Follie Sul Pianeta Wibble

Il Chuckletron 5000 irruppe nella piazza della città, con le sue parti metalliche che brillavano alla luce del sole. I cittadini del piccolo pianeta, noto come Wibble, si fermarono improvvisamente. La loro routine quotidiana era stata interrotta da quella visita inaspettata. Erano pochi abitanti, raccolti in una sola, minuscola, cittadina. E si conoscevano tutti o quasi.

“Udite, udite!”, Chuckletron 5000 annunciò, con la sua voce robotica che rimbombava nella piazza. “Sono lieto di informarvi che il festival cosmico è arrivato su Wibble!”

Gli abitanti si scambiarono uno sguardo che era un misto di incredulità e confusione. Non avevano mai sentito parlare di una cosa del genere. Anzi, non avevano proprio mai sentito parlare di un festival cosmico, tanto meno avevano pensato o immaginato di ospitarne uno.

Chuckletron 5000, l’autoproclamato leader del festival, continuò a pubblicizzarne l’arrivo, elencando i numeri e gli spettacoli che si sarebbero svolti durante la settimana.

“Le Wibble Folly Follies eseguiranno il loro numero caratteristico, ‘La danza delle bambotroniche’!”

Consisteva in una danza controllata tramite un apposito apparato. I suoi impulsi permettevano alle ballerine di muoversi in perfetta sincronia, creando figure tanto stravaganti quanto impeccabili nello stile e nell’esecuzione.

Chuckletron 5000 mentre procedeva con il suo mirabolante annuncio, non riusciva a contenere il suo entusiasmo. La voce era sovraccarica di eccitazione. “E non perdetevi le esilaranti buffonate dei Wibble Wumblers!”

Erano sagaci e coniavano frasi senza senso apparente: “ho conservato questo mio dono per te, tesoro. E lo sto facendo per ieri” oppure “non sapete quanto sia divertente rompere le uova nel paniere con un martello” o ancora “un pasto caldo consumato al freddo vale cinque volte tanto”.

I cittadini di Wibble si guardarono intorno confusi. Nessuno di questi nomi o spettacoli gli suonava familiare. Ma prima che potessero provare solo a capire cosa stesse succedendo e ancora in preda alla confusione, lo strillone robotico era già passato all’annuncio successivo.

“Naturalmente, nessun festival cosmico sarebbe completo senza l’unico e solo Wibble Wobble!” ,esclamò Chuckletron 5000, indicando con un gesto una figura con un vestito dai colori vivaci che si stava avvicinando alla piazza della città.

I cittadini guardarono stupiti l’avvicinarsi di Wibble Wobble, un uomo alto e allampanato con una folta chioma di capelli rossi. Portava con sé una grande valigia e un megafono, che usò per rivolgersi alla folla, che non stava ancora comprendendo del tutto ciò che stava accadendo.

“Saluti, abitanti di Wibble!” esclamò. La voce rimbombava nella piazza. “Sono lieto di annunciare che il vostro pianeta è stato scelto come nuova sede della compagnia cosmica e sono qui per guidare i festeggiamenti!”

La folla esplose in un misto di eccitazione e confusione, non sapendo bene come reagire alla inaspettata svolta degli eventi. Wibble Wobble, percependo a sua volta una sorta di disagio, spiegò rapidamente la situazione.

“Sembra che ci sia stato un errore burocratico nel Registro Intergalattico”, spiegò, con un tono di voce quasi divertito. “Wibble è stato erroneamente etichettato come la nuova sede della compagnia”.

La folla mormorò incredula, cercando ancora di elaborare l’informazione. Era sempre stato un pianeta tranquillo e senza pretese. L’idea di essere la nuova sede di una compagnia cosmica era semplicemente assurda.

Ma Wibble Wobble sembrava deciso a trarre il massimo da questo errore e, con l’aiuto di Chuckletron 5000, iniziò a organizzare il festival. I cittadini, catturati dall’energia contagiosa dei due, non poterono fare a meno di partecipare.

Cominciarono a decorare la piazza con striscioni e festoni colorati. I negozi e i ristoranti locali iniziarono a offrire menu speciali a tema: Bonbon di Kelpie, panini alle noci Phokia, ghiaccioli radianti all’ananas e altro ancora. L’eccitazione e l’attesa per il festival crescevano di giorno in giorno.

