
IDEE
Serie: COLOPHON - Script di una metasitcom
- Episodio 1: PROLOGO METALETTERARIO
- Episodio 2: SCREZI
- Episodio 3: EBBREZZA
- Episodio 4: CHIACCHIERE
- Episodio 5: INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 6: IDEE
- Episodio 7: INFEDELTÀ
- Episodio 8: VISITE
- Episodio 9: RIVALITÀ
- Episodio 10: MAGHEGGI
- Episodio 1: SECONDO INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 2: GELOSIA
- Episodio 3: LEGÀMI
- Episodio 4: CECITÀ
- Episodio 5: ADDII
- Episodio 6: TERZO INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 7: ACCORDI
- Episodio 8: SCELTE
- Episodio 9: UNA CANZONE CHE FACCIA PIANGERE
- Episodio 10: ULTIMO INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 1: LA VIA DI DAMASCO
- Episodio 2: EPILOGO (TANTO “META” QUANTO LETTERARIO)
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Martedì mattina. Solito baretto nella periferia di Milano. Marco Ricci e Andrea Bellini sono seduti al tavolo di sempre, parlano a bassa voce.
«E questo è tutto…»
«Vacca zio, lòmo… che casino. E tu sembri distrutto. Hai dormito stanotte?»
«Non molto: sono stato in ufficio. Ma, dico io: chi mai avrebbe pensato che un’agente letterario – e che agente letterario! – sarebbe venuto a spulciare nel nostro catalogo? In trent’anni di “onorata” carriera, la Fiorani Edizioni non se l’è mai cagata nessuno…»
«E vorrei vedere! Il libro più importante che avete pubblicato è stato Dipingere con gli autoabbronzanti…»
«“Abbiamo” pubblicato. Ora anche tu fai parte della famiglia… e comunque il capolavoro insuperato di Fiorani è stato Guida al respiro subacqueo: ottantacinque copie vendute, solo perché un tizio ha voluto adottarlo per un anno come testo didattico in un corso di scrittura creativa…»
«Vero?»
«Sì… lo usava come compendio per illustrare tutto ciò che non andrebbe MAI scritto in un testo di successo».
«Ti sta suonando il telefono…»
«Rispondo dopo».
«Non ho capito però una cosa, lòmo: perché mi hai detto questa storia?»
«Perché ieri l’ho raccontata a Sergio e, dato che lui è incontenibile come la merda liquida, ho pensato che non ci avrebbe messo molto a spifferare tutto a te… poi ora siete anche compagni di ufficio…»
«Se sapevi che è tanto indiscreto perché gliel’hai detto allora?»
«Sinceramente, Andre’, non lo so. Forse avevo solo bisogno di sfogarmi con qualcuno, e il Sergione ha quella tipica faccia da confessore che, chissà come, hanno tutti i pettegoli. Oppure è che inconsciamente vorrei che Fiorani venisse a sapere della puttanata che ho combinato… così almeno ci toglieremmo questa rogna della Martini…»
«Sergio dice che hai fatto tutto ‘sto bordello solo perché sei uno scrittore fallito… e ora ti sei illuso di avere una possibilità per dimostrare che vali…»
«Dimostrare che valgo? E come?»
«Scrivendo un libro che ancora non esiste e spacciandolo per il lavoro di un altro…»
«Però! È un’idea! Hai visto? Il Sergione trova sempre la soluzione!»
«Il Sergione è un fetente, lòmo… sapessi quante te ne dice alle spalle…»
«Non te la prendere: è fatto così. È il suo modo di dirmi che mi vuole bene…»
«Figa: bel modo! Sapessi quanto mi piace farmi trattare come un nador da un tarlandóne di cinquant’anni mega frustrato!»
«Cosa sarebbe un nador?»
«Un cretino!»
«Andre’: devi avere pazienza con lui. Tu non lo conosci – sei qui da poco – ma Sergio ha passato anni difficili…»
«Ho capito, lòmo, ma non può far sempre il malmostoso come se avesse un gatto attaccato ai maroni!»
«Vedi… il Sergione ce l’ha col mondo intero, ma non gli si può dar torto: otto anni fa la sua unica figlia è morta. E sai come? Per una banale tonsillectomia».
«Ma dabó?!»
