Farfalle azzurre
Lui aveva gli occhi castano chiaro e il naso storto; lei i capelli neri e il viso che lo specchio non rendeva bello.
Lui aveva un ciuffo di capelli ribelle; lei la dolcezza di chi assapora le emozioni belle.
Si incontrarono alla festa del santo patrono, tra i bagliori e i botti dei fuochi.
All’improvviso, come accade agli amori che cercati non si trovano, ma se non pensati arrivano da soli, si presero per mano.
Ci pensò la notte a sciogliere il ghiaccio della loro tenerezza e a disegnare sulla spiaggia i passi scalzi dei loro baci.
A riva, l’onda si distese piano piano, per non dare fastidio ai loro abbracci pieni di sospiri.
Da quel giorno, vissero insieme, attraversando prati senza erba, giardini fioriti, strade asfaltate, vie polverose e vicoli baciati dal sole, accompagnati dai versi di una canzone e da quattro accordi di una chitarra che non rimaneva mai da sola.
Un mattino, forse una sera, forse una notte, sparirono in silenzio, senza dire un perché e un dove a chi li conoscesse.
Qualcuno dice di averli visti, da qualche parte, sotto un cielo diverso, ma insieme ancora adesso, con le ore del calendario a pesare sulle loro schiene e con le spalle curve a fare ombra alle loro gambe.
Lui senza ciuffo, stempiato e magro; lei con i capelli innevati che non le coprono più la faccia.
Lui che le sorregge il passo e lei che lo abbraccia.
Qualcuno altro narra che, quando l’aurora dipinge la rugiada d’arcobaleno, in un bosco di betulle l’aria vibra di una melodia che tutto intorno si commuove, tace e sta a sentire, mentre appaiono loro due, tra fili di pioggia che non li bagna e le carezze di un vento caldo.
Lei danza, assieme alle farfalle azzurre, e lui suona la chitarra e canta:
«amore che amore cerca e amore trova è amore che non si perde, ma che si rinnova».
Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Ha un tono da fiaba adulta, semplice e luminoso, con immagini molto riuscite (la spiaggia “che disegna”, l’onda che si stende “per non dare fastidio”, l’aurora che colora la rugiada). E mi piace l’idea della sparizione: non tragedia, ma scelta di sottrarsi e continuare altrove.
Grazie, Lino, per avermi letto e commentto
Ciao Ardoval, ho apprezzato il racconto per la delicatezza e l’aria sognante in cui mi ha fatto entrare. Molto, molto bello il passaggio “come accade agli amori che cercati non si trovano, ma se non pensati arrivano da soli”, e l’idea finale. Una di quelle idee facili da condividere, ma spesso difficili da realizzare. Perciò è importate ripeterla. Grazie.
Ciao Luigi,
grazie per avermi letto e apprezzato. Buona serata
È molto dolce questo tuo racconto a metà fra la fiaba e la leggenda.
Racconta di un amore che non si perde e che si riveste di capelli bianchi e dolci attenzioni.
In spagnolo diremmo ojalá, come un augurio a loro e una speranza per noi.
Sì, a prima vista, è un inno ad un amore così raro che pare una fiaba.
Ma è un amore che seppure messo alla prova ” attraversando prati senza erba…strade asfaltate…vie polverose” trova la forza di “rinnovarsi” che significa anche scelta di continuare a stare insieme. Il resto è “fantasia” che non appartiene a loro due, ma alla narrazione degli altri.
Grazie per il commento che ho gradito.
Direi più una poesia, che un racconto.. dolce come una canzone d’amore, ferma nel tempo, profumata e leggera. Complimenti
Grazie, per i complimenti.
Io amo definirli “racconti poetici”.