Esplosione

Serie: Amore o Sesso


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: sembra andare tutto bene, quando i sentimenti sono pronti a mostrarsi...

Il giorno dopo mi svegliai con lei accanto, non volli sfiorarla, mi limitai ad osservare le sue linee fini, interrotte da grandi colline e riprese da un ventre piatto, un pube appena accennato e le gambe sottili. Mi limitai ad assorbire la sua purezza, una pelle chiara color latte, un profumo dolce.

A quel punto iniziai a pensare a cosa provassi realmente per lei, cosa poteva essere che mi spingesse a volerla tanto. Avrei voluto stringerla forte tra le braccia, sentirne il profumo, inebriarmi di lei.

Forse era amore, forse lì mi resi conto che tutto quello che mi faceva eccitare stando con lei era semplicemente il sentimento che provavo. Un sentimento profondo, di attenzione, di cura, premura e dolcezza.

Dopo poco mi alzai dal letto senza fare rumore, andai in cucina, chiusi la porta ed iniziai a sbattere uova, zucchero e farina, aggiunsi un po’ di miele e preparai dei pancakes per la nostra colazione. In padella il burro sfrigolava dolcemente, versai l’impasto e pian piano iniziò a sentirsi profumo in tutta la cucina.

Pronti i pancakes, li impilai uno sull’altro quattro nel mio piatto e quattro nel suo. I miei li cosparsi di miele, che preferisco allo sciroppo d’acero e sui suoi versai del cioccolato fuso, guarnendo entrambi con frutti di bosco. Poi preparai un cappuccino per lei e un latte macchiato per me. Aprendo la porta della cucina il profumo si disperse veloce nelle altre stanze, portai i piatti e le tazze sul tavolo in sala, sopra delle tovagliette in bambù di colore chiaro.

Mi diressi verso la camera, la vidi che si muoveva lentamente, la chiamai sottovoce dicendole che era pronta la colazione.

“Un abbraccio!” mi disse con voce ancora assonnata. Il suo corpo era ancora nudo sotto il lenzuolo, mi avvicinai mettendomi sul fianco di lato a lei e avvolsi le braccia intorno al suo collo. In un istante, con un movimento del quale quasi non mi accorsi me la trovai sdraiata su di me. Il suo corpo si pesava sul mio, il suo seno contro il mio lasciava una leggera distanza tra di noi e le sue braccia si strinsero intorno al mio collo.

“Cosa hai preparato per colazione? Sento un buon profumo.”

“Hai fame? Ti ho preparato i pancakes!”

“Sìììììììì, mi metto le mutande, una maglia e vengo subito!”

“Mettiti questo!” le diedi un mio vestito da casa, lei se lo infilò comprendosi il seno e poi infilò lo slip.

Mi raggiunse al tavolo in sala, mi fece i complimenti e iniziò a mangiare senza indugiare ulteriormente. Sembravano piacerle, c’era un silenzio ingordo, le bocche come si svuotavano si riempivano nuovamente e lei sembrava felice.

“Come stai oggi Lara?”

“Tutto bene Ami, tu?”

“Tutto bene direi, oggi non voglio fare niente!”

“Mi sembra un’ottima idea. Potremmo andare ai campi e rilassarci un po’ nel prato.”

“Certo.”

Finito di mangiare mi aiutò a sparecchiare la tavola, mise piatto e tazza in lavastoviglie e ripose la tovaglietta.

“Vado a fare una doccia” mi disse subito dopo.

“Fai veloce che così la faccio anch’io.”

“Vaaa bene!”

Appena terminò la doccia mi chiamò in bagno, le passai l’asciugamano e se lo avvolse sopra i seni ancora grondanti d’acqua. Mi svestii, ponendo i vestiti nel cesto dei panni da lavare e mi infilai in doccia. Lei rimase lì ad asciugarsi, poco dopo uscii dalla doccia, mi porse un altro asciugamano e mentre mi asciugavo prese il phon, iniziando ad asciugare i capelli ancora nuda davanti al mio sguardo.

Mi piaceva che non avesse inibizioni davanti a me, che stesse a casa mia come se fosse a casa sua, che non badasse minimamente alla mia presenza, al mio sguardo.

Sentii un brivido attraversarmi il corpo, una sensazione strana allo stomaco e allora osai, avevo paura ma quello che sentivo era troppo forte per tenermelo dentro. Mi alzai, lasciando scivolare l’asciugamano ai miei piedi e ancora nuda andai dietro di lei, le feci posare il phon e la cinsi con le braccia in vita, ci guardammo allo specchio.

Lei si scostò, un senso di mancanza mi pervase, allora tornai in posizione e mi allontanai di un passo da lei. Non volevo farle del male, non volevo metterla a disagio.

Lara mi guardò di sfuggita, si voltò, andò in camera con i capelli ancora umidi e si rivestì. Io abbassai lo sguardo e non dissi una parola. Quella reazione mi sconvolse e una lacrima solcò la mia guancia senza che riuscissi a trattenerla. Mi fermai in bagno ad asciugarmi i capelli, poi andai a vestirmi in camera.

Vidi sulla sedia tutti i vestiti che le avevo prestato e mi sentii persa in quel turbine di emozioni negative che iniziarono a pervadermi.

Mi logoravo dentro, ancor prima che qualcosa succedesse davvero.

La ritrovai sul divano, col telefono in mano che scambiava messaggi, non osai chiedere.

“Sono pronta, vuoi andare ai campi allora?”

“Ho sentito Mia, mi ha chiesto di vederci, non ti dispiace se la becco vero?”

Non mi diede modo di dire la verità, non avevo il coraggio di affrontarla in quel momento, era seria, turbata e io caddi in un pozzo profondo che mi inghiottì.

“Ma va, figurati, io andrò comunque a rilassarmi un po’. Se poi ti va raggiungimi!”

“Ok, va bene allora, nel caso ci sentiamo dopo.”

Se ne andò, quando la porta si chiuse non riuscii a trattenere le lacrime, avrei lanciato in aria tutto, avrei buttato le lenzuola e i vestiti in lavatrice per far sparire il suo odore, ma non era possibile. Il suo odore lo avevo addosso, lo sentivo intriso nella mia pelle.

Scrissi a Robi.

“Ciao, se ti va di consolare un’amica disperata ti aspetto ai campi, solito posto.”

“Cosa è successo?”

“Non ne voglio parlare.”

“Arrivo!”

Serie: Amore o Sesso


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Discussioni

  1. “Non volevo farle del male, non volevo metterla a disagio.”
    Molto toccanti le attenzioni di Ami verso le I decisioni di Lara. Le stai riuscendo a trasmettere benissimo.

  2. E’ sempre un piacere vedere lo sviluppo stilistico di una scrittrice qui su EO, e confermo qui quel che dicevo commentando il tuo episodio precedente. Brava, continua a scrivere e a deliziarci.