
Fantasmi
Serie: Trenta secondi alla mezzanotte
- Episodio 1: Trenta secondi alla mezzanotte
- Episodio 2: Disastro imminente
- Episodio 3: Carne da macello
- Episodio 4: I Bagliori d’Europa
- Episodio 5: Viaggio verso l’ignoto
- Episodio 6: Il vagone undici
- Episodio 7: Bagliori del passato
- Episodio 8: Resistere
- Episodio 9: Fantasmi
- Episodio 10: L’orologio dell’apocalisse
- Episodio 1: Alleanze
STAGIONE 1
STAGIONE 2
– Ora ti metti anche a piangere – disse in un sospiro esasperato il sergente per poi continuare, posizionandosi davanti alla sua poltrona, mentre un uomo del mestiere preparava i suoi strumenti, avvicinando alla figura esile del giovane che sotto al grande telo bianco chiuso attorno al suo collo, stringe i braccioli della poltrona come un marinaio che si aggrappa ad una nave che affonda.
– Ti manca la mamma? La vuoi chiamare? Le vuoi dire che te la stai facendo sotto per un taglio di capelli?
Il giovane scosse la testa e cercò di asciugarsi le guance col dorso della mano, ma un brusco schiaffo gli arrivò direttamente sul viso dal sergente che aveva iniziato a sbraitargli contro.
Aiden sospirò e nel sentire che l’uomo dietro di lui aveva appena spento il rasoio elettrico, gli chiese con un tono di voce basso ed educato: – Posso alzarmi?
Egli annuì e dopo avergli tolto il telo bianco di dosso pieno di ciuffi scuri che finirono per terra mischiandosi agli altri, aggiunse: – non reagire. È quello che vuole.
– Si ma io mi sono rotto il cazzo – disse Aiden in risposta e con un gesto veloce, si gettò addosso al sergente che ancora stava tormentando il più giovane del vagone undici, prendendolo a sua volta per la maglia e facendo sbattere la sua schiena contro uno scaffale di legno dal quale cadde qualche libro e disse mantenendo una voce bassa, ma aggressiva, imponendosi su di lui.
– Hai finito di tormentarlo, eh? Prenditela con me, dai. Io mi diverto, al contrario suo.
Aiden aveva una massa corporea superiore a quella del sergente e lo teneva in scacco mentre uno di quei ragazzi che lavoravano in quel tendone era già fuggito a chiamare un superiore, imprecando a mezza voce.
Aiden non aveva paura e la rabbia lo accecava, facendogli sferrare il primo pugno che scaraventò l’uomo in uniforme direttamente per terra. Aiden non perse tempo e lo sovrastò, continuando a sferrare fendenti sulla sua faccia finché il sergente non lo bloccò e iniziò a reagire ed a quel puntò fu Aiden ad incassare i colpi, ma nonostante tutto, continuava a cercare di bloccarlo per poter contrattaccare a sua volta, finché entrambi non vennero fermati. L’uomo che poc’anzi si era occupato di Aiden, gli aveva bloccato i polsi e nonostante il ragazzo scalciasse per liberarsi dalla presa, un altro uomo si unì per tenere fermo il ragazzo accecato dalla rabbia.
Il sergente si rialzò in piedi e dopo essersi pulito l’uniforme con la mano, si avvicinò ad Aiden e caricò un pugno.
– Fallo, dai. Codardo, picchiami mentre io non posso liberarmi.
Non fece in tempo a finire la frase che un pugno venne assestato direttamente sul suo naso, facendogli sputare sulla sua faccia uno spruzzo di sangue.
– È questa la parte divertente. Rispose il sergente con addosso un sorrisetto tipico di chi sa che sta truccando il gioco e sa che a breve otterrà la vittoria. Continuò difatti, a sferrare fendenti sul volto del ragazzo che tratteneva ogni singolo gemito di dolore per non dargliela vinta, fino a che non perse i sensi, con due rivoli rossi di sangue che scivolavano dal suo volto al pavimento.
