
Fattore C
«FATTORE C DOVE SEI? FATTORE C FATTI VIVO! Fattore C non fare il timido, vieni a trovarmi, dai!»
Lo so che il fattore C è un’entità astratta, che non mi risponderà mai perché non mi vede e non mi sente, ma non si sa mai, è meglio tenerselo buono perché gran parte del nostro destino è nelle sue mani. Tutti ne abbiamo tanto bisogno perché se scarseggia c’è poco da fare, è del tutto inutile assumere la vitamina C, nessun integratore potrà aiutarci se ne siamo carenti.
Il fattore C non è una variabile indipendente, nessuno lo può manipolare, e neanche una variabile dipendente, non dipende da niente. Il fattore C è del tutto casuale, la sua dinamica è imprevedibile come la dinamica di un chiodo, perché nessuno può prevedere il momento esatto in cui il chiodo abbandonerà la parete lasciando cadere un quadro. Se cadendo il quadro non si romperà, chi dovremo ringraziare? Ma il fattore C naturalmente! Se ancora non lo si è capito il fattore C è la fortuna, volgarmente il culo, quello che ci vuole perché tutto vada sempre nella direzione giusta.
C’è chi il fattore C ce l’ha fin dalla nascita perché è A) un figlio di Agnelli, B) un figlio di Berlusconi, C) un figlio di Cucinelli, D) un figlio di Del Vecchio, E) ecc., con tutto il corollario che ne consegue: college privati, carte oro, raccomandazioni, conoscenze che contano, carriera assicurata, e per finire eredità milionarie. C’è chi invece l’eredità non la deve attendere una vita intera come è accaduto al povero Re Carlo III, la trova tutta nel suo DNA, in quei pochi geni davvero geniali – scusate il gioco di parole ma non sono un genio – che gli permetteranno di distinguersi dalle persone cosiddette normali. Se questo non è fattore C cos’altro è?
La genialità è un concentrato di fattore C e Mozart ne è la dimostrazione più eclatante; Amadeus compose la sua musica sublime senza mai un ripensamento, trascrivendo le note che aveva in mente direttamente sullo spartito. Questa incredibile capacità non è solo bravura, è fattore C allo stato puro. Mi sono chiesto allora il perché della tragica fine di Amadeus e la risposta è una sola: troppa concentrazione di fattore C in un unico ambito non basta per garantirsi un’esistenza fortunata. Stesso ragionamento vale per chi è il fortunato vincitore del primo premio della lotteria, non sempre una montagna di quattrini porta solo fortuna, a volte porta anche tanti guai.
Il fattore C non si può comprare; e per fortuna! Altrimenti finirebbe interamente nelle mani di quei pochi ricchi che ne farebbero incetta a qualsiasi prezzo, togliendo così ogni speranza ai molti poveri che confidano ancora in lui.
C’è chi il fattore C lo vede materializzato nel suo lato B, come Jennifer Lopez. Per il suo lato B l’attrice americana immagino abbia stipulato una polizza assicurativa mista: culo + kasko, se casco il culo è assicurato, è quello che avrà pensato o così lo penso io. In ogni caso che culo avere un culo così, una bella fortuna davvero. Per tutti gli altri che non possono esibire un lato B da urlo come quello di Jennifer – vale anche per Massimo, che con J.lo condivide solo il cognome Lopez -, il fattore C è ancor più indispensabile. Ci sono poi delle eccezioni perché gli obesi, pur presentando un sedere enorme, non per questo sono baciati dalla dea fortuna. Anzi, direi il contrario, con certi culi elefantiaci non riescono neanche ad alzarsi dal letto da soli.
“Sono salvo per miracolo!” È un modo di dire comune quando si scampa da un grave pericolo. In segno di ringraziamento è usanza portare un cero alla Madonna, ringraziare il Santo patrono o semplicemente rendere grazie a Dio. Io, più prosaicamente, direi che è solo fattore C.
