamente. Tradotto in quattro parole: non posso essere tradotto, al massimo potrei essere tradotto in carcere per vilipendio della lingua italiana, in base al dispositivo dell’art. 42 bis Legge sull’ordinamento penitenziario che prevede la traduzione come un accompagnamento coattivo. 

Se la mia opera omnia dovesse andare completamente perduta l’umanità non perderebbe niente, salvo qualche battuta, buttata qua e là. 

E se invece avessi successo? Ho pronto un piano B, un epitaffio di riserva.

“Qui giace Fabius P. scrittore di successo, il tempo e l’oblio non l’hanno cancellato, lui non se lo sa spiegare però è successo”

Vada come vada…non me lo so spiegare.

https://youtu.be/kbf8AGdV28Q?si=yS2K3DbkL_IHXTHx

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Discussioni

  1. Prima di commentare ho googolato Emerson, e mi sono tristemente apparsi gli stessi nomi tuoi, ahimè. Non ci volevo credere, invece.
    Mi è piaciuta tantissimo la foto, che svela il nome di chi giace ma non ci dice quale sarà dei tre l’epitaffio finale…e allora facciamo che sarà l’ultimo, raggiungerai il successo, e quando googoleranno Fabius P. sarai più fortunato di Emerson 🤭

    1. Brava Dea, mi hai dato l’ispirazione per l’ottavo nano: Googolo, il fratello minore di Gongolo. Neanche l’intelligenza artificiale ci sarebbe riuscita. Anche Emerson Fittipaldi è caduto nell’oblio, il calcio lo ha surclassato.

  2. Uno stile semplice e dignitoso…..drastico, rigido e armonioso….accesamente coinvolto ma anche aggrovigliato e molto, molto bravo nel districartene….con il potere di regalare retrospettive nascoste, mescolando con sapienza fantasia, memoria ed emozioni come un infaticante scrutatore dei cuori……semplicemente un genio…..

    1. Scusa Migeè A. Le Brun, non è che c’è stato un errore di comunicazione? Sono rimasto basito a leggerti, un apprezzamento simile non ha prezzo, è da incorniciare, merita una splendida cornice. Fabius P. ti ringrazia immensamente col suo genio e soprattutto colla sua sregolatezza, ritornando mestamente nella sua angusta lampada.

      1. Nessun errore di comunicazione…….sei uno scrittore geniale, maestro delle parole che ti sono serve e padrone nello stesso tempo……e come tutti i geni non sai di esserlo…..
        P.s……no, non tornare nella tua angusta lampada……

  3. Da Carducci a Fini attraverso la musica prog. Un racconto divertente che vale ben più di un pesce d’aprile nell’Adriatico.

  4. Mamma mia, che lunedì. Prima leggo il tuo ‘autocelebrativo’ del centenario e poi ti ritrovo morto, sepolto, epitaffiato e presto obliato. Mi lasci spiazzata, distrutta dal dolore e spaventata dai contributi musicali.

  5. Grande Fabius P. L’ intero racconto é piacevole, il pezzo che si riferisce al defunto Silvio, mi ha fatto piangere dal ridere, letteralmente. E l’epitaffio finale molto meglio del primo.

    1. Grazie M.Luisa. Forse dovrei essere lapidato per questa lapide. Per non sbagliare potrei incidere tutti e due gli epitaffi sulla stessa lapide, in fronte e sul retro, sarebbe unica nel suo genere.

  6. Strano come un epitaffio a te stesso ti sia venuto tanto bene. Mi aspetterei che uno scritto tanto… uhm. Triste? Sì, triste. Ecco, dovrebbe riuscire meno bene. Ma tu hai un gran senso dell’umorismo e sei capace di sorridere anche della tua morte. Virtù dei forti, questa, come la pazienza. In the Court of the Krimson King campeggia ovunque io vada ben in vista fra i miei dischi, da quando lo comprai per la prima volta, credo, una quarantina di anni fa. Ma lo conoscevo da molto prima, penso dal ’75 del secolo scorso, quando lo comprò mio fratello e lo fece girare sul “piatto” marca AR del suo impianto stereo amplificato Marantz appena comprato. Allora ero un ragazzino ma mi impressionò il faccione rosso e la bocca gigantesca. Poi la musica mi fece innamorare. Ancora oggi, mi commuove per la sua perfezione. Ne ho citato un passaggio da qualche parte, chi ha buona memoria forse se lo ricorda. Sennò, beh, non sono certo un classico da leggere (almeno una volta).
    Bello, bellissimo e agrodolce, come si confà all’epitaffio di uno scrittore tanto bravo a far sorridere. E non solo.

    1. Grazie Giancarlo. Quando sento Greg Lake intonare “Confusion will be my epitaph” mi emoziono ancora a distanza di cinquanta anni. Ogni due novembre in memoria di Emerson ascolto Tarkus, il primo LP che ho acquistato da ragazzo. Se dovessi spiegare cos’è l’imprinting direi che questo disco mi ha segnato per sempre, mi ha fatto amare il progressive rock e l’organo hammond.

  7. “Per questo sto meditando di tornare a scrivere su di un supporto cartaceo, ho ancora qualche quaderno intonso da scarabocchiare, che garantisce maggiore sicurezza, è al riparo dagli hacker e da tutti i criminali digitali. “
    Sono stato lì a pensare di commentare tante frasi, quasi tutto il racconto, e ogni volta ho detto: inutile evidenziare ogni frase, poi commenti dopo tutto insieme. E poi mi è partita evidenziata questa, perché mi ha solleticato il terzo neurone su cinque, quello in alto a destra. Io ci ho scritto un intero romanzo, su un personaggio che riempiva i suoi quadernetti scritti fitti fitti. E non ho ancora finito, mi sa. Ho una passione, quasi un kink, per l’inchiostro color indaco, quell’azzurrino che, guarda caso, assomiglia un po’ a quello di questa finestrella dove sto commentando. Penna a inchiostro liquido, quadernetto con copertina nera e pagine a righe ed elastico che tiene tutto chiuso…

    1. Hai fatto bene, per commentare tutte le frasi avresti superato le 1.500 parole 😁. Io ho riempito diversi quaderni ma ormai mi sono adeguato alla scrittura digitale, ti semplifica la vita. Unico difetto è che devi lottare continuamente col correttore automatico.

  8. Che gran giocatore che sei! Come palleggi tu con le parole… nessuno!
    Sai partire dalla difesa, dribblare con maestria termini ostici, smarcare a centrocampo vocaboli ormai desueti (!) per poi effettuare assist con citazioni di imperdibile bellezza e andare finalmente in rete con deliziosi racconti! Ti perdono se non ami il calcio, fino all’anno scorso lo insegnavo ai ragazzi. Va bene, nessuno è perfetto, tantomeno io e te. Però mi piace il fatto che ami il Prog, come me. La prossima volta che cerchi Emerson usa le iniziali🤣😂🤣

    1. Forse dovrei tifare la Triestina che poverina è ultima in classica con ben undici sconfitte da inizio campionato. La mia mancanza, evidentemente, si è fatta sentire. Bella la metafora calcistica, io al massimo tirerei la palla in tribuna. Anch’io sono contento ti piaccia Keith Emerson, I am a lucky man.