Fuoco…

Serie: Li vuoi i biglietti?


La maestra arriva a casa e chiude la porta a chiave. Si sente tranquilla e rilassata, così si cambia mettendosi una camicia da notte verde e poi scende in cantina. Qui tiene molti scatoloni radunati tutti in un angolo: vi sono dentro dei vinili. Si avvicina e comincia a cercare quello che può fare al caso suo.

Sposta pochi scatoloni e finalmente lo trova: un vecchio vinile appartenuto a sua madre che è riuscita a portare via dalle mani di suo fratello. Sorride e avvicinandoselo al cuore torna al piano di sopra.

Pochi minuti dopo la musica invade dolcemente la casa e la maestra, canticchiando, si prepara la cena.  Proprio quando sta per aprire il cassetto delle posate qualcosa attira la sua attenzione: il biglietto del circo. Si avvicina e lo solleva, scrutandolo, passandoselo di mano in mano, guardandoci attraverso puntandolo contro la luce. Le era parso di scorgere qualche ammiccamento nei volti dei personaggi presenti, qualche movimento in quelle forme nere che danzavano nella parte centrale del biglietto; ma adesso erano ferme, esattamente nelle stesse posizioni di prima.

Scrollando le spalle entra nel salotto e posa il biglietto sul piccolo tavolino basso accanto al divano: aveva promesso al bambino che sarebbe andata al circo e non voleva sporcare il biglietto. Eppure adesso quell’incontro le risultava strano, come sfocato, se non fosse mai avvenuto, ma allo stesso tempo non voleva tradire la parola data.

Torna così in cucina, con il volto appena corrucciato e riprende a cucinare.

°°°°°

In una casa non molto lontana una bambina sta andando a dormire, portandosi nella sua cameretta il biglietto del circo, contenta di poter vedere il suo primo spettacolo tra poche serate: ha sempre sognato di leoni e ballerini con vestiti dai mille colori, così come glielo descriveva sua nonna. La piccolina si mette a letto e nasconde il biglietto sotto il cuscino, ben al sicuro dalle fauci del proprio cane, che proprio in quel momento entra nella cameretta seguito dalla madre.

“Dormi tesoro, ci vediamo domani mattina”

“Buonanotte mamma, buonanotte Puffolo”

Il cane lecca allegramente il volto della bambina, mentre questa ride, per poi girarsi in modo che la madre possa darle il solito bacio sulla guancia. Le arruffa i capelli e le sistema le coperte, richiamando infine il cane uscendo dalla stanza, chiudendosi la porta alle spalle.

Ma appena nella cameretta cala il buio, il biglietto sotto il cuscino si trasforma: le piccole figure nere che sembrano saltare, al centro del biglietto, cominciano a danzare in modo frenetico, sgraziatamente, scontrandosi tra loro e aumentando di giro in giro il ritmo, travolgendosi. Le fiamme che ne percorrono il bordo cominciano a risplendere e a bruciare le figure danzanti più esterne, che si contorcono come se stessero continuando la loro macabra danza. Infine vi è il leone sul lato del biglietto da staccare: sembra immobile, ma poi il suo muso comincia a screpolarsi: al teschio rimangono attaccati solo piccoli brandelli di pelle. Questo comincia a ruggire ed il suo verso riempie la stanza.

La bambina si sveglia all’improvviso e siede sul letto, spaventata. Non sente più niente, ma quando cerca di ristendersi un altro urlo squarcia il silenzio, seguito da un altro, ed un altro ancora: tutte le figure danzanti hanno cominciato a bruciare ed adesso urlano insieme il loro dolore, mentre il cuscino della bambina comincia a prendere fuoco. Questa si mette a urlare, invocando la madre. Il cane abbaia appena fuori dalla porta ed il primo ad arrivare è il padre: cerca di entrare, ma la porta bianca non si apre.

°°°°°

Il vecchio guarda la porta della camera di suo nipote chiudersi e si avvia verso la propria misera stanza. Una volta possedeva una bella casa, circondata da fiori, ed una moglie dai capelli bruni e gli occhi così scuri che ti ci potevi perdere. Ora la sua casa è una vecchia roulotte ingiallita dal tempo ed un tendone da circo pieno di pezze vecchie di decenni.

Si sbatte la porta alle spalle e vi si appoggia contro, per poi cominciare a sentire la puzza di bruciato: il suo biglietto del circo è posato sul comodino. Vi si avvicina e lo guarda dall’alto.

Il suo biglietto non è come quelli che vengono distribuiti nei paesi, è speciale: lo avvisa quando qualcosa di buono – per loro – sta succedendo. Ogni membro del circo ne ha uno. “Chissà se anche gli altri lo stanno guardando” pensa il vecchio Jobs.

Proprio in quel momento una doppia luce verde s’intromette nel suo campo visivo: era il segnale e quindi sì, qualcun altro lo aveva notato. Qualcun altro stava gioendo come lui.

Sorride e chiude gli occhi, inspirando profondamente, mentre l’odore di bruciato lo avvolge: non vede l’ora di leggere i giornali del mattino.

Serie: Li vuoi i biglietti?


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Horror

Discussioni