Si risvegliò in un’altra tenda più piccola ed intima, stavolta quasi del tutto da solo, eccetto per un’altra persona che intravedeva sdraiata in una branda dall’altra parte della tenda.
– Sembri un uovo sodo ammuffito. Disse la voce che proveniva dall’altra parte della stanza ed Aiden sorrise nel riconoscerla: era la ragazza del treno.
– Ti ringrazio per la similitudine – andò a toccarsi il capo rasato, accennando un sorriso, quindi aggiunse: – come stai?
– Sono stata meglio. Nel vederti, sto peggio. Disse lei, alzandosi per poi andarsi a sedere di fianco a lui dopo aver sbirciato fuori dalla tenda ed essersi assicurata che nessuno fosse di guardia.
– Perché mai? – chiese lui stupito, inarcando un sopracciglio scuro.
– Perché ora mi tocca difenderti. Rispose lei mentre frugava in uno dei suo stivali fino a trovare il pacchetto di sigarette che teneva nascosto. Se ne accese una e ne passò un’altra ad Aiden, assieme all’accendino.
– Nessuno deve fare questo per me. Sussurrò lui di rimando mentre si accendeva la sigaretta: era da tanto che non fumava una sigaretta vera.
– Non capisci un cazzo – gli rispose lei, scuotendo appena la testa e tornando poi a guardarlo.
– Vuoi darmi una delucidazione? – chiese Aiden, portandosi la sigaretta alle labbra.
– Snowson… Gli altri ragazzi immagino ti abbiano riconosciuto, no? Ho visto gli sguardi di alcuni di loro, in treno – lei si massaggiò le tempie con una mano, emettendo un sorriso mentre come lui, continuava a fumare.
– Si, ma non credo dovrai difendermi da loro. Si difendé lui con un’alzata di spalle.
– Se mi facessi finire, stupido coglione – sbuffo lei, gettandogli addosso una ventata di nicotina che lo fece tossire.
Aiden non poté fare a meno di ridere: sebbene la loro situazione fosse tragica sotto ogni punto di vista, quella sconosciuta non gli dispiaceva con i suoi modi di fare rozzi.
– Intendevo dire che anche se non te lo dicono, ora nutrono una speranza nel vederti con loro. Si aspettano gesta eroiche e prese di posizione da te, come quando eri a capo dei bagliori. E li accontenterai, altrimenti sarò io a spaccarti di nuovo il naso e non ci andrò leggera come la femminuccia che ti avrà fatto perdere al massimo solo due goccioline di sangue, da quel che vedo.
La ragazza finì il suo discorso e dopo aver gettato la cenere della sigaretta per terra, tornò a guardare Aiden quando le pose una domanda.
– Come ti chiami?
– Non ha importanza. Nessuno di noi avrà mai il tempo di memorizzare quaranta nuovi nomi in due settimane.
– Ma io voglio sapere il tuo nome.
– Chiamami fantasma – disse lei, gettando poi il mozzicone della propria sigaretta fuori dalla tenda.
Serie: Trenta secondi alla mezzanotte
- Episodio 1: Trenta secondi alla mezzanotte
- Episodio 2: Disastro imminente
- Episodio 3: Carne da macello
- Episodio 4: I Bagliori d’Europa
- Episodio 5: Viaggio verso l’ignoto
- Episodio 6: Il vagone undici
- Episodio 7: Bagliori del passato
- Episodio 8: Resistere
- Episodio 9: Fantasmi
- Episodio 10: L’orologio dell’apocalisse
Bello questo episodio, giustamente enfatico.
Esatto, qui escono fuori tutta l’ira e il coraggio del protagonista il quale – nonostante la sua disillusione, si lascia dominare dal suo istinto ogni volta in cui si presentano circostanze dove vine calpestata l’umanità altrui. Anche qui si va incontro ad un colpo di scena, ma anche ad una rivelazione. Grazie per seguire il mnio lavoro, Giuseppe, lo apprezzo molto!