Erosione

Serie: Trame


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Clara ha cinquantacinque anni e da tempo porta la relazione con Riccardo sul dorso, con la disciplina di chi scambia la pazienza per amore. Riccardo ne ha sessanta, un’esistenza ordinata, una voce stabile, un modo di abitare la casa che non chiede spiegazioni. Vivono al terzo piano di un palazzo anni Settanta, in un quartiere che si rinnova a scatti: un bar che chiude, una palestra che apre, un cantiere fermo per mesi. La loro vita gli somiglia: niente frane improvvise, soltanto materia che si consuma lentamente.

L’erosione è iniziata quando le domande hanno smesso di essere vere e sono diventate controlli, promemoria, contabilità domestica. Clara non sa indicare un giorno preciso; ricorda una somma di dettagli. La tazza lasciata nel lavello. Le luci accese in stanze vuote. Il televisore a riempire il silenzio. Non litigano quasi mai. La pace è il loro alibi, e anche la loro malattia.

Andrea, il figlio, ha ventisette anni e vive in affitto dall’altra parte della città. Alterna lavori brevi, corsi interrotti, relazioni a scadenza. Mantiene con i genitori un contatto regolare e superficiale: messaggi, chiamate rapide, visite senza residui. Non è cattiveria. È protezione. Clara percepisce la frattura familiare proprio attraverso quell’assenza. In passato Andrea era stato il collante. Ora attraversa la vita a occhi semi chiusi.

Un pomeriggio Clara esce dal lavoro prima del solito. Lungo il viale verso casa trova una recinzione arancione attorno a una scarpata del parco. Un cartello parla di consolidamento del terreno. La parola le resta addosso, perché in lei non c’è consolidamento. C’è perdita. A casa apre un cassetto dimenticato: fotografie, biglietti, un mazzo di chiavi, la ricevuta di un viaggio sbiadito. Capisce che la sua relazione con Riccardo è diventata archivio.

Nei giorni successivi si concentra sulla mera quotidianità. Nota quanto si prepari prima di ogni conversazione per evitare il conflitto. Quanto anticipi i bisogni di Riccardo per non doverli discutere. Quanto rinunci ai desideri non per generosità, ma per stanchezza. Il corpo risponde con segnali minimi: insonnia, tensione alle spalle, fame disordinata.

Riccardo non vede, o vede e riduce tutto al lavoro, all’età, al tempo che passa. Continua a essere corretto, presente nelle cose pratiche. Ma la presenza non ha direzione. Clara prova deviazioni senza teatralità: sposta mobili, prenota una cena, propone una gita. Ogni novità viene riassorbita dall’inerzia. La sua energia diventa carburante di un motore al minimo.

Il conflitto interno cresce in silenzio. Clara si pone una domanda che la sfinisce: se non esiste colpa, esiste il diritto di andarsene? Non desidera avventure, né nuovi inizi, ma pace. Una pace spoglia, quasi una stanza vuota.

Inizia a prepararsi con metodo. Annota spese, utenze, scadenze. Controlla il mutuo, valuta alternative, cerca un piccolo appartamento. Ogni gesto produce nausea e sollievo insieme. La nausea nasce dal pensiero di ferire Riccardo. Il sollievo dall’idea di fermare il logorio.

La decisione matura in un giorno qualunque. Clara la pronuncia con una calma che la spaventa. Riccardo reagisce con incredulità, poi con tentativi di razionalizzare, poi con un silenzio compatto. Clara lo regge. Comprende che l’antagonista non è lui, ma la massa di anni trascorsi, la storia che pretende continuità solo perché è lunga.

La separazione diventa concreta. Dividono oggetti, documenti, stoviglie. Clara scopre che una tazza pesa più di un mobile. Ogni scatola riapre una stagione. Tratta la memoria con rispetto, non con culto.

Andrea apprende la notizia e reagisce con un distacco che nasconde paura. Non esplode, non implora. Si limita a spostare la crisi in un angolo della mente già sovraccarica. Clara capisce che anche lui è in erosione, solo su un altro fronte.

Il giorno del trasloco piove. Nel monolocale dove si trasferisce ci sono scatoloni, una lampada provvisoria, un materasso. Clara si siede sul pavimento e ascolta i rumori del palazzo. Non prova felicità. Prova spazio. L’erosione non scompare, ma si arresta. Nel vuoto, finalmente, Clara smette di perdere pezzi.

Continua...

Serie: Trame


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Se dovessi evidenziare le frasi che mi hanno colpito, direi tutte, dalla prima fino all’ ultima. Complimenti Rocco, con questa serie, piú che mai, direi che ti confermi tra gli autori numero uno di questa piattaforma, per stile, contenuto e capacità – non comune – di sondare e raccontare – cosa non sempre facile – l’ anima delle donne.

  2. “Clara ha cinquantacinque anni e da tempo porta la relazione con Riccardo sul dorso, con la disciplina di chi scambia la pazienza per amore.”
    Colpita e affondata sin dalla prima frase.