Man mano che il giorno fatidico si avvicinava, sempre più artisti cominciavano ad arrivare su Wibble. Venivano da tutti gli angoli della galassia, ognuno più bizzarro e stravagante dell’altro. Gli abitanti della cittadina non potevano credere ai loro occhi mentre guardavano acrobati con braccia simili a tentacoli, musicisti che suonavano i loro strumenti con le tre dita del loro unico piede e ballerini che danzavano contorcendo e, a volte, smontando letteralmente i loro corpi in modi inimmaginabili.

Ma, forse, l’esibizione più sorprendente di tutte fu proprio quella delle “Wibble Folly Follies”. Si trattava di un gruppo di artiste rimaste bloccate sul pianeta per anni, dopo che la loro astronave si era schiantata durante uno spettacolo.

Gli abitanti di Wibble le avevano sempre considerate strane ed eccentriche, con i loro costumi colorati e l’atteggiamento fuori dagli schemi, a zonzo per le vie della loro cittadina. Ma, con l’arrivo del festival cosmico, riuscirono una volta per tutte a trovare la loro giusta collocazione. Furono le star del festival e le loro esibizioni lasciarono il pubblico a bocca aperta. Dalla recitazione al canto, dal ballo alla comicità. E la “danza delle bambotroniche”.

Il festival ebbe un enorme successo, attirando persone e creature da tutta la galassia. Wibble diventò, letteralmente, un punto di attrazione per divertimento, eccitazione e risate, qualcosa che i suoi abitanti non avevano mai sperimentato prima.

Ma quando il festival si concluse e la troupe di artisti cosmici si preparò a partire, un sentimento di tristezza iniziò a dilagare fra gli abitanti. Si erano abituati al caos e all’assurdità che il festival aveva portato con sé. Li aveva uniti in un modo che non avevano mai considerato possibile.

Wibble Wobble e Chuckletron 5000 notarono la malinconia nell’aria e decisero di fare qualcosa. Riunirono i cittadini nella piazza della città e fecero un annuncio speciale.

“Abitanti di Wibble”, esordì Wibble Wobble, con la voce piena di emozione. “Forse siamo arrivati qui per errore, ma abbiamo trovato una casa. Siamo stati accolti. E così abbiamo deciso di fare del vostro pianeta la sede ufficiale e definitiva della compagnia cosmica!”

La folla esplose in grida e applausi, sollevata dal fatto che il festival non sarebbe stato un evento isolato. Grazie a questo errore burocratico, avevano trovato un nuovo modo di vivere la quotidianità nelle loro vite.

E così, Wibble divenne, con la sua minuscola cittadina, più di un piccolo pianeta senza pretese nella vastità dell’universo. Divenne un faro su risate e allegria, la nuova casa della compagnia cosmica e il luogo di nascita del festival cosmico annuale. Sempre più grande. Con una presenza di artisti sempre più ampia e variegata.

Il Chuckletron 5000 rimase a Wibble, girando per le strade con le parti metalliche ornate di stelle filanti e coriandoli colorati. Anche lui aveva trovato una sua collocazione, portando nuovo e bizzarro divertimento agli abitanti, proprio come aveva fatto quel fatidico giorno in cui aveva fatto irruzione nella piazza della città, annunciando l’arrivo del festival. 

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Discussioni

  1. Un racconto leggero e piacevole, che si lascia leggere facilmente.
    Molto sfiziose le descrizioni degli artisti e dei loro numeri, così come quelle delle decorazioni e dei cibi offerti per l’occasione.

    1. Ti ringrazio, come sempre, del contributo. Il fatto che siano racconti facilmente leggibili mi solleva, visto che li consideravo troppo “folli” per la lettura su Edizioni Open.

  2. Molto piacevole questo racconto, e la scelta di nomi e dettagli nei “numeri” dello spettacolo e nei cibi e bevande sono davvero brillanti. C’è qualcosa nel finale, in forma didascalica e stereotipale e con una struttura circolare che si richiude sull’apertura riprendendone i termini, che mi ricorda certe storie scritte da ChatGpt. Mi piacerebbe sapere se è un effetto cercato.

    1. Mi è già capitato altre volte di chiudere alcuni racconti in questo modo. Magari in forma diversa. Non è un effetto cercato, anche perché scrivo a istinto e spesso quasi di getto (correggendo poi gli “n” mila errori), quindi gli eventuali “effetti’ collaterali sono casuali. Non conosco il narrare di ChatGpt. Ho provato tempo fa a vedere come funzionava, curiosando e non mi ha convinto granché.