«“Dabó”, Andre’, “dabó”… è rimasta in coma per quasi un anno. Chiaramente Sergio ha fatto causa alla clinica… e l’ha persa. Per non farsi mancare nulla, poi, sua moglie ha avuto un esaurimento nervoso… tu non sai quante notti sono dovuto andare da loro per aiutarlo a impedirle di fare pazzie… io e Giuliana ci conosciamo fin da bambini… gliel’ho fatto incontrare io, quel coglione…»
«Giuliana è la moglie?»
«Chiaro…»
«Che storia…»
«Abbiamo tutti dei casini, “lòmo”… anche tu, che parli con ‘sti termini…»
«Ma co’ dìt? Per fortuna che ci sono io a portare un po’ di parmigianità in mezzo a voi risottari, coi vostri “ghe n’è minga” e “t’è capì?”»
«In realtà, l’unico di Milano, là dentro, è Fiorani. A parte me, naturalmente…»
«Però c’è qualcosa che non capisco di te, lòmo… perché sei così?»
«“Così” come?»
«Boh… così! Cioè: tutti gli altri, al lavoro, mi trattano come un ragazzino. Persino la Bianchi! Tu invece mi parli come se fossimo coetanei…»
«Mi stai dando del vecchio?»
«Ma no. È che sembri sempre così “vulnerabile”… cerca di capirmi: qui fanno tutti gli espertoni… i fenomeni… tu invece ti muovi come se non sapessi mai cosa aspettarti dalla vita…»
«Ok: mi dai dell’insicuro…»
«Lascia stare, lòmo. Volevo farti un complimento ma non riesco a rendere l’idea…»
«Sai come la pensa il Sergione a proposito delle idee? Dice che sono come le donne: c’è chi ha le sue e chi si fa quelle degli altri».
«Non avevo dubbi che questa boiata fosse uscita dalla sua bocca. Ti sta suonando ancora il telefono…»
«È sempre mia moglie…»
«Ti conviene rispondere, altrimenti non te ne incavi più».
«Forse hai ragione…»
«Vedi, lòmo? Nessuno mi darebbe ragione così facilmente. Hai una passività invidiabile…»
Ricci risponde al telefono.
«Pronto?»
«Sei veramente una testa di cazzo! Sono due giorni che ti chiamo! Dove Cristo avevi il telefono?! Su per il culo?! Ah ma io ti rovino! Giuro su Dio che ti rovino, Marco! Ho già pronto l’avvocato: uno con due palle così…»
«Ciao Tati…»
«Non usare quel tono sarcastico con me, coglione! Sappi che le tue valigie sono giù in guardiola da ieri sera! Non provare neanche a salire in casa, chiaro?! La portinaia è imbufalita perché non ti sei nemmeno degnato di passare a prenderle. A proposito: dove cazzo sei stato ieri notte? Da qualche mignotta, immagino. Ma poi chi ti vuole? Pallone gonfiato! Chi ti…bip bip bip bip…»
«Che dici Andre’… ci facciamo un altro caffè?»
Serie: COLOPHON - Script di una metasitcom
- Episodio 1: PROLOGO METALETTERARIO
- Episodio 2: SCREZI
- Episodio 3: EBBREZZA
- Episodio 4: CHIACCHIERE
- Episodio 5: INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 6: IDEE
- Episodio 7: INFEDELTÀ
- Episodio 8: VISITE
- Episodio 9: RIVALITÀ
- Episodio 10: MAGHEGGI
Finalmente ciò che “volevo”, più voce ai personaggi, nuove informazioni improvvise e una telefonata alla quale si risponde! Direi quasi ottimo. Proseguo con il capitolo INFEDELTÀ
Ti ringrazio, Loris.🙏🏻 Stai andando tanto spedito che non riesco nemmeno a rispondere a tutti i commenti😆 Mi piace il tuo stile: pragmatico, diretto!
Più vado avanti nella lettura più mi sembra di vedere crescere la storia e la penna che la scrive.
Ciao Roberto! Grazie mille!🙏🏻😊
“Dipingere con gli autoabbronzanti…”
😂
“«Sei veramente una testa di cazzo! Sono due giorni che ti chiamo! Dove Cristo avevi il telefono?! Su per il culo?! Ah ma io ti rovino! Giuro su Dio che ti rovino, Marco! Ho già pronto l’avvocato: uno con due palle così…”
Caspita. Qui non c’è tanto da ridere, anzi…Dietro questa ironia così esplicitata e iperbolica, credo che si nasconda una profonda amarezza. La tua serie va, a mio parere, letta ‘oltre’ le parole e osservata con sguardo aperto. Impressione mia, magari sbaglio. Dimostri una commovente compassione per i tuoi personaggi e moltissima empatia. Pari spietato, ma…
Ciao Cristiana! Eh però così non va bene! Mi hai già scoperto!😆 Credo che le commedie migliori debbano avere una buona dose di amarezza, come i drammi migliori debbano contenere una giusta dose di comicità. È come per le ricette: i dolci spesso hanno il sale. Più andrai avanti nella serie e più noterai intensificarsi l’amarezza. Ma non temere: stavolta ho controllato le misure per non lasciare insoddisfatto nessuno😆
Come la buona commedia all’italiana anni settanta, magari un po’ scollacciata, sicuramente da rivalutare e soprattutto apprezzare ‘oltre le righe’
Esatto! Quando esistevano attori come Tognazzi e Villaggio che facevano ridere, ma sapevano anche fare piangere. In pratica il senso più profondo del grottesco😄
Pensavo particolarmente a Tognazzi. Un incredibile fascino, spietatezza, ‘volgarità’, se vogliamo dirla tutta, e, al contempo, una finezza e intelligenza incredibili. Non saprei dire, ma difficile da ricreare. I tuoi personaggi, in genere, me lo ricordano.
Sì, Tognazzi è molto di ispirazione per questa serie (sarà che ho Cremona – la sua città – a 20 km da casa, e credo nell’influenza dei luoghi). Un altro ispiratore (stavolta musicista), di cui non ho ancora fatto vedere nulla, è Lucio Dalla. Più avanti la sua musica sarà preponderante
“lòmo”
Ma cosa significa? 😃
Lòmo è un’espressione tipica di Parma, sarebbe come dire “uomo”. Si usa amichevolmente, ma (parere mio) tende a dare una certa aria di spavalderia e di superiorità a chi la usa. Io infatti non la uso mai, ma col tempo ho imparato ad apprezzarla😆
Bello 🙂
E dopo l’intermezzo metaletterario (titolo azzeccatissimo) ecco che tornano questi dialoghi fantastici, l’inizio specialmente, quando si parla delle “gloriose” vendite dalla casa editrice, è da urlo.
I Bluvertigo, Battiato, Gazzé… ne sai di buona musica!
Ciao Francesco! Grazie mille per la lettura!🙏🏻 Sì, questa serie è anche un pretesto per condividere i brani di molti musicisti italiani che adoro😄
Spassosissimo! 😄
Ed è incredibile come riesci a trainare la storia semplicemente facendoci guardare dei brevi scorci di discorsi fra due o più persone: una strategia narrativa davvero inusuale, ma molto efficace. 👍
Grazie ancora!🙏🏻 In effetti è qualcosa di nuovo anche per me. Voglio dire: un’intera serie con tanti personaggi tutti caratterizzati solo dai loro dialoghi è qualcosa di molto rischioso. Ti ringrazio per la fiducia e per il supporto, Giuseppe😊
Chiaramente ironico e grottesco, eppure di un realismo da far paura. Tanta paura.
DI nuovo sipario giù, nuova scena!
Ciao Giancarlo! Grazie ancora per la lettura😁 Anche stavolta hai colto la natura più profonda del testo (e dell’intera serie): l’inquietudine che si nasconde dietro a ogni sforzo umano di esorcizzare – appunto – la paura. Credo sia questa la natura del grottesco e della commedia. A pensarci bene, se le commedie venissero svuotare del loro contenuto comico diventerebbero qualcosa di angosciante, un po’ come i film di David Lynch😅
I quali film, peraltro e non per caso, sembrano spesso commedie da cui sia stata estratta la risata con un processo chimico fisico, come con la caffeina nel caffè decaffeinato. Pensa un attimo a Twin Peaks…
Esatto, Giancarlo! Pensavo proprio a Twin Peaks. Sperimentando questo tipo di racconto, e anche grazie al tuo commento, mi sono accorto di questa cosa terrificante😱 che alla fine è anche l’anima del grottesco. Pensa a un Fantozzi senza l’elemento comico. Sarebbe una specie di horror alla Final Destination😆
Molto vero!
La Fiorani edizioni non ha proprio dei gran titoli in catalogo😂Molto divertente anche questo episodio, con dialoghi estremamente credibili (tolti i titoli dei libri, ovviamente). È un vero piacere seguire questa serie, bravissimo!
Grazie mille, Melania🙏 La Fiorani Edizioni è la casa editrice che nessuno si merita ma di cui tutti hanno bisogno🤣