
I desideri di conquista di Nagatsuna
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Nel suo territorio era sbarcato un gruppo di uomini belligeranti e non appena ne fu informato, Nagatsuna chiese un colloquio con il loro capo. A presentarsi al suo cospetto fu una figura possente e avvezza allo scontro. Poteva avere tra i trenta e i quarant’anni, sporco e trasandato, ma muscoloso e pieno di cicatrici a comprovare la sua tenacia. Per quanto in un qualsiasi altro nobile la vista avrebbe causato ribrezzo, il daimyo colse qualcosa che faceva al caso suo.
“Siete dei guerrieri, se non ho capito male.”
“È così che viviamo.”
“Ma non fate parte di nessun esercito.”
“Sono dell’idea che tempri di più una rissa ben fatta piuttosto che i vostri corsi di addestramento. I miei uomini sanno divertirsi senza dover pensare alle regole.”
“Siete qui per dare problemi al mio popolo?”
“Signore… siamo solo di passaggio.”
Nagatsuna restò ancora un attimo a pensare prima di giungere alla sua conclusione. “A sud c’è un villaggio che il mio esercito non è riuscito ad espugnare…” avanzò lentamente verso l’uomo “Pensate che i vostri uomini possano riuscire nell’impresa di conquistarlo e donarmelo?”
“I miei uomini non si nutrono di aria.” Fu la risposta allusiva di colui che si era presentato come Tanuki.
“Verrete ricompensati per il servizio reso.”
Nagatsuna sorrise. Se ci fossero riusciti, li avrebbe pagati più che volentieri. Se fossero periti nel tentativo, a lui non recava alcun danno. Era un buon accordo.
~•~
Quella notte il daimyo si era svegliato nel cuore della notte in preda a una strana agitazione che non si sapeva spiegare. Indossata una sopravveste, lasciò la sua stanza per dirigersi verso le cucine. Dormivano tutti a quell’ora, ma avrebbe svegliato una delle cuoche per farsi preparare una tisana rilassante. Questo il suo intento prima di notare una flebile luce fluttuare.
“Chi siete?” Chiese con un tono minaccioso.
Avvicinandosi gli fu chiaro che si trattasse di una candela nella mano della giovane concubina del cugino. Non fu la sola cosa che notò. Kiyo indossava degli abiti pesanti ed aveva sottobraccio un cestino.
“Perdonatemi signore se sono comparsa così.” Disse inchinandosi rispettosamente.
“Perdonate me se vi ho spaventata. Cosa stavate facendo?”
“Tornavo in stanza. La sera mi piace passeggiare in giardino. Yuri dice che posso, ma forse avrei dovuto chiedere il permesso a voi, Matsumoto-sama. Vi ho forse arrecato dispiacere?”
“Nessun dispiacere.” Le si fece più vicino e la guardò meglio. Era minuta e ben fatta, decisamente carina. “Potete andare dove più vi aggrada nelle mie proprietà. Se c’è altro che posso fare per rendere piacevole il vostro soggiorno, non esitate a chiedere.”
Non era sua intenzione in quel momento, ma si ritrovò a usare un tono malizioso, fuori luogo con la donna di un membro della sua famiglia stretta. Avrebbe dovuto tenere a freno il suo fascino, ma il suo ego venne sommerso da una inebriante soddisfazione nel vederla arrossire in difficoltà.
“State dicendo che posso visitare il castello?”
“Ogni angolo del mio castello e ogni stanza.” Stavolta l’allusione era più marcata.
“Le mappe riportano un monastero nel bosco, mi piacerebbe vederlo.”
“Non è molto più di un altare, ma sarò lieto di accompagnarvi.”
“Certo… dovrò chiedere a Yuri.” Alzò timorosa lo sguardo su di lui. “O forse un daimyo non deve chiedere a nessuno?”
“Io sono il padrone qui.” Anche se il suo comportamento non era del tutto lecito. “Potrebbe essere il nostro segreto, che ne dici?”
Le accarezzò il viso, avvicinandosi alle labbra con lentezza, senza sfiorarle. Non era un bruto, voleva che la ragazza accettasse di sua iniziativa. Per di più voleva evitare di avere problemi con il cugino, anche se sentiva che se non avesse baciato Kiyo in quel momento se ne sarebbe pentito per sempre.
“Il nostro segreto…” Disse lei come se fosse un sospiro.
Non si era sporta a baciarlo, ma non si era nemmeno tirata indietro, quindi per Nagatsuna era un segno di incoraggiamento ad andare avanti. Le sollevò il mento e colmò l’ultimo spiraglio di spazio che separava le loro labbra, baciandola con dolcezza. La sentì ricambiare in modo impacciato e capì che non sarebbe riuscito ad accontentarsi.
“Vogliamo andare in un posto più tranquillo?”
Aspettò che lei annuisse prima di prendere il cestino in modo galante e portarla verso la propria stanza. Il corridoio non era l’ideale per quello che aveva in mente, non dovevano essere scoperti.
“Siete andata a cogliere qualcosa?” Le chiese mentre camminavano per metterla a suo agio.
“Mi scusi, non volevo. Ieri sera ho visto delle castagne e quando stasera sono uscita per disegnare ho portato un cestino per raccoglierle. Mi dispiace Matsumoto-sama, domani le porterò in cucina e se vorrete punirmi lo accetterò.”
Mentre parlava, erano entrati nella stanza del signore, che le aveva galantemente ceduto il passo per farla avanzare per prima.
“Una punizione… mi sembra un’ottima idea Kiyo. Ti punirò stasera e poi potrai tenere le castagne.” Gli venne naturale leccarsi le labbra in modo lascivo.
La ragazza non colse l’intento sessuale. Lasciò cadere la candela, che per fortuna si spense prima di toccare terra.
“Non mi punite, vi prego. Sarò brava, farò tutto quello che vorrete, non c’è bisogno che mi facciate male.”
Spaventata, gli poggiò le mani sul petto, sollevandosi sulle punte in cerca delle sue labbra. Con Yuri funzionava, riusciva ad addolcirlo in quel modo.
Nagatsuna la strinse a sé ricambiando il bacio con passione prima di prenderla tra le braccia e portarla sul letto, dove la fece stendere.
“Non ho alcuna intenzione di farti male, è una punizione diversa.”
Stavolta Kiyo aveva capito. Si mise come voleva lui e prima che glielo chiedesse, perché sapeva che l’avrebbe fatto, si tolse i vestiti in maniera veloce. Era la prima volta che si ritrovava nuda davanti a qualcuno che non fosse il suo signore, ma la situazione era familiare e sapeva cosa doveva fare. Guardò sul comodino in cerca di qualche sostanza lubrificante, ma non ce n’era traccia. Forse le teneva nascoste in qualche cassetto. Non ebbe il tempo di chiederlo.
Senza dire niente, anche il daimyo si liberò del kimono e la baciò con rinnovato vigore.
“Sono belle.” Disse lei accarezzandogli le labbra.
“Anche le tue e non è l’unica cosa bella di te.”
Tornò a baciarla, ma non solo sulle labbra. Ben presto Nagatsuna scese tra le sue gambe. Fu strano per Kiyo trovarsi con un uomo che si interessasse del suo piacere, Yuri cercava solo il proprio. Per la prima volta in vita sua capì cosa significasse sentirsi coccolata, accaldata e appagata.
Nella sua esperienza era sempre stata con il suo signore per non contrariarlo, ma quella notte stava con Nagatsuna per istinto e il suo unico desiderio era che il sole si dimenticasse di sorgere. Voleva sentire in eterno le sue mani stringerle le gambe e il corpo spingersi per prenderla con passione.
Non solo. Voleva ricambiare quel piacere. Quella notte Kiyo sperò di essere colei che il daimyo più desiderasse, scoprendo cosa si prova ad essere coinvolti completamente anima e corpo con un uomo. Appartenere a Nagatsuna era bello. Era come una scarica elettrica, un vuoto allo stomaco, avere le vertigini. Intenso e bellissimo.
“Sei fantastica Kiyo.” Le disse quando si lasciò andare sul letto, affannato e sorridente.
“Grazie.” Rispose lei, non sapendo se prenderlo davvero come un complimento.
Mentre riacquistava la lucidità, era sempre più consapevole di quanto fosse illusorio ciò che aveva assaporato. Una legittima concubina avrebbe potuto condividere il suo letto fino al mattino, ma nella loro situazione ogni momento insieme era rischioso. Avrebbe voluto dirgli qualcosa senza risultare banale, ma non sapeva essere originale. Alla fine si ritrovò a fare una semplice richiesta.
“Posso baciarla prima di andare via?”
Nagatsuna si avvicinò e la baciò.
“Hai il mio permesso.” Le disse dopo.
“Lei è gentile, signore. Le sue donne sono fortunate.” Kiyo sorrise, poi si alzò in cerca dei suoi vestiti e del cesto di castagne.
“Ti ringrazio, Kiyo. Anche se ti ho appena punita.”
“Mi piace essere punita da lei.” Si girò e gli sorrise, chiedendosi se sarebbe mai ricapitato. “Buonanotte, Matsumoto-sama.”
Quando uscì dalla stanza si guardò attorno, doveva fare attenzione, se fosse stata scoperta sarebbe potuto diventare un vero problema.
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- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
Fare sesso e fare l’amore sono due cose differenti. Leggendo questo racconto, al pensiero di quanti non ne siano consapevoli, il mio cuore si è velato di tristezza
Ho fatto bene a leggerlo visto il mio nome
Ed è un onore che tu l’abbia fatto! Grazie.