Chi campa cent’anni di solito trova mille motivi per giustificare la sua longevità, io ci credo poco alla dieta, al movimento, ai consigli della nonna perché è statisticamente dimostrato che uno su tremilacinquecento ce la fa, è tutta una questione di culo, perché tutto dipende sempre dal famigerato fattore C.
Il fattore C ha anche influenzato la storia. Prendiamo ad esempio Napoleone, il piccolo grande generale corso.
Napoleone deve Bonaparte della sua carriera militare al fattore C. Con questa mia affermazione non voglio sminuire l’uomo che, con sprezzo del pericolo, combattè a fianco dei suoi soldati in prima linea, però, se sfortunatamente una pallottola vagante lo avesse centrato ferendolo a morte, la storia avrebbe preso un corso diverso, magari non di Ajaccio, forse di qualche altra cittadina della Corsica. Sicuramente i suoi resti mortali, che attualmente si trovano sepolti in una tomba posta all’interno del Dôme des Invalides a Parigi, sarebbero finiti in qualche fossa comune assieme ai tanti aitanti giovani che in quella sfortunata battaglia vi persero la vita, senza mai più ritrovarla, purtroppo. Niente rivoluzione quindi, e molte meno pagine di storia da studiare.
Che dire di Cristoforo Colombo che scoprì un continente a sua insaputa e per puro caso?
Che anche per Colombo il fattore C è stato determinante per il raggiungimento della sua impresa, che senza un po’ di culo sarebbe naufragata con tutte e tre le sue caravelle. Si sa com’è andata, dopo lunghi giorni di navigazione in mezzo all’oceano Atlantico, quando oramai le speranze erano ridotte al lumicino e la sua mission impossible stava diventando veramente una missione impossibile, una vedetta vide in lontananza un lembo di costa e gridò: «TERRA! TERRA A DRITTA!» O gridò: « COSTA A DRITTA!» dopo aver visto un lembo di terra? Chi lo sa? L’importante è che Colombo e le sue tre Caravelle si salvarono.
Devo dare atto che Colombo e Napoleone ebbero almeno il coraggio di osare e poi si sa, audentes fortuna iuvat – la fortuna aiuta gli audaci -. Credo ci sia ben poco di audace nell’estrarre il petrolio dal deserto, però ha cambiato la vita di qualche nomade arabo che si è addormentato beduino e si è risvegliato nababbo. Qui il fattore C si è superato, è fattore C elevato alla C (al cubo). Quand’ero piccolo chiesi a mio padre:
«Babbo, quando diventerai nababbo?»
«Quando il fattore C passerà di qua» mi rispose continuando, «probabilmente quando il deserto arriverà da noi.» Adesso ho capito cosa intendesse per fattore C e perché mio padre non diventò un nababbo.
Rassegnamoci, il fattore C non guarda in faccia a nessuno, altrimenti avrebbe vergogna di sé. Pensiamo a quanti attentati è scampato Hitler; con la sua morte la guerra poteva terminare anni prima risparmiando la vita a milioni d’innocenti, forse Hitler il fattore C lo teneva nascosto nel fondo schiena.
Posso così ribadire con certezza assoluta che senza il fattore C certe imprese sarebbero state impossibili.
Molti affermano che bisogna farsi un culo così (avete presente il gestaccio poco signorile che si fa con i pollici e gli indici allargati delle mani che avrete visto fare molte volte da Lino Banfi?), che i risultati, poi, arrivano. Falso! Mio nonno ha lavorato una vita e poi, al momento di raccogliere i frutti, si è visto nazionalizzare tutto da quel grande statista al quale lo stato italiano ha conferito il titolo di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana: Josip Broz Tito. Oltre il danno la beffa, questo è quello che penso ogni anni nel giorno del ricordo, il 10 febbraio.
Dicono che bisogna prenderla con filosofia, dicono.
