I Cronometristi

L’antico orologio a pendolo suonò dieci volte, segnando l’ora notturna. Quando l’ultimo rintocco si affievolì, un tenue bagliore emerse dagli intricati ed eleganti disegni, diffondendosi lentamente in tutta la stanza e illuminando le figure di due bambini seduti sul pavimento.

Il bambino, con capelli scuri e brillanti occhi verdi, guardava l’orologio con occhi pieni di meraviglia. Si rivolse alla sorella minore con un sorriso e sussurrò: “Pensi che sia ora?”.

La fanciulla, con i capelli biondi e ricci e i grandi occhi azzurri, annuì mostrando impazienza. “Lo spero”, rispose, con voce appena sussurrata.

I due bambini aspettavano questo momento da settimane. Ogni sera entravano di nascosto nello studio del nonno e si sedevano davanti al vecchio orologio, sperando di assistere alla sua magia. Il nonno aveva sempre raccontato loro storie sui suoi misteriosi poteri, ma non avevano ancora potuto sperimentarli e vederli in prima persona.

Mentre il bagliore dell’orologio si intensificava, i bambini trattenevano il respiro in attesa. All’improvviso, una piccola porta sul lato dell’orologio si aprì, rivelando una piccola figura all’interno. Era un omino con una lunga barba bianca e un orologio da taschino dorato in mano.

I bambini sussultarono per lo stupore, con gli occhi spalancati. Il vecchio sorrise loro e disse: “Miei cari bambini, è ora che inizi la vostra avventura”.

Si guardarono con eccitazione, poi si voltarono verso l’orologio e annuirono. L’anziano fece un cenno ai due bambini ed essi si avvicinarono, gattonando, all’orologio, con il cuore che batteva. Sapevano che stavano per assistere a qualcosa di straordinario.

“Benvenuti nel mondo del cronometraggio”, disse il vecchio mentre spalancava la porta, permettendo ai bambini di entrare. Appena entrati, la porta si chiuse dietro di loro, inghiottendoli nel buio più completo.

In pochi secondi si ritrovarono in un luogo completamente diverso. Era una vasta sala piena di orologi di ogni forma e dimensione. Alcuni erano piccoli e delicati, altri enormi e grandiosi, ognuno dei quali viaggiava a un ritmo diverso.

I due bambini si guardarono intorno stupiti. Il vecchio ridacchiò: “Questi è il mondo dei Cronometristi, i guardiani del tempo. E voi, miei cari bambini, state per diventare uno di loro”.

I bambini erano increduli. Avevano sempre sognato di vivere un’avventura simile e ora erano qui, davanti agli orologi più magici che avessero mai visto.

“Ora siamo davvero Cronometristi?” chiese la bambina, con la voce tremante per l’eccitazione.

Il vecchio annuì: “Sì, mia cara. Ed è il momento del vostro primo compito”.

Li condusse verso un grande orologio al centro della sala. Era il più grande di tutti, con lancette dorate e disegni bizzarri sul quadrante. Il vecchio consegnò a ciascuno di loro una piccola busta e disse: “In queste buste ci sono le sabbie del tempo. Dovete entrare nell’orologio e sostituire le sabbie vecchie con quelle nuove. È così che facciamo funzionare l’orologio senza intoppi”.

I bambini presero le buste con trepidazione, il cuore batteva per l’attesa e la meraviglia. Il vecchio sorrise loro e disse: “Ricordate, il tempo è un dono prezioso. Dovete sempre usarlo con saggezza”.

Aprì la porta dell’orologio e i bambini entrarono. Fu come entrare in un mondo completamente nuovo, ancora diverso rispetto al precedente. L’interno dell’orologio era molto più grande di quanto avessero previsto, con scale a chiocciola che portavano a diversi livelli e ingranaggi e ruote dentate che si muovevano intorno a loro.

Si diressero verso la cima dell’orologio, dove trovarono una grande clessidra piena di sabbia dorata. Le sabbie vecchie erano quasi vuote, mentre quelle nuove nelle buste brillavano di luce propria.

Con mani attente, i bambini svuotarono i loro sacchetti nella clessidra, osservando come le sabbie si mescolavano e la riempivano nuovamente. Mentre tornavano giù, sentirono l’orologio ticchettare più velocemente, come se li stesse ringraziando per il loro aiuto.

Il vecchio li stava aspettando in fondo, con il volto raggiante e pieno di orgoglio. “Ben fatto, miei cari bambini. Avete portato a termine il vostro primo compito di Cronometristi”.

I bambini non riuscivano a smettere di sorridere mentre uscivano dall’orologio. Fuori, si ritrovarono nello studio del nonno, con l’orologio che suonava undici volte. Erano tornati giusto in tempo prima che tornasse dalla sua passeggiata serale.

Usciti dallo studio, i bambini non riuscirono a smettere di parlare della loro avventura. Non vedevano l’ora che arrivasse la sera successiva, quando sarebbero potuti tornare nel mondo magico del cronometraggio.

Nelle settimane successive, i bambini ne divennero visitatori abituali. Ogni notte si intrufolavano nello studio del nonno e vivevano una nuova avventura, imparando a conoscere i diversi tipi di orologi e l’importanza di tenere il tempo.

Ma una sera, mentre stavano per entrare nell’orologio, notarono qualcosa di diverso. L’orologio brillava molto più del solito e la porta era leggermente socchiusa. I bambini si scambiarono uno sguardo preoccupato prima di entrare con cautela.

All’interno trovarono il vecchio, ingobbito, con la testa appoggiata alla scrivania. Respirava pesantemente, come se soffrisse molto. I bambini si precipitarono al suo fianco, chiedendogli cosa avesse.

Il vecchio aprì gli occhi, con il volto pallido sussurrò: “il mio tempo sta per scadere. Dovete prendere il mio posto”.

I bambini rimasero scioccati. Non se lo aspettavano affatto. Erano troppo piccoli per una responsabilità come quella. Ma al tempo stesso erano consapevoli di quanto fosse importante che il mondo degli orologi non restasse senza Cronometristi. Il vecchio consegnò loro una chiave con altre buste e disse: “Questa chiave vi condurrà al cuore dell’orologio. Dovete entrare e trovare la clessidra del tempo. Solo allora diventerete i veri Custodi del Tempo”.

I bambini annuirono, decisi a diventare i nuovi Cronometristi. Seguirono le indicazioni, superarono passaggi stretti fra un ingranaggio e l’altro, salirono rampe di scale che sembravano non condurre da nessuna parte, si tapparono le orecchie per l’assordante rumore che proveniva da uno strano meccanismo. Erano sulla strada giusta e, alla fine, si ritrovarono nel cuore dell’orologio. La clessidra era quasi vuota e gli ingranaggi si stavano fermando. Si muovevano sempre più lentamente e anche il rumore diventava progressivamente meno assordante. Come se l’orologio stesse faticando, quasi, a respirare.

Svuotarono rapidamente i loro sacchetti nella clessidra, osservando come la sabbia la stesse riempiendo di nuovo. Quando l’orologio ricominciò a ticchettare, poterono sentire la voce del vecchio: “Ce l’avete fatta, miei cari bambini. Ora siete i veri Custodi del Tempo. Sono fiero di voi e di quello che avete fatto”.

La forma del vecchio cominciò a svanire e dalla clessidra emerse un bagliore luminoso. I bambini guardarono stupiti mentre lo spirito del vecchio si fondeva con le sabbie del tempo, diventando parte dell’orologio stesso.

Quando l’orologio suonò dodici volte, il vecchio se ne andò, ma la sua eredità rimase. I bambini si guardarono l’un l’altro, sapendo di avere una grande responsabilità da assolvere. Ora erano i guardiani del tempo, i nuovi giovani Cronometristi.

Il mattino seguente, il nonno trovò i due bambini addormentati sul pavimento davanti all’orologio. Sorrise, sapendo che finalmente ne avevano sperimentato la magia ed erano diventati parte del suo mondo.

Da quel giorno, i bambini presero sul serio il loro ruolo di Cronometristi. Continuarono a vivere avventure ogni notte, senza sosta, assicurandosi che tutti gli orologi funzionassero correttamente e che il tempo venisse mantenuto in ordine. Ebbero cura di ogni tipologia di orologio, dal più piccolo al più grande, da quello più prezioso a quello più povero. Tutti erano fondamentali per la serenità della comunità degli orologi e di coloro che ne facevano parte.

Crescendo, i bambini impararono a dare ancora più valore al tempo. Capirono l’importanza di usarlo con saggezza e non lo diedero mai per scontato. E ogni sera, mentre l’orologio batteva dieci volte, si intrufolavano nello studio del nonno e si addentravano nel mondo del cronometraggio, ricordando a se stessi che erano i custodi del tempo e che era una responsabilità che avrebbero sempre mantenuto fino a quando, una notte, si sarebbero dissolti. Come era accaduto per il vecchio Cronometrista.

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Discussioni

    1. Grazie dell’apprezzamento. E del tempo dedicato per la lettura. Diciamo che ho spezzato (per un attimo) il flusso crime e distopico. Ed è stato un piacere (anche se mi ero già cimentato con “Le Favole Oniriche”).