
Greenland Beach Resort
Quando nel 2019 il presidente Ciuffone Arancione dichiarò che la Groenlandia andasse acquistata a fine “immobiliari”, il cittadino americano medio, grattandosi il capo in preda a forti dubbi sulla stabilità emotivo-psicologica del proprio leader, non avrebbe mai previsto che in realtà quest’idea costituisse un colpo di genio da vecchia volpe del mercato immobiliare e, cosa incredibile agli occhi dei più, un acquisto geopolitico di forte lungimiranza: davanti all’avanzare del riscaldamento globale, noi arretriamo verso Nord, quel magnifico, vergine e selvaggio Nord, dove il cambiamento climatico risulterà essere addirittura un’opportunità, diceva così Ciuffone Arancione, con il suo sguardo penetrante mentre mutando la posizione delle proprie labbre assumeva la proverbiale espressione “a culo di gallina”, che esprime la profonda soddisfazione del presidente dopo che si liberava di uno dei suoi pesanti pensieri innovatori acclamati dalle folle (o dai folli).
Eppure stavolta aveva fregato tutti, poiché sul suo tavolo era già pronto da firmare il progetto per il più grande affare del secolo: il “Greenland Beach Resort”. Dove prima gli Inuit costruivano igloo e sopravvivevano con la caccia alla foca, oggi si sarebbero innalzati casinò, hotel mastodontici, ciurme di turisti sarebbero accorse come fiumi in piena in cerca di esperienze uguali e stereotipate dappertutto, ma con il luogo che curiosamente cambia di nome di anno in anno. Al posto della calotta polare, del ghiaccio spesso tre chilometri e delle temperature spaventose, la Greonlandia dopo che del Riscaldamento Globale lo stesso Ciuffone se ne era infischiato, era divenuta un paradiso tropicale, spiagge oceaniche (artificiali, fatte sparare da cannoni sparasabbia mentre il presidente osservando riassumeva l’espressione da volatile che non vola ) immense e ricoperte di stabilimenti, ristoranti, la classica riviera spremisoldi, distruggi ambiente e posticcia, falsa, stereotipata.
All’abbordabile prezzo di 10.000 $ la settimana (escluso vitto e trasporto), si può godere di un’esperienza unica, prendere il sole a pochi chilometri dal Polo Nord, bagnarsi nelle gelide acque del Mar Glaciale Artico al quale il riscaldamento globale ha cambiato il nome da glaciale in Mar Artico, senza però alzare il livello della temperatura a valori gradevoli per la balneazione: il turista medio del resort, piuttosto in carne, bianco come il latte, dopo aver sudato un’ora e mezza sotto il sole che picchia tenta ingenuo di rinfrescarsi in acqua, raggiungendo l’effetto di un’ipotermia dopo qualche minuto ammollo; fra i maschi più competitivi ne era nata immediatamente la sfida: “rimani-in-acqua-finché-le-dita-dei-piedi-sono-blu-e-tu-non-ti-muovi-più” come mostra della propria virilità e potenza; c’è chi stabilì che qualora il blu dell’ipotermia raggiungesse la rotula (decretando l’amputazione della gamba) ogni donna del Resort avrebbe ceduto alla manifesta virilità dell’imbecille mutilato,con il risultato che buona parte della popolazione maschile del resort divenne invalida,senza ottenere,è scontato, l’agognato premio per il quale era stata ideata questa sfida. Il Presidente Ciuffone è troppo soddisfatto del suo acquisto per badare all’emergenza sanitaria scaturita, né riusciva più a rilassare la bocca dalla caratteristica posizione soddisfatta, mentre osservava il suo popolo ustionarsi al sole, gelarsi in acqua e perdere gli arti. Guardando l’orizzonte, sognava a occhi aperti quando avrebbe comperato anche il Polo Nord, a quando anche nelle foreste più selvagge del Canada del Nord,”the Wild Frontier”, potrà costruire un nuovo resort “devasta e basta mentre fai un sacco di soldi”, senza pensare al Pianeta o al suo Ecosistema. Ciuffone Arancione, quella scaltra vecchia volpe, era riuscito ancora una volta a fare un affare, a uscirne vincitore. Nella conferenza stampa tenutasi alla conclusione dei lavori di costruzione di questo imponente mostro del turismo, il Presidente, soddisfattissimo, ossia con la bocca stretta all’inverosimile, dichiarò “I fucked climate change” mentre flotte di giornalisti tentavano, invano, di fargli notare tutte le questioni negative dell’affare. Al Presidente non interessava, era riuscito a fare un affare: era riuscito a tornare protagonista, o come preferiva dire lui, “make myself great again”.
Finito di scrivere nel 2019.
Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Umoristico / Grottesco
Non solo è terribilmente realistico, ma mette in evidenza l’assoluta stupidità della specie umana.
Bravo!
È così che sarà nel futuro, l’uomo andrà a fare le vacanze in Groenlandia perché la Florida sarà troppo calda.
Oltretutto, se non mi sbaglio, Trump non è stato il primo a tentare l’acquisto dell’isola.
“Ciuffone Arancione, con il suo sguardo penetrante mentre mutando la posizione delle proprie labbre assumeva la proverbiale espressione “a culo di gallina””
si, è lui e lo hai descritto come meglio non si poteva
Molto divertente, peccato che non sia solo fantasia…
Molto bravo!
Tremendamente attuale… Ahimè
“Finito di scrivere nel 2019”
Giuro, giuro che, se non fosse stato per questa precisazione, avrei detto che… Molto divertente questo racconto che, all’attualità, diventa quasi una premonizione. E, a tutti noi, non resta altro che riderci su, o forse piangerci😃
lo avevo scritto all’epoca che Ciuffone già lanciò questa proposta…l’ha tirato fuori un mio caro amico al quale lo avevo inviato…giuro che è vero!
Molto ben scritto e divertentissimo ☺️
Ahimé, il tuo testo è puramente comico ma rispecchia i pensieri di molti. Non ci si rende conto che il problema ambientale è reale, pericolosissimo per l’intera umanità. Hai saputo rappresentare attraverso la scrittura la bramosia di molti, complimenti Matteo!
spaventosamente profetico…