Mio nonno non conosceva la filosofia e neanche Seneca, nemmeno io l’ho mai incontrato per la verità. Dicono che era un famoso filosofo, ecco una sua massima che mi hanno riferito (la minima non mi è pervenuta): “La fortuna non esiste, esiste solo il momento in cui il talento incontra l’opportunità”. Peccato che il talento è dovuto al fattore C e l’opportunità è spesso un colpo di fortuna. In filosofia tutto è dimostrabile, anche il contrario. Se lo incontrate riferitegli di questa mia “minima”.
Anche nella vita di coppia il fattore C è determinante. Nessuna sa mai a priori se il destino gli riserverà una brava moglie o un bravo marito, a saperlo si eviterebbero tante tragedie familiari, molti femminicidi e qualche raro maschicidio. Non cercate maschicidio sul dizionario perché è un termine che non esiste, è solo una licenza che mi sono preso, però suona bene per una bomboletta spray da utilizzare per difesa personale contro maschi aggressivi e violenti. E poi cosa significa avere una/o brava/o moglie o marito? È un concetto molto aleatorio, che lascio alla libera interpretazione del lettore; il suo significato meriterebbe di essere analizzato meglio, ma non c’è tempo, non c’è spazio e mai nessuno capirà! *«E basta con Tiziano, spegni quella radio che sto scrivendo! Maledizione ho perso il filo del discorso!»
«Stavi parlando di una brava moglie caro.»
«Sì, stavo parlando bene di te, il nostro matrimonio è solido, vero?»
«Sì, di ferro.»
«Allora Stop! Dimentica, ti chiedo perdono, ascolta pure Tiziano, ma almeno chiudi la porta, grazie.»
L’amore è una cosa semplice, alla mia età l’ho capito anch’io che sono un imbranato: tu sei el regalo más grande. Non me lo so spiegare, o forse sì: dipende tutto del fattore C.
* Tratto da Sere nere
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“L’amore è una cosa semplice, alla mia età l’ho capito anch’io che sono un imbranato: tu sei el regalo más grande. Non me lo so spiegare, o forse sì: dipende tutto del fattore C. “
L’amore, in realtà, è una cosa semplice a tutte le età. Grazie Fabius per questo racconto molto gradevole e che fa riflettere.
Grazie Cristiana. “La differenza tra me e te” è che le tue parole sono sempre “Incanto”, quello che scrivo io “Non me lo so spiegare”. Avessi una memoria di Ferro potrei continuare ma sono arrivato a “La fine”. Scrivo queste ultime parole “Per dirti ciao!”.
Ciao a te 🙂 🙂 🙂
Vedo che le mie 1.500 parole non ti hanno fatto cambiare idea sulla fortuna. Io ho certamente esagerato, però non credo che tutto il nostro destino sia nelle nostre mani. Grazie M.Luisa, invidio il tuo atteggiamento sempre positivo, dovrei imparare da te ed essere meno pessimista.
Anch’ io sono convinta che il destino non sia tutto nelle nostre mani; credo che siamo gli artefici principali, cosi` come penso che siamo tutti interconnessi, non solo attraverso internet.
Un punto di vista non necessariamente ottimista e positivo, considerando quanto riusciamo, spesso, a volerci male da soli.
Grande.
Grazie, adesso ho anche il conforto di una Dea.
Semplicemente geniale!
Oltre che assolutamente veritiero. 👍
Grazie Giuseppe, sono contento che condividi i miei ragionamenti strampalati che in fondo non sono del tutto strampalati.
Ciao Fabius, bella la foto che hai scelto e godibile, come sempre, il racconto. “Babbo, quando diventerai nababbo?” una delle tante battute che mi hanno divertito.
Scherzi a parte sono d’ accordo che “La fortuna non esiste, esiste solo il momento in cui il talento incontra l’opportunità”. Sono certa che il puro caso non esista. Credo nel libero arbitrio, che siamo noi gli artefici principali del nostro destino e sono altrettanto convinta che, in ogni momento della nostra vita, il karma possa cambiare. Il fattore C, piu` o meno consapevolmente, lo attiriamo noi, con la qualita` della nostra energia, nella vita di coppia, lavorativa o sociale. Sorridere e rilassarsi, anche leggendo racconti come questo, aiuta.