Identità segrete 

Serie: La regola del cavaliere


1.

Improvvisamente, così come era venuto, il segnale d’allarme scomparve.

Tirai un sospiro di sollievo ed il mio sguardo calò verso il pavimento. Jess era ancora lì, ma non era più svenuta. Mi stava fissando da dietro una sorta di schermo luminoso e trasparente che le scorreva davanti al viso. Gli occhi non le uscivano dalle orbite per poco. Mi squadrava tra il panico e lo stralunato, la bocca aperta in una muta O. Poi parlò.

2.

-Accendi! Spegni! Accendi! Spegni!- Per buoni dieci minuti Jess andò avanti a pronunciare i comandi: ogni volta il costume scompariva dal mio corpo, lasciandomi coi miei vestiti oppure ritornava a ricoprire da capo a piedi. Anche la spada scompariva: si rimpiccioliva fino a sparire nel palmo della mia mano, come se ci si rifugiasse dentro. Per un certo periodo, non mi accorsi neanche dello scorrere del tempo, ipnotizzato da ciò che stava accadendo intorno a me.

Poi realizzai.

-Jess?

-Accendi!… Sì?

-Stai forse comandando tu il mio costume?

-Spegni!… Sei sagace oltre che carino!

-Potresti smettere?

-Accendi!… Di dire che sei carino?

-Hai detto che sono carino?!

-Spegni!… Sì!

-Be’, anche tu… puoi smetterla con questa tiritera dell’accendi e spegni? Per favore!

Jess tacque. Non sapevo se l’avesse fatto per acconsentire alla mia richiesta oppure se fosse stata spiazzata dal fatto che la ricambiassi. Be’ era vero, lo ammetto, ma in quel momento la mia priorità era di capire cosa stesse accadendo. E non solo fra noi… Diciamocelo: come primo appuntamento era stato ben strano fino a quel momento… Inoltre nessuno di noi due lo aveva considerato tale… O no?

3.

Dopo un attimo di silenzio imbarazzato, Jessica parlò. Cominciavo a capire chi fosse quella strana ragazza invadente e chiassosa: c’era altro in lei. Un esempio? Era un genio: in poche frasi raccontò di come si fosse riavuta, mentre io andavo in paranoia a causa di quell’allarme, avesse scoperto di avere uno strano anello dello stesso metallo della spada e che da quell’oggetto avesse preso vita il display col quale lei aveva comandato il mio costume.

Ero tramortito da tutte le novità che mi erano cadute addosso, come una valanga, negli ultimi minuti.

Ma c’era qualcos’altro.

-Tu non senti nulla?- domandai.

-Cosa dovrei sentire?- replicò inarcando le sopracciglia.

Non si udivano più rumori di battaglia in giardino. Dove si trovava il nonno in questo momento?

-Ci starà cercando?- sussurrò Jess.

Posi l’indice davanti alle labbra.

-Quello che è successo in soffitta, rimane in soffitta?

Jess annuì.

Avevamo un accordo?

Andrea Savio

Serie: La regola del cavaliere


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Andrea, ho ammirato e adorato questo rapido scambio di battute tra i due, la tua ironia mi piace sempre di più e mantieni alta la curiosità, perché credo che anche ciò che sta loro attorno è cambiato. Questa serie si legge davvero con grande immediatezza, e secondo me è un grande pregio. E la mia curiosità è sempre più affamata! Ma mi chiedo: rivedrò il nonno karateka? Sarebbe spassoso vederlo in azione??!

  2. Ciao Andrea, la tua serie mi avvince sempre di più e non solo per la trama. La tua scrittura è lineare, pulita e immediata, può essere letta ad ogni età. Ed è una cosa che invidio, scrivere un testo adatto a dei bambini è difficile. Io non ci riesco ?

    1. Grazie. Sei sempre gentile. È soltanto l’abitudine a comunicare con tutti… È importante per me ciò che hai detto. Dal di dentro delle proprie storie, certe sfumature spesso sfuggono, non trovi anche tu?