Fratello

Serie: Il Colore delle Nuvole - #2stagione


Il tempo passato con Olivia aveva fatto bene a Clara, era troppo tempo che non si sentiva compresa e felice per qualche secondo. Inoltre, in quegli occhi buoni e luminosi, aveva rivisto tanto di Lorenzo e aveva sentito più che mai la sua mancanza. Olivia gli sarebbe piaciuta, lui aveva gusti molto raffinati in fatto di ragazze e lei lo era. Ma al tempo stesso, il fatto che anche lei avesse avuto a che fare con una violenza l’aveva particolarmente scossa. Poggiò il capo contro il materasso e allungò le gambe sul tappeto, le era sempre piaciuto restare seduta per terra. Sospirò, aveva saltato la visita con Greta e sua madre lo aveva di certo saputo. Attendeva il suo ritorno dal lavoro come un condannato al patibolo, come chi è ben consapevole che presto o tardi avrebbe dovuto fare i conti con una sfuriata degna di quel nome. Voltò appena il capo verso destra e Lorenzo le sorrise, ma un velo di tristezza gli offuscava il viso.

-Sii forte, Clara-

Nel preciso istante in cui Lorenzo terminò la frase, la porta di casa si era chiusa con un tonfo tanto forte da dubitare di riuscire a trovarla ancora lì.

-Clara! –

La ragazza era certa che Teresa Ostuni avesse ancora il cappotto e la borsa sulla spalla quando iniziò ad urlare il proprio nome dall’ingresso. Si alzò da terra lentamente e con lo stesso passo mogio raggiunse la donna in cucina. Ebbe appena il tempo di varcare l’arco che divideva la zona notte da quella giorno che un sonoro ceffone le fece bruciare la guancia destra e rotolare gli occhiali da vista a terra. Chiuse gli occhi all’impatto e portò le dita sulla parte lesa tentando di alleviare il dolore.

-Adesso basta, Clara. Basta! Sono arrivata al limite con te, ne ho fin sopra i capelli! –

La ragazza cercò a tentoni gli occhiali sul pavimento e solo quando riuscì ad urtali con le dita e rindossarli poté vedere quanto sua madre fosse infervorata. Gli occhi le brillavano di rabbia, la pelle era arrossata e la vena sul collo rischiava di esplodere da un momento all’altro.

-Non solo siamo stati costretti a pagare una specie di dottoressa affinché tu lasciassi perdere quest’idiozia del mutismo, ma che tu salti anche le sedute è veramente il colmo, Clara-

Abbassò lo sguardo, come ogni volta che la donna inveiva contro di lei. Strinse le mascella e si obbligò a non piangere. Sentì sospirare sua madre e il rumore dei tacchi delle sue scarpe avvicinarsi.

-Ogni giorno succede qualcosa di brutto e ogni giorno ci sono persone che affrontano milioni di problemi, ma nessuno decide di fingersi menomato come stai facendo tu. Era accettabile all’inizio, Clara, quando eri ancora sotto shock, ma adesso stai esagerando-

Clara si morse il labbro inferiore tanto forte da farsi del male, nel suo petto un fiume di parole minacciava di sfondare la barriera, di incendiarla. Lei non capiva, lei non sapeva troppe cose. Lei non aveva visto tutto ciò che si era impresso nei suoi occhi, lei non aveva toccato ciò che la sua memoria tattile non aveva dimenticato.

Lei non era stata l’ultima persona a vedere Lorenzo.

Chiuse gli occhi, più forte che poté cercando di arginare la tempesta, ma non ci riuscì. Batté con forza i pugni sul tavolo, più e più volte fino a farsi male. Gettò con impeto il centrotavola di cristallo sul pavimento colpendolo con una mano, ritenendosi soddisfatta solo quando i milioni di frammenti non si sparsero per la stanza. Solo allora alzò lo sguardo sulla donna guardandola fissa, la mascella ben stretta.

-Tu sei impazzita-

Lasciò la cucina e la figlia per recarsi in bagno e Clara si prese qualche secondo per regolarizzare il respiro. Si accorse solo in quel momento che alcune schegge le avevano ferito il palmo destro, ma non se ne curò. Corse nella propria camera chiudendosi la porta alle spalle, corse alla cassettiera e tirò via da dentro la biancheria riversandola sul letto fino a trovare la busta da lettere che cercava. Lesse il suo nome su di essa e seguì i lineamenti della pessima grafia di Lorenzo.

Quante volte aveva aperto e letto quella lettera.

Quante lacrime vi aveva versato.

Quante volte aveva trovato conforto al pensiero che le dita di Lorenzo avessero toccato quella carta.

Quante altre, invece, non aveva estrapolato altro che dolore dalle righe d’inchiostro blu.

Quante lacrime aveva assorbito.

Quante volte aveva rischiato di farla in mille pezzi per la rabbia.

La infilò in tasca e corse di nuovo fiori dalla camera, dentro di lei il bisogno di evadere e di raggiungere qualcuno che potesse aiutarla, comprenderla. Infilò le scarpe senza badare al fatto che pestasse con le suole i resti del centrotavola e tantomeno al sangue che le aveva sporcato le mani. Corse fuori, desiderosa come non mai di aria. Corse verso l’unico posto in cui si era sentita al sicuro negli ultimi mesi, pregando che fosse ancora lì.

Non avrebbe mai creduto di aver bisogno di qualcuno al di fuori di sé stessa, che avrebbe addirittura corso verso una persona che non fosse Lorenzo. Salì gli scalini a due a due fino a bussare con forza contro la porta di legno, le mani le bruciarono.

-Clara? Che ci fai qui? Che è successo? –

Greta fu incredibilmente sorpresa di ritrovarsi avanti la propria paziente, in particolar modo dopo tutto quello che era accaduto il giorno prima. La ragazza di fronte i suoi occhi aveva il fiatone, il viso sconvolto e una mano ferita. Voltò appena il capo verso il paziente che l’attendeva all’interno, incerta sul da farsi.

Clara la indicò frenetica e Greta comprese che avesse bisogno di lei.

-Dammi qualche minuto-

Senza richiudere la porta, si diresse verso l’uomo seduto sul divano spiegandogli qualcosa che Clara non riuscì a sentire. Poggiò le spalle al muro ed attese nervosa, alla sua sinistra Lorenzo la guardava preoccupato ed agitato.

-Sei sicura? –

Annuì alla sua domanda, sempre più nervosa.

-Non si torna indietro, Clara-

La ragazza si limitò a guardarlo e lui comprese. Non poteva continuare a vivere a quel modo, a tenere dentro ogni singola cosa fino ad esplodere. Non poteva più sopportare tutto quel fuoco che le bruciava le pareti. Aprì la bocca per prendere un profondo respiro e Lorenzo annuì una sola volta.

-Clara? –

Si era così persa nei suoi pensieri da non rendersi conto che Greta l’aveva già chiamata un paio di volte. La donna le fece segno di accomodarsi e il suo tono gentile riuscì a tranquillizzarla, almeno in parte. Ma appena sedette sul divano e le gambe presero a tremare nevrotiche.

-Che è successo? –

Greta le fu di fronte con i suoi occhi buoni e calmi, tra le mani un piccolo kit di pronto soccorso. Clara deglutì quando la vide avvicinarsi alle proprie mani, ma non si ritrasse.

-Ti medico e poi mi spieghi cosa ti è capitato, va bene? –

Annuì e osservò con estrema attenzione ogni movimento della donna. Greta fu delicata e minuziosa, non facendole più male del necessario e fasciandole il palmo con calma. Il taglio non era profondo, ma valutò fosse opportuno disinfettarlo e proteggerlo. Quando terminò, rimase inginocchiata di fronte alla ragazza attendendo un qualsiasi gesto da parte di Clara. Lei sospirò, la voglia di ripensarci e scappare di nuovo via era forte, ma anche quella di mettere un punto a quella situazione. Tirò fuori la lettera dalla tasca e la consegnò a Greta. La donna si tirò in piedi per poi accomodarsi alla propria poltrona.

-Vuoi che la legga? –

Clara annuì, le gambe tremavano più che mai.

Greta lesse il nome della ragazza sulla busta, le dedicò uno sguardo furtivo, poi aprì il foglio piegato in tre parti stendendolo per poterlo leggere. Prestò attenzione ad ogni singola lettera, ad ogni parola. Rileggendo più e più volte alcune parti. Una volta finita la lettura, sollevò lo sguardo sulla ragazza.

-Clara, che significa? – domandò sconvolta.

La ragazza si allungò al tavolo di fronte a lei, prese tra le mani la cartellina di Greta e scrisse qualcosa su una pagina vuota. Lo voltò verso la donna affinché potesse leggerlo.

“Lorenzo, mio fratello”

Serie: Il Colore delle Nuvole - #2stagione


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Discussioni

  1. Ciao Simona, è proprio vero: dietro la figura di Lorenzo si cela un alone di mistero e ambiguità, e tu stai gestendo magnificamente questo personaggio! Finalmente i sentimenti di Clara sono usciti come un fiume in piena, in quel centrotavola a terra c’era tutto il risentimento verso la madre e verso tutta la vicenda che l’ha sconvolta. Le sensazioni da te narrate sono sempre vive, forti, ti entrano dentro perché sono vere. E la storia mantiene sempre il suo essere appassionante! Un saluto, al prossimo episodio!

  2. Ciao Simona, seguo la tua serie con molta emozione. Credo di essermi fatta un’idea su Lorenzo, su quello che gli è accaduto, ma il dubbio ancora mi attanaglia. Mi chiedo se Greta sia a conoscenza di quel fratello, viene logico pensare che la famiglia di Clara gliene abbia parlato soprattutto se è morto in circostanze tragiche (non che la morte non lo sia sempre). E, poi, mi chiedo nuovamente: è mai esistito Lorenzo? Al prossimo episodio 😉