Gli Imperdonabili

Serie: Alaros


VII.

“Sei arrivato tardi, qua è già tutto morto” il soldato dagli occhi di ghiaccio tirava sguardi mesti alle rovine del regno tutto intorno.

“Ho visto anch’io la fine del mondo, la mia vita per intero: la vedo ogni volta che mi ammazzano” parlava per conto suo, mangiandosi parole e sospirando.

“L’ho vista talmente tante volte che, sai? è una cosa che s’impara: l’abitudine porta noia, è tutto quel che so. Non mi ricordo più niente”.

Si lasciava fare pasto di pensieri tristi, sotto un sole che aveva perso la strada nel girare, né giovane né vecchio, e s’era fermato in cielo ad aspettare.

Un fischio lontano lo sfidò di mettersi in marcia, che qualcuno lo aspettava, che voleva tornare a casa prima che tutto ricominciasse da capo.

Ma il mondo stava incenerito e spento, senza strade a dire dove andare, e una necessità impellente lo portò al centro del reame dove sempre finiscono tutti per piangere gli errori che hanno fatto.

Lei giocava col pulviscolo sotto le lame taglienti del sole rosso che non vedeva più, e lo aspettava da tanto, tanto tempo. Dietro le grate della sua prigione lo invitò col dito a farsi avanti e gli diede una carezza.

“Ti ricordi di me?”

Conobbe la sua voce, ch’era estate e primavera insieme, e si riempì le mani di tagli e di ferite cercando di tirarla fuori.

“Questa è la mia cella, questa è casa mia. Ti ricordi? Hidelle, mi chiamavo Hidelle e non te l’ho mai detto perché non sapevo come fare, e sul più bello la vita ci ha divisi. Sono figlia del drago ed ho sposato il Fuoco: lui mi ha chiesto di te; lui, molto tempo fa, mi ha ordinato di farti venire. Ma tu eri piccolo e non lo capivi, e il mondo ormai è finito.

Non è leggenda, è successo per davvero: per colpa loro siamo maledetti. Uno rubò il tempo, l’altro la magia, lei volle per sé la bellezza di ogni donna e l’ultimo, miserabile, si portò via la morte. Da allora il mondo smise di baciarsi con i secoli, gli uomini di amare le donne, le poesie e i racconti andarono perduti e noi tutti abbiamo smesso di morire.

Quelli che qui arrivano piano piano vanno scivolando nelle fosse dei ricordi e si tormentano.

Solo a un vero Re è concesso di spezzare il sortilegio: gl’Imperdonabili hanno nascosto i volti nelle proprie tombe, vergognandosi del latrocinio, e aspettano piangendo qualcuno a cui chiedere scusa…”

Lei aveva regalato i suoi occhi al fuoco, perché non le servivano, ma sentì la mano scivolarle dalla sua e i suoi passi allontanarsi.

Serie: Alaros


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