
I frutti dell’impegno
Serie: Dovrei parlare io
- Episodio 1: Il fatto
- Episodio 2: Il ragionamento
- Episodio 3: Lo sviluppo del ragionamento
- Episodio 4: Gli effetti del ragionamento
- Episodio 5: I frutti dell’impegno
STAGIONE 1
Da quella sera Lucio cambiò e divenne un’altra persona. Passarono quattro anni e una casa editrice pubblicò il suo primo romanzo, smise di balbettare e divenne anche un logopedista con un metodo tutto suo di guarigione in uno studio luminoso tra le campagne del suo paese. Perciò, non usò la sua voce soltanto per un benessere personale, bensì anche per guarire quella degli altri e per spiegare con molta passione ai lettori del suo libro i concetti più importanti che scriveva, quei dettagli empatici che le parole stampate non sarebbero mai riuscite a comunicare. In ogni caso, riusciva sempre a creare con gli altri una simbiosi umana piena di solidarietà, di cui andava tanto orgoglioso e che nel buio della sera lo faceva tornare a casa con più vitalità di quanta ne avesse quando usciva la mattina. Le domande delle persone gliene suscitavano altre da fare poi a loro negli incontri seguenti, e questo ricircolo continuo di idee e sensazioni diventò presto la sua droga sacrosanta di tutti i giorni.
Gli erano bastati quattro anni per rendere più felici gli altri che gli restavano da vivere.
Una mattina di sole venne nel suo studio il ragazzo che quella sera di primavera lo aveva canzonato nella birreria. Teneva per mano sua figlia di nove anni e aveva deciso di curarla perché era diventata balbuziente tre anni prima. Lucio fu sorpreso di essere subito riconosciuto. Il ragazzo, con la faccia imbarazzata, gli disse di essersi ricordato quello che gli aveva detto allora e si scusò per essere stato uno stupido. I due si guardarono con calore e allora Lucio capì che l’artefice del suo cambiamento non era stato Roberto, come aveva supposto per quattro anni, ma quello sconosciuto che adesso gli stava davanti con gli occhi pietosi, perché, se quella sera non lo avesse incontrato, il giorno dopo sarebbe tornato a lavoro con lo stesso stato d’animo di tutti i giorni e per lui non sarebbe cambiato davvero niente. Inoltre, proprio come lui, il ragazzo aveva avuto bisogno di un sentimento imbarazzante e doloroso per migliorare il suo pensiero e le sue azioni, quindi era come se si fosse avverata una simbiosi umana fatta dello stesso bisogno comune, che adesso sembrava svolazzasse insieme all’aria della stanza e dava un significato al senso buono dell’esistenza di tutti e due. Forse, poteva anche essere lei il motivo per il quale la bambina sembrava che si trovasse proprio nel posto giusto: magari, respirando quel benessere intorno, senza rendersene conto aveva già capito che in quello studio sarebbe riuscita a curarsi, perché intuiva come l’umanità tra le persone possa essere attuata usando anche soltanto le sensazioni; e quella percezione, che l’avrebbe aiutata nel suo percorso, gli riempiva il cuore di bontà, facendola sentire proprio nel posto in cui doveva essere e al momento giusto.
E così, due persone si erano cercate e poi incontrate nel mondo per migliorarlo senza che se ne rendessero conto. Lucio pensò che nonostante la forza della cattiveria prevalesse da sempre nel mondo, tuttavia quella dell’amore, anche se quasi non si notava tra la gente, doveva essere molto più forte per riuscire a resistere tutti questi secoli senza essere soppressa. Si chiese cosa sarebbe accaduto per le strade se ce ne fosse stata appena poco di più.
Il ragazzo e la figlia terminarono la prassi dello studio e andarono via. Dopo averli salutati, dalla soglia del portone Lucio li guardò mentre si avviavano verso la loro macchina nel parcheggio immerso tra gli ulivi secolari.
« Scusami » disse a Lucio a voce alta, chiamando il ragazzo che era già piuttosto lontano. Lui si girò.
« Per caso ricordi la persona che quella sera in birreria mi sedeva accanto? Era alla mia destra. »
Il ragazzo guardò per terra e cercò di ricordare.
« No, non c’era nessuno oltre a te e ai miei amici al bancone. »
« C’era un ragazzo accanto a me, era da solo. Non te lo ricordi? »
« Sono abbastanza sicuro che non ci fosse nessuno accanto a te. »
« Ho capito. »
Col sole alto di quella mattina che illuminava anche i primi boccioli delle rose, Lucio pensò che la balbuzie è uno di quei fenomeni umani che è sempre diverso in base alla persona che lo vive, e quindi è molto improbabile comprenderla appieno nella sua totalità per poter identificare una cura sacrosanta. Il fatto che ogni guarigione sia incerta, parziale, sicura o recidiva lo portava spontaneamente alla conclusione che l’unica cura davvero permanente fosse soltanto quella personale, costruita con anni di duro lavoro su se stessi, cioè gli unici che conoscano quelle sfumature recondite da sollecitare e migliorare per riuscire a intraprendere una strada veramente definiva. Si disse che la balbuzie, come altre anomalie simili, doveva essere un’arma molto potente perché stimola delle capacità sensoriali che per poter eccellere e appagarsi hanno bisogno di essere sfruttate e crescere in concomitanza con la maturità, la consapevolezza, le inclinazioni e i sogni di ognuno. Solo in questo modo scemerà da sola, in quanto si saranno assorbiti tutti i suoi benefici; perciò si sentirà appagata e non servirà più a niente. Sapeva quanto fosse chiaro che se la balbuzie nella vita pratica è inutile e porta soltanto disagio, nondimeno in quella spirituale invece è lampante la sua utilità; e siccome, appunto, poteva essere plasmata soltanto da chi la possedeva, ogni volta, in base al carattere di ciascuno, aveva dei particolari sempre diversi da esternare sotto forma di certi pregi interessanti da studiare e belli da vedere. Per questo sentiva che la sola cura del linguaggio non sarebbe mai bastata, perché in questo modo la guarigione sarebbe avvenuta soltanto a metà.
Ma tutto questo, ovviamente, non avrebbe mai potuto dirlo a nessuno; c’era troppa spiritualità nel suo ragionamento e quindi per adesso poteva rimanere soltanto personale. Per l’ultima volta respirò forte la primavera che era appena arrivata e poi tornò nello